Cimonasso Via Normale

difficoltà: PD+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 1245
quota vetta (m): 2292
dislivello complessivo (m): 1200

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: m.gulliver
ultima revisione: 22/01/16

località partenza: Viozene (Ormea , CN )

punti appoggio: Rif. Mongioie

cartografia: IGC 1:25.000 n. 114

bibliografia: Alpi Liguri, Blu edizioni; Nelle Alpi del Sole, Parodi; www.gambeinspalla.org.

note tecniche:
Il Cimonasso è un torrione calcareo ben individuato e riconoscibile nella bastionata rocciosa a sx della Gola delle Scaglie. La via descritta è la normale, non difficile, con modeste difficoltà concentrate nei 50-60 m finali, ma con un avvicinamento su terreno costantemente ripido, scosceso ed esposto. Corda da 30 m sufficiente. Utili ramponi e piccozza in caso di neve residua o terreno gelato. Il dislivello tiene conto delle risalite, anche al ritorno.

descrizione itinerario:
Da Viozene salire al rif. Mongioie quindi proseguire seguendo la traccia per la Gola delle Scaglie e il monte Mongioie. A quota 1800 m circa, in corrispondenza di un pianoro, abbandonare la traccia e volgere a sx in direzione del canale che scende a dx del Cimonasso. Risalire la conoide e senza seguire il colatoio prendere una rampa erbosa che sale in diagonale sulla dx del canale aggirando una balza rocciosa. Piegare quindi a sx e puntare ad un evidente canalino roccioso che da dx verso sx incide una seconda balza. Risalire il canalino (neve e/o passi di II) e raggiungere la parte superiore del canale principale. Rimanendo sulla sx orografica, salire per facili placche inclinate ricoperte di detrito puntando alla sbocco sommitale del canale e trascurando l'evidente canalino laterale che porta al colletto a nord del Cimonasso (forcella del Cimonasso). L'ultimo tratto, più ripido, è su detrito friabile o neve (piccozza e ramponi utili). Si esce ad una colletto erboso a monte della forcella del Cimonasso. Si passa ora sul lato opposto (ovest) e con lieve discesa si aggira un gendarme e si raggiunge la forcella del Cimonasso.
A inizio stagione, con piccozza e ramponi, è possibile, se le condizioni lo consentono, risalire interamente il canale nevoso fin dal basso e proseguire quindi nel ripido canalino che porta direttamente alla forcella (45-50°), superando con un passo di misto (II+) una strozzatura rocciosa (diff. AD-).
Si raggiunge ora la base della cresta nord del Cimonasso, disarrampicando un breve muretto, e per ripide canalino erboso si scende una trentina di metri lungo il fianco occidentale della cresta Nord fino ad individuare sulla sx un passaggio che permette di raggiunge il versante ovest del Cimonasso, costituito da un vago canale roccioso. Con un traverso delicato decisamente esposto su rocce gradinate ma friabili (II), si entra nel canale (sosta con cordone su masso incastrato sulla sx), lo si risale (II) e si raggiunge una forcelletta sulla cresta nord, fra la cima e un gendarme (dente del Cimonasso). Si traversa a dx qualche metro e si risale un muretto ripido fessurato, ben appigliato ma con roccia un po' friabile (III-, chiodo e cordino al termine). Si esce sulla cresta sud, si volge a sx e con pochi metri di crestina decisamente aerea si raggiunge la vetta.
Discesa: con una doppia di 12 m si scende il muretto di III-. Si torna quindi alla forcelletta nei pressi del dente, lo si aggira lato sud-ovest e, proseguendo sulla cresta nord, dopo pochi metri si reperisce una sosta (2 chiodi e cordini) per una doppia di 15 m direttamente alla base della cresta ai piedi del muretto nei pressi della forcella del Cimonasso. Si sale ora verso nord e in breve si entra in una conca carsica, si piega quindi a dx (NE) e si tocca l'arrotondata sommità della cima delle Colme (100 m di salita), quindi si traversa verso est (traccia, paletti in legno e segni di vernice) e si raggiunge, con lieve discesa, il Bocchino delle Scaglie. Si scende la Gola delle Scaglie (ramponi utili con neve residua) e si torna così al Rifugio e a Viozene.

altre annotazioni:
La prima ascensione, lungo la cresta Nord (per una via un po' più impegnativa di quella descritta), è di A. Frisoni, da solo, l'11 agosto 1908.