Scimarco (Bric) via Albi

difficoltà: 6a / 5b obbl / A1
esposizione arrampicata: Nord
sviluppo arrampicata (m): 80

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: Rello
ultima revisione: 21/01/16

località partenza: Agriturismo Cà d'Alice di Orco Feglino (Finale ligure , SV )

accesso:
Lasciata l’eventuale automobile al parcheggio di Bric Pianarella, s’imbocca il sentiero che sale dietro all’Agriturismo Cà d’Alice verso i Tre Frati. Raggiunto il colletto tra i Tre Frati e e la parete di Bric Grigio (20 minuti circa di cammino) si prosegue verso la chiesa di Sant’Antonino (segnavia tre bolli rossi). Si giunge così al margine dx della falesia di Bric Scimarco, dove attacca la storica via “Pilastro del re”. Di qui si prosegue sempre sullo stesso sentiero, che scende sotto la caratteristica cengia alberata e poi risale, verso il margine opposto della parete. Quasi al termine della risalita, poco dopo una specie di ricovero scavato sotto una grossa lastra di roccia, s’individua una traccia che sale nel bosco ritornando in direzione della fascia di rocce sottostante alla cengia alberata (ometto 1; ulteriori 15 minuti circa di cammino). Costeggiando una prima placca si giunge così alla base della fascia di roccia sottostante alla cengia alberata, dove sono stati attrezzati alcuni monotiri (“Settore inferiore”). Prima di raggiungere i monotiri, si segue una rampa che risale in direzione opposta, verso il margine sx della parete (ometto 2) fino ad terrazzino alberato, alla base di una placca di roccia compatta, chiusa in alto da un grosso blocco staccato.
Nota: l’attacco della via può essere raggiunto anche dal versante di Monte Sordo (Loc. Case Valle) con percorso un po’ più breve e diretto, ma più ripido e faticoso.

note tecniche:
Via alpinistica ripulita e attrezzata esclusivamente con chiodi da fessura e ancoraggi naturali, aperta da Claudio D’Angelo e Ubaldo Lemucchi nel dicembre del 1974 (v. Calcagno-Grillo-Simonetti, “La Pietra del Finale”). la via esce all’estremità sx del bosco sommitale, a poca distanza dalle prime catene del settore “Antri rossi”. Discesa sul versante opposto per tracce di sentiero, oppure con una calata di 25 m. nel vuoto fino alla base del settore “Antri rossi” (catene molto esposte da raggiungere attrezzando un mancorrente su alberi).

descrizione itinerario:
L1 (15m.)
Si attacca in coincidenza di un alberello alla radice della placca, puntando al margine dx del blocco di roccia che la chiude (IV; 4 ch.). Il blocco, appoggiandosi alla placca, forma un diedrino che occorre superare in spaccata, dopo essersi ristabiliti al suo interno. Dalla sommità del diedrino si vince un ultimo muretto a sx di una più netta fessura, uscendo sulla cengia alberata in direzione di una solida pianta di leccio. Visto più da vicino, il blocco ha un aspetto ben poco tranquillizzante; conviene quindi essere rapidi e molto-molto delicati… (IV; 2 ch.).

L2 (10m.)
Con un breve trasferimento verso dx si raggiunge lo zoccolo della parete, in direzione di una svasatura tra alcuni monotiri resinati a sx, e una zona di rocce più sporche e abbattute a dx (1 ch. artigianale blu con l’anello molto schiacciato sulla roccia, dove occorre inserire un cordino). Si sale quindi per bella placca di roccia lavorata, fino alla base di una fascia di strapiombi (IV+, 2 clessidre con cordini rosa). Si contorna allora la fascia di strapiombi con un breve traverso verso dx, fino a raggiungere una grottina un po’ nascosta dalla vegetazione (sosta con fettuccia verde e maillon su grossa e levigata clessidra).

L3 (25m.)
Tiro molto bello che vince una parete aggettante, sfruttando una linea di relativa debolezza. Purtroppo - con tutta la roccia che c’era e le centinaia di tiri sportivi già attrezzati - un monotiro resinato si sovrappone alla via per buona parte del percorso.
Dal grottino si esce verso sx in forte esposizione, per entrare in una nicchia a forma di nido d’aquila (A1; 2 clessidre con cordino e 1 vecchio ch.). Dalla nicchia si esce sempre verso sx, per ristabilirsi sopra un gradino di roccia con arbusti, in piena parete (V+; 1 clessidra con cordino all’interno della nicchia, più 1 resinato subito fuori). Da qui si prende una bella ma un po’ unta fessura, al termine della quale, verso sx, si afferra il margine di una seconda nicchia con catena di sosta (V+; 2 resinati e 1 ch.). La sosta della via storica, in realtà, si trova su soprastante terrazzino alberato, che si raggiunge uscendo verso dx in grande esposizione, e superando un blocco incastrato all’interno di un breve camino (A1; 4 ch. di cui 2 molto vecchi, più eventuale clessidra da attrezzare sul blocco incastrato; sosta con fettuccia verde e maillon di calata, su clessidra e 1 ch. angolare).

L4 (30m.)
Dal terrazzino di sosta si prende una breve rampa verso sx fino alla base di un liscio diedrino, che si vince uscendo a sx su ulteriore terrazzino alberato, in prossimità del margine della parete (V poi IV+; 3 ch. di cui 1 molto vecchio, più alberello di ginepro con cordino in uscita). Dal terrazzino alberato si può recuperare il compagno per spezzare il tiro, oppure proseguire in direzione di una fessura verticale piuttosto aperta, che conduce al bosco sommitale. Si entra dalla fessura da dx, sfruttando un diedrino abbattuto da dove si può afferrare una specie di vaso pensile con piantina di fico; si esce invece verso sx, dopo aver risalito la fessura un po’ fuori misura, con abili incastri di spalla (IV+ poi V; 2 clessidre con cordino più 3 ch., di cui il primo molto vecchio).