Zucco dell'Angelone Karol Wojtyla

difficoltà: 5b / 5a obbl
esposizione arrampicata: Sud
quota base arrampicata (m): 800
sviluppo arrampicata (m): 80

copertura rete mobile
3 : 100% di copertura

contributors: EmanueleAmoroso
ultima revisione: 05/12/15

località partenza: Barzio (LC) (Barzio , LC )

punti appoggio: Bar della funivia (Barzio)

cartografia: Kompass n° 105 - Lecco Valle Brembana

bibliografia: Savonitto A., La Chiusa della Valsassina, 1999 / Buzzoni P., Il gruppo dei Campelli, 2009 / Relazione della Scuola Guido Della Torre

accesso:
Da Barzio (Lecco) raggiungere in auto in auto il parcheggio della funivia per i piani di Bobbio. Attenzione, in inverno possibilità di trovare il parcheggio occupato sin dal primo mattino da quanti vi si recano a sciare.

Inoltrarsi nel bosco verso destra per sentiero segnalato con riferimento all'accesso dei settori dell'Angelone. Ai vari bivi seguire le indicazioni per Sherwood: il sentiero procede in piano, supera una casa diroccata, e, dopo un incrocio segnalato a trivio, seguire sempre per Sherwood e non le indicazioni per la casa delle Guide. In seguito si scende leggermente. Si arriva nei pressi di una placca con varie fratture su cui sono visibili varie file di fittoni resinati. La via segue il percorso più logico, centrale, partendo dal punto più basso della placca (20 minuti dal parcheggio).

note tecniche:
Via percorribile tutto l'anno, evitare comunque i periodi più caldi. Utili alcuni friends di varie misure. Soste attrezzate, chiodatura buona a fittoni resinati.

descrizione itinerario:
L1, 5a: partendo dal punto più basso della placca si sale obliquando verso sinistra per logico sistema di fessure, fino ad una pianta. Da lì ancora per fessure, fino a prenderne una orizzontale, con cui ci sposta un poco a destra, proseguendo poi in verticale su terreno più semplice. Si arriva così ad una sosta: non fermarsi, ma proseguire verso sinistra, scendendo di qualche metro, fino ad un gruppo di alberi e una ulteriore sosta.

L2, 5a+: salire direttamente la placca sovrastante (fittoni) o aggirarla da destra volendosi autoproteggere, raggiungendo così una rampa-cengia ascendente verso sinistra. Salirla fino ad una grossa lama aperta verso il basso, che si segue verso sinistra fino ad alcune fessure che riprendono a salire. Con un passo non intuitivo si supera in verticale un breve tratto compatto, e si arriva alla sosta. Tiro breve ma impegnativo.

L3, 5b: tornare a sinistra e salire seguendo un vago canale un po' scivoloso, fino a raggiungere un nuovo sistema di fessure. Salire ancora alcuni metri e poi a sinistra in obliquo, con alcuni passi delicati in placca. Attenzione: da sinistra sale una fila di fittoni che prosegue verticalmente incrociando la nostra via, che invece, dopo il tratto iniziale, obliqua a a sinistra. Dopo il traverso proseguire in verticale passando a sinistra di alcune piante, e arrivando su una cengia. Quì vi sono due soste: usare quella più a destra (riconoscibile anche per la presenza nelle vicinanze di uno spit vecchio).

L4, 4a: in verticale dalla cengia seguendo i tratti più profondamente lavorati della placca, spostandosi poi in obliquo a sinistra. Man mano che si sale la placca si stringe sempre più e diviene più semplice, fino alla sosta terminale.

Discesa: due doppie sulla via, una dalla sosta finale di L4 e una dalla sosta iniziale di L2, con due corde da 60 mt.