Forcellino Astra

difficoltà: 7b / 6b obbl
esposizione arrampicata: Ovest
quota base arrampicata (m): 1050
sviluppo arrampicata (m): 300
dislivello avvicinamento (m): 10

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: ziocharli
ultima revisione: 09/05/16

località partenza: Pian dei Resinelli (Abbadia lariana , LC )

accesso:
Da Lecco si seguono le indicazioni per la Valsassina. Da Ballabio salire ai Pian dei Resinelli, superare l'ampio parcheggio e ignorare la strada che sulla destra porta alla via le Foppe. La strada fa un largo semicerchio e conduce al parcheggio posto sotto il grattacielo dei Resinelli (famoso scempio architettonico), dove si parcheggia.

Tornare a ritroso per circa 150 m sulla strada, piegare a sinistra oltrepassando una stanga gialla (indicazioni per la bocchetta di Val Verde/Forcellino) e prendere la strada sterrata. Seguire tutta la mulattiera sino alla bocchetta di Val Verde, dopodichè a destra per sentiero che in breve conduce sulla stupenda e panoramicissima punta Forcellino (non seguire la palina per la Val Verde). Scendere per tracce a sinistra (viso verso il lago) sino a reperire una cengia con due soste (45 minuti).
Utilizzando la sosta con catena e anello, si effettuano quattro calate piuttosto lineari da 45-55 metri. Alla base della parete spostarsi qualche metro a sinistra di un masso staccato (spit artigianale con incisione "EE" sulla roccia). Astra parte da qui seguendo la linea di spit che va verso sinistra.

note tecniche:
Via sportiva che si sviluppa tra placche compatte e qualche diedro con roccia buona ma talvolta sporca per le scarse ripetizioni. L'arrampicata è sostenuta e tecnica. L'ingaggio psicologico è dato dall'ambiente isolato e da una non facile e veloce via di fuga. Un itinerario da affrontare con buon allenamento ed esperienza.

Chiodatura ravvicinata nei tratti difficili, più distanziata su quelli più facili (non sempre facile da azzerare se si è di statura bassa). Ultimo tiro con un paio di passi dove'è meglio non cadere. Per una ripetizione, utili due mezze corde da 60 mt, 12 rinvii, qualche friend medio (1, 2, 3 ed eventualmente anche il 3 BD se ci si vuole porteggere nella fessura alla base del tettino di L4).

descrizione itinerario:
L1 - 6a+, 30 mt
Dalle lettere EE, obliquare verso sinistra seguendo l'evidente fessurina.

L2 - 7b (oppure 6b), 35mt
Traverso delicato verso destra (chiodo), quindi verticalmente con arrampicata sostenuta e tecnica. Obliquare infine verso sinistra seguendo la linea di un vago diedro rovescio.

L3 - 6c (6a+/A0), 35 mt
Sopra la sosta con un primo passo d'aderenza su placca, poi con passi più sostenuti per un pilastrino oltre il quale si continua per gradoni. Continuare con arrampicata più delicata salendo dapprima dritti poi traversando a destra fino in sosta.

L4 - 6b+ (6a/A0), 20 mt
Seguire la rampa verso sinistra e continuare per breve muro a tacche sotto il tettino che si supera seguendo il suo spigolo verso destra.

L5 - 5c, 30 mt
Bellissima lama, poi risalti più semplici.

L6 - 6c (6b/A0), 30 mt
Dritti per gradoni (roccia da verificare) fino ad una piccola cengia (sosta con un chiodo e uno spit da rinviare e superare traversando verso destra), poi stupenda placca compatta.

L7 - 5c, 35 mt
Diedro con uscita atletica. La roccia è molto polverosa ed obbliga ad una progressione delicata.

L8 - 7a (6a+/A0), 30 mt
Rampa che conduce alla base di uno spigolo aggettante. Obliquare con passi duri verso sinistra ed uscire dritti in placca con arrampicata sostenuta.

L9 - 5b, 35 mt
Per piccola rampa ascendente verso destra. Alla sosta (della via "Aria") procedere dritti fino a una zona con rocce rotte ed in breve ad una piccola cengia dove ci si ferma alla seconda sosta.

L10 - 6c+ (6a+/A0), 30 mt
Salire la dura placca sovrastante la cengia ed in breve in cima. Chiodatura molto strana: primo fix alto, poi rinviare il cordone sul fix (o usare un rinvio lungo) per mantenere le corde più lineari.

DISCESA
Dalla cengia di arrivo (che è anche quella di attacco) si ritorna sullo stesso percorso dell'avvicinamento.

altre annotazioni:
Gilberto Garbi e Lino Bergliavaz nel 1993, dall'alto.