Arpone (Monte) dal Colle del Lys, anello per Madonna della Bassa

difficoltà: E   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Est
quota partenza (m): 1314
quota vetta/quota massima (m): 1592
dislivello salita totale (m): 630

copertura rete mobile
wind : 90% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: freehagi
ultima revisione: 30/10/15

località partenza: Colle del Lys (Rubiana , TO )

punti appoggio: Santuario Madonna della Bassa

cartografia: Fraternali 1:25000 n.4 Bassa Val Susa, Musinè, Val Sangone, Collina di Rivoli

bibliografia: Montagne Nostre - Dal Musinè al Rocciamelone di Elisio Croce

descrizione itinerario:
Dal lato sud-est del piazzale si imbocca il sentiero che scende a mezzacosta lungo il ripido versante che guarda verso Mompellato; l’inizio del sentiero è nei pressi del monumento ai Caduti, sul ciglio della provinciale che sale da Rubiana. Attraverso un ampio prato si entra nel bosco, scendendo con alcuni tornanti fino alla provinciale, che si attraversa per entrare nuovamente nel bosco. Seguendo un sentiero più evidente, tra antichi muretti a secco, si continua a scendere in direzione sud-est; a tratti il panorama si apre sul fondovalle e sui monti valsusini. Il sentiero si immette sulla strada carrozzabile proveniente da Mompellato nei pressi del Pilone delle Lance (appena prima della borgata Pascaletto). Seguendo la strada sterrata a sinistra si raggiunge il santuario di Madonna della Bassa (1152 m), sulla cresta che delimita la valle del Casternone, dove è possibile fare sosta nell’area attrezzata.
Ritorno: dall’ampio piazzale retrostante la foresteria del santuario il sentiero prosegue in salita sul ripido pendio in direzione nord, guadagnando rapidamente quota con stretti tornanti, piuttosto faticosi. Raggiunta la dorsale il sentiero di fa più piacevole e panoramico e raggiunge la vetta del monte Arpone (1592 m), dal quale si scende poi al colle del Lys prima tra alberi e massi e poi attraverso ampi prati, un tempo piste di sci nella stagione invernale.

altre annotazioni:
La storia del santuario ha inizio nel 1714 come semplice edicola votiva, ancora visibile in una nicchia sovrastante l’altare maggiore, dedicata alla Madonna ed eretta da un abitante di Mompellato per una grazia ricevuta; divenuta rapidamente luogo di pellegrinaggio l’edicola fu sostituita da una prima cappella (1721) e poi dall’attuale struttura (1845), a cui si aggiunsero negli anni successivi il porticato e, di fronte alla chiesa, un rifugio per i fedeli che si recavano alla Bassa in occasione della festa del santuario.
L’edificio di fronte al santuario fu utilizzato, tra la fine di luglio e la seconda metà di agosto 1944, come alloggiamento dal distaccamento “Faleschini” della 17° brigata Garibaldi “Felice Cima”, costituito dal gruppo di partigiani che dopo il rastrellamento del 2 luglio si era rifugiato al “non si vede” sul Rognoso. Nelle stanze abbandonate da tempo, con i muri scrostati e i pavimenti sconnessi, i garibaldini si riunivano, tra l’altro, per quella che chiamavano ”l'ora politica”: un momento di riflessione sulla storia e sulla situazione della loro lotta contro i nazifascisti e soprattutto un’occasione per ribadire gli ideali e le speranze che la alimentavano.