Turi (Monte), Crotta (Monte), Inferno (Mazza dell') da Megolo traversata per la Valle dell'Inferno

sentiero tipo,n°,segnavia: in parte segnalato
difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 220
quota vetta/quota massima (m): 1920
dislivello salita totale (m): 2150

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: adriano maggi
ultima revisione: 13/09/15

località partenza: Megolo di Fondo (Pieve Vergonte , VB )

cartografia: Kompass 97 Varallo Sesia-Omegna-Lago d'Orta

bibliografia: CAI-TCI Monte Rosa

accesso:
Gravellona Toce, Anzola d'Ossola, Megolo di Fondo parcheggio loc Cantinitt

note tecniche:
La salita al Monte Turi dalla Valle Inferno richiede il passaggio su alcuni tratti esposti senza tracce facile su o segnali di riferimento.

descrizione itinerario:
Da Megolo di Fondo (Cantinitt) seguire la strada poderale che, da dietro le case, prosegue in direzione del Rio Inferno continuando poi, in prossimità del fiume, verso destra, con il sentiero segnalato da una scolorita freccia rossa.
Il sentiero, praticamente scomparso, rimonta il costone, tormentato nella prima parte da felci, rovi e arbusti, a destra del torrente (qui è necessario aguzzare bene la vista) per continuare poi tra castagni fino al pianoro dell'abbandonato Alpe Albarè (mt 614).
Dalla Cappelletta comincia il pianeggiante traverso (sentiero visibile) che porta a raggiungere il roccioso greto del Rio Inferno lungo il quale si continua la risalita della vallata.
Il torrente richiede parecchia attenzione infatti è necessario muoversi, anche a balzi, su massi accatastati, passando da una parte all’altra, per poter arrivare alla superiore biforcazione oltre la quale si avanza per il ramo dx sino all'attacco della seconda cascata il cui superamento pare difficile e pericoloso.
Qui la cosa migliore da fare non è altro che lasciare il torrente continuando per la dorsale sulla dx orientata in direzione della sella del Monte Turi.
Sassi, rododendri e ontanelli ostacolano l'uscita dal fondo croso del torrente ma, con un po' di calma... aggrappandosi a tutto il possibile... si riesce a uscire sulla "tranquilla" dorsale boscosa con la quale si continua in direzione della cresta (qualche facile passo su roccette appoggiate).
Una volta raggiunto il colletto non ci sono più problemi, infatti, da qui in poi, non c'è altro da fare che seguire la cresta prima a destra per il Monte Turi (mt 1673) -10 min.- poi, una volta ritornati, a sinistra per il Monte Crotta (mt 1965).
Del Monte Crotta si perviene prima all'anticima (mt 1932) con segnale trigonometrico poi alla cima maggiore posta in cresta tra Ossola e Val Strona, e da qui si continua in direzione Ovest (dx), seguendo i segnali della "Via delle Creste", per la Croce del Campo (mt1867), l'Alpe Campo (mt 1737), la Mazza dell'Inferno (mt 1920) e la Bocchetta del Ventolaro (mt 1765).
Dalla Bocchetta del Ventolaro parte il sentiero (tracce) segnalato che s'abbassa in direzione dell'Ossola passando per l'Alpe Lordi (mt 1516) e l'Alpe Orcocco (mt 1156) dal quale si continua con la mulattiera per Alpe Castello e, in fine, per Megolo di Mezzo.
Ancora un chilometro pianeggiante per ritornare a Megolo di Fondo.
Dalla Bocchetta di Ventolaro in circa mezz'ora si può salire anche al Monte del Ventolaro (mt 1887) da cui si può raggiungere direttamente il sentiero proveniente dalla Bocchetta scendendo lungo il crinale Est (dx).