Carro (Punta del) da Frera superiore per la Bocchetta 'd'Langiasser

sentiero tipo,n°,segnavia: GTA
difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Est
quota partenza (m): 862
quota vetta/quota massima (m): 2777
dislivello salita totale (m): 2050

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: Blin1950
ultima revisione: 15/11/15

località partenza: Frera superiore (Noasca , TO )

cartografia: Mu Edizioni - Carta della Valle d'Orco

accesso:
Risalire la Valle dell’Orco passando Locana e dopo il borgo Frera inferiore in breve si giunge al bivio del Bettolino o Frera superiore; sulla destra dopo le case una piazza sterrata dove si parcheggia l’auto.

note tecniche:
Giro ad anello di grande portata; sviluppo di circa 22 km e circa 2100 metri di dislivello. Sentieristica discreta fino alle baite dell’Alpe Pianpurcetto, la parte restante avviene su magre tracce di animali e molti tratti di assenza completa dove occorre sapere bene dove scegliere il passaggio.

descrizione itinerario:
Dalla borgata Bettolino o Frera superiore si risale l’iniziale ripido sentiero che in breve si innesta sul tracciato del sentiero GTA che porta ai Meinardi, passando prima per i borghi abbandonati di Carbonere e Coste.
Prima di giungere ai Meinardi, verso quota 1420 circa, si stacca in salita a sinistra il ramo di sentiero che ci permette di giungere alle Alpi Giuva; da queste si segue il ramo di sinistra che passa le Alpi Giuva superiori e prosegue con un lungo traverso sotto la parte alta della Costa delle Fontane Fredde e porta all’Alpe Pianpurcetto, m. 2303.
Prima di giungere a Pianpurcetto, giunti nella conca sopra le Alpi Muanda e sotto la conca alla cui sommità vi è la Bocchetta ‘d’Langiasser, a circa quota 2260, si abbandona il sentiero e si inizia a salire in direzione del pendio, sinistro senso di marcia, della conca soprastante; giunti verso quota 2500 circa, si inizia un traverso verso destra, in breve si giunge ad una seconda e più piccola conca pietrosa dove sorge il valico, continuando nel traverso si giunge sotto la bocchetta che si raggiunge in pochi minuti.
Dalla bocchetta si sale la larga cresta est della Punta del Carro, dapprima per ripidi pendii di erba olina che poi lascia spazio al tipico terreno erboso di alta quota ed in breve si giunge all’ometto della Punta del Carro, m. 2777.
Discesa dapprima sul versante sud fino a reperire tracce di animali che portano verso ovest e cercando un po’ le molteplici tracce si scende alla sella di quota 2424 della cresta sud-ovest. Da questa in breve si raggiungono le Baite Dell’Alpe Pianpurcetto. Per chi ama un ritorno più tranquillo ora segue il sentiero che porta ai Giuva e poi giu sul sentiero GTA. Chi invece è amante dei giri ad anello può seguire il percorso sotto descritto che però è un po’ da interpretare.
Poco più in alto delle baite di Pianpurcetto, sulla balza erbosa inizia l’antica mulattiera che scendeva a Noaschetta, traccia ancora ben visibile fino alla quota 2269, quindi su magra traccia ci si abbassa nel largo canale versante Noaschetta e quando la traccia si perde completamente si inizia un traverso in discesa verso sud a raggiungere la cresta, superando cespugli di rododendri frammisti a pietraia.
Raggiunto il filo di cresta, scendere ora proprio lungo il filo aggirando normalmente sul versante Noaschetta le asperità, quando si giunge ad una pietraia la si supera sul lato sinistro quindi si scende ora nel bosco di larici fin ad incontrare il sentiero che in breve raggiunge la baita La Rocci e da questa su sentiero segnato si raggiunge il sentiero Minetti presso le Case Senge ed in breve si giunge alla piazza di Noasca.
Ora si segue il sentiero GTA che passando per Borno e Cater, raggiunge la borgata Prà e da questa su strada asfaltata in breve si giunge a Frera superiore a chiusura percorso ad anello.

altre annotazioni:
Nella nuova carta Mu, Carta della Valle d’Orco, fra la Punta del Carro e la Costa delle Fontane Fredde, vi è simbolicamente rappresentato un Valico quotato m. 2556. Questo mi ha fatto tornare indietro nel tempo, quando mio padre parlava di quando andava a pascolare le bestie fin sotto il detto valico citando “la buchëtta ‘d’Langiasser” o in versione breve solo “Buchëtta”. Ovviamente la bocchetta in questione è proprio il valico che collega gli alti pascoli dell’Alpe Fumà di sopra con i ripidi pascoli degli Alpi Muanda e Piampurcetto.