Miller (Prima torre del) Prigionieri del sogno

difficoltà: 6b / 6a obbl
esposizione arrampicata: Sud-Ovest
quota base arrampicata (m): 2700
sviluppo arrampicata (m): 300
dislivello avvicinamento (m): 550

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: damup
ultima revisione: 02/09/15

punti appoggio: Rifugio Gnutti

cartografia: http://www.adamellothehumantouch.it/MILLER/Miller_8_Torri_Prigionieri/Miller_8_Torri_Prigion.htm

accesso:
si consiglia di pernottare al rifugio Gnutti, altrimenti calcolare 4 ore dal parcheggio.
dal rifugio due orette.
la parete è visibile del rifugio a destra della più vasta parete del Miller della quale fa parte
seguire il sentiero 23 in direzione passo Adamello e dopo circa un'ora quando si raggiunge un pianoro (pantano del miller) sulla dx si intravedono ometti su di un ripido costone di pietre ed erba (l' accesso più logico). seguire gli ometti fino alla parete

note tecniche:
Valutazione estesa: 6b (6a obbl.),SR2, II
Bella via su ottima roccia in un contesto alpino isolato.
via quasi plaisir ben chiodata a spit (non fix) da 8 mm.
in ombra fino alle 11. se si attacca prima il freddo è notevole poi si passa dal pile e giacca alla maglietta in 5 minuti.
Portare friends fino al 3 (BD) per proteggere solo alcuni passaggi, la facile placca a metà via e il tiro finale che presenta un chiodo in entrata ed uno spit in uscita. Eventualmente qualche chiodo
le soste sono costituite da uno spit da 8mm e un fix con maglia rapida , quest'ultimo posizionato però in alto rispetto allo spit. strana scelta.
se percorsa a fine stagione il nevaio basale non è un problema, gli attacchi delle altre vie rimangono invece da raggiungere tramite il nevaio.
prevedere (dopo aver toccato ferro) un incastro di corda in discesa....

Periodo: da metà luglio a metà settembre; sconsigliata ad inizio stagione data la presenza a circa metà parete di una caratteristica rientranza, l’unica della verticale parete, dove alberga fino a stagione inoltrata un piccolo nevaio a forma romboidale denominato “il diamante” con conseguente acqua da fusione nelle prime lunghezze dell’itinerario.

descrizione itinerario:
L’attacco risulta ampiamente influenzato a seconda del periodo, nonché ovviamente delle annate, dal nevaio basale e dalle sue condizioni. È poco ripido ma generalmente staccato dalla parete anche in modo significativo. Per ovviare a tale problema sono previste due diverse alternative (vedasi “Itinerario”).

L0: Consigliabile in caso di nevaio basale ancora ampio; risalire per facili risalti ad una cengia ben visibile circa 20 m più a destra del diedro basale fino ad uno spit-inox. Da qui traversare in orizzontale a sinistra per facile fessura; abbassarsi in un diedro molto liscio (2 ch.) fino ad aggirarne, scendendo leggermente, la pancia che lo delimita a sinistra fino ad una sosta con 2 ch. + 1 spit-inox + cordone e maglia rapida (30 m – max 6a).
L1: Aggirato il nevaio sulla destra per facili gradoni e lame raggiungere uno spit-inox (S0). Salire una fessura svasata (5a) fino alla S1 della L0, superarla e continuare per fessura svasata (5c) fino ad un gradone, traversare a sinistra e con passo delicato (6a) immettersi nel diedro. Salirlo su roccia lisciata e con un passo in aderenza (6a) raggiungere la S1 (20 m – max 6a).
L2: Superare tutto il sovrastante estetico diedro su roccia compattissima e liscia (6a; passi di 6b; 6a obbl.) fino ad un uscirne a sinistra su roccia più articolata (5b) nei pressi di un pilastrino ben ancorato ma da non sollecitare da cui in breve alla comoda S2 su cengia (40 m; max 6b).
L3: Continuare per facili fessure, superare un salto verticale (5b) fino ad immettersi nell’estetico diedro superiore che si percorre fino al comodissimo terrazzino della S3 sulla destra del diedro (40 m – max 5b.
L4: Sempre nel diedro con bella e divertente progressione (4c) fin sotto un corto tetto; superarlo a destra per fessura (5b; 1 ch. angolare) e continuare nel bel diedro superiore (5a) fino al suo termine nei pressi della terrazza della S4 (40 m; max 5b).
L5: Superare la successiva facile placca incisa da fessure (4a; 1 ch. a lama circa a metà della lunghezza) fino al suo termine (1 grosso ch. angolare); deviare a sinistra per placca liscia (4b) fino alla comoda S5 sotto la fessura di c. 100 m che caratterizza la seconda parte dell’itinerario (40 m; max 4b).
L6: Entrare nella fessura diedro (5c) e percorrerla superando dopo circa 10 m un passo delicato (5b) uscendo su grandi lame ben incastrate ma da non sollecitare eccessivamente; continuare ancora sulle belle placche a sinistra del diedro fino ad un chiodo a destra della S6 che si raggiunge con un passo in allungo a sinistra (30 m; max 5c).
L7: Superare con un passo in aderenza un saltino aggettante e continuare nella bellissima fessura successiva con alcuni passi in Dülfer fino alla S7 leggermente a destra su piccolo gradino (30 m; max 5b).
L8: Superare una corta placca (5b), continuare per bella fessura di ottima roccia fino ad un’ultima breve sezione con roccia un poco delicata ma non pericolosa nei pressi della cresta sommitale; percorrere per pochi metri la cresta a sinistra fino alla S8 sotto il pinnacolo della 1^ Torre (40 m; max 5b).
L9: Su bellissima roccia chiara salire una fessura (lasciato alla base 1 ch. tipo Lost Arrow) con a sinistra una grossa spaccatura; continuare ancora per fessura fino a superare un corto salto aggettante e la successiva corta placca (6a) toccando la S9 sulla sommità della I Torre (20 m; max 6a).
Discesa: In doppia lungo l’itinerario di salita (ore 1.30). Con corde da 60 m: D1 da S9 a S8; D2 da S8 a S7; D3 da S7 direttamente in S5; D4 da S5 a S4;D5 da S4 a S3; D6 da S3 a S2; D7 da S2 direttamente in S0.

altre annotazioni:
Paolo Amadio, Marco Degiovannini, Merigo Pietro il 25 e 26 agosto 2005 finoad S2; Paolo Amadio e Marco Degiovannini il 21 e 22 agosto 2006 fino alla sommità.