Zucco di Pesciola Via Gasparotto

difficoltà: 4 / 4 obbl
esposizione arrampicata: Nord
quota base arrampicata (m): 1950
sviluppo arrampicata (m): 190
dislivello avvicinamento (m): 300

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: scaltro topgann
ultima revisione: 29/04/09

località partenza: Piani di Bobbio (Barzio , LC )

punti appoggio: Rifugio Lecco

cartografia: Kompass n° 105 - Lecco Valle Brembana

bibliografia: AAVV, OROBIE - 88 immagini per arrampicare, Edizioni Bolis

note tecniche:
altra biblio: Zuccone Campelli, le trenta vie più belle di Ivo Mozzanica

descrizione itinerario:
Attacco: da Barzio (Lecco) raggiungere i Piani di Bobbio: funivia (http://www.pianidibobbio.com, tel. 0341.996101 per periodi di apertura ed orari) o strada sterrata (1h30). Salire poi al rifugio Lecco (0h20). Dal rifugio inoltrarsi nel Vallone dei Camosci con andamento ovest-est, passando alla base della parete nord dello Zucco di Pesciola, sulla cui evidente cresta si snoda il percorso della cresta Ongania.

Le vie di questa parete dello Zucco di Pesciola sono esposte a nord. La parete si caratterizza da un primo risalto, una cengia intermedia ampia e tranquillamente camminabile, un secondo risalto che porta in cima allo Zucco di Pesciola m.2092.
Le vie partono in prossimità di un grosso masso con lato triangolare (il sentiero porta direttamente a questo masso). I nomi della vie sono scritte in nero sulla roccia.

La via Gasparotto vera e propria parte dalla cengia, raggiungibile da differenti vie di diversa difficoltà (via comune (la più facile) IV/IV+, variante diretta delle guide V+/VI, variante dei bergamaschi V-/V).
Di seguito descriviamo la via Comune fino alla cengia, e la via Gasparotto dalla cengia alla cima.

Sviluppo: 7 lunghezze per circa 150 metri di sviluppo. Via storica molto bella e divertente che segue un filo logico e naturale sulla parete. La parte alta può rimanere bagnata dopo la pioggia, soprattutto il 6° tiro.

Attrezzatura: la via, che già presentava anelli cementati alle soste, è stata recentemente richiodata con fittoni resinati e catene alle soste. L’abbiamo trovata più chiodata di quanto ci aspettassimo (chiodatura quasi sportiva). Non è necessario integrare le protezioni esistenti ma possono risultare utili alcuni friend/dadi/cordini se non si ha molta confidenza con la roccia.


Descrizone:

via Comune
1° tiro - risalire lo spigolo fino alla sosta situata su di un terrazzino in corrispondenza di un muretto verticale. 20 Mt., III.

2° tiro: superare il muretto verticale appena a destra della sosta (alcune relazioni moderne danno un passo di 5b, probabilmente singolo passo 5a azzerabile su fix). proseguire fino a un terrazzino con la vecchia sosta (chiodo singolo) superare la fessura a sinistra che porta alla nuova sosta. 30 Mt., IV+, III+, IV.

3° tiro: salire diritti, poi canalino a sinistra, muretto breve ben ammanigliato e si arriva alla larga cengia detritica. Alla base del camino inizia la Gasparotto (sosta + nome scritto alla base) 20 Mt., IV-, I
via Gasparotto

4° tiro - risalire il camino 25 Mt., III

5° tiro: entrare nel camino verticale (parete a sinistra e un pilastro staccato a destra) e poi proseguire sul lato sinistro aiutandosi con il pilastro. Continuare sino in sosta 35 Mt., IV+.

6° tiro: proseguire a destra della sosta 30 Mt., IV-, II

7° tiro: seguire lo spigolo visibile a destra della sosta 30 Mt., II, III

da qui in vetta per sentiero (20 metri)

Discesa: dalla Madonnina di vetta verso est si scende per sentiero alla Bocchetta di Pesciola, da cui verso sinistra (nord) per ampio e ripido canale di sfasciumi, innevato fino a tarda primavera, si torna sul fondo del Vallone dei Camosci e quindi al rifugio Lecco. (0h30)