Naranjo de Bulnes Rabadà-Navarro

difficoltà: 6c+ / 6a obbl / A0
esposizione arrampicata: Ovest
quota base arrampicata (m): 2000
sviluppo arrampicata (m): 700

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: kahuna
ultima revisione: 25/08/15

località partenza: Collado Pandebano (Camaleño , S )

punti appoggio: Refugio Vega de Urriellu

vedi anche: http://www.slideshare.net/kahunaclimbs/rabad-navarro

accesso:
Per cominciare dall’Italia raggiungete la Spagna e una volta in terra iberica localizzate e portatevi al confine tra Cantabria e Asturie, nello specifico presso l’ameno paesino di Arenas de Cabrales (ottimo formaggio di capra, birra in economica in piazzetta e belle falesie in zona). Una volta qui potete vedere da qualche punto panoramico nei dintorni la parete Ovest del Naranjo; se volete anche scalarla invece dovete seguire la strada che si inoltra nella valle verso Poncebos e successivamente proseguite verso Tilves e Sotres. Poco prima di Sotres ad un tornante verso sx parte sulla dx un evidente sterrato in discesa (valutate voi la sua percorribilità in funzione dell’automezzo che avete…); al bivio girate a dx sempre in discesa per poi risalire fino a portarsi al collado Pandebano dove si lascia la macchina. Da qui seguite l’evidente sentiero che vi condurrà al Refugio Vega de Uriello in un paio d’ore circa.

note tecniche:
La via classica spagnola più famosa, senza alcun timore paragonabile con la Cassin alla Ovest
Cantabria e Asturie (per non parlare dei paesi Vaschi) sono bellissime e quindi vale la pena farci un bel viaggio e i picos de Europa sono altrettanto belli e vederli almeno una volta nella vita ci sta e poi… scalare non solo in un paesaggio così bello ma anche con dietro l’Atlantico sullo sfondo, beh è decisamente super !!!
Poi ci sono anche altre vie sul Naranjo: la murciana (eccezionale), la direttissima ed un sacco di altre vie più facili sulla parete Est, che è altrettanto bella, come la Pidal-Cainejo o Amistad con el Diablo
Note logistiche: Anche in virtù della vicinanza con l’oceano, il meteo ai picos d’Europa (in base alla nostra esperienza diretta ed anche in base a quanto riferitoci) è decisamente strano: le previsioni non ci azzeccano sempre (anzi…) e spesso c’è un microclima particolare per cui nelle valli rimangono nuvole basse ma sopra il cielo è terso; altre volte c’è una nebbia con pioggerellina integrata che avvolge completamente le pareti… insomma ci vuole un po di pazienza e anche di fortuna !
Il rifugio Vega de Uriello è un porto di mare sovraffollato; dispone di 60 posti prenotabili via internet (con caparra) + altri 30 prenotabili direttamente presso il rifugio in rigoroso ordine di arrivo a partire dalle 7 del mattino.

descrizione itinerario:
Avvicinamento: La parete si trova immediatamente dietro il rifugio e si raggiunge in 15’ seguendo le numerose tracce; l’attacco si trova poco a dx del sistema di diedri della prima parte poco sotto un piccolo avancorpo biancastro.

1° tiro: Risalire l’avancorpo fino alla sua sommità; superare la liscia placchetta sovrastante (2 fix) guadagnando la fessura obliqua che si segue verso sx. Superare una seconda zona di placche (3 fix) e guadagnare una buona cengia dove si trova una eventuale sosta su 2 fix in una vaga nicchia sulla sx. [40 m, V+/A0 o VII]

2° tiro: spostarsi poco a sx della sosta sulla verticale del diedro e superare il breve risalto sovrastante (1 fix + 2 ch.). Sosta su due fix sulla dx; tiro concatenabile col precedente [10 m, V/A0 o VI]

3° tiro: tiro chiave, risalire il diedro sulla sx della sosta, inizialmente sprotetto (ma facilmente proteggibile a friends) con difficoltà decrescenti fino alla sosta con 2 fix su comoda cengia. [35 m, VI/A0 o VII+]

4° tiro: imbucarsi nel camino sovrastante la sosta (sasso incastrato con cordino) e risalire il sovratante diedro con difficoltà decrescenti fino a portarsi sulla sommità del pilastro dove si trova una sosta con due fix. [55 m, VI]

5° tiro: superare la placca a sx della sosta (1 fix + chiodi) fino a sostare su una piccola cornice con tre chiodi (+ eventuale fix sulla dx) [15 m, VI]

6° tiro: traversare a dx (2 fix + 2 chiodi) fino ad acchiappare una bella fessura obliqua che sale verso dx (la “cicatriz”); la si segue lungamente (sosta eventuale a metà tiro su 3 chiodi fino ad un ballatoio dove si sosta su 2 fix. [55 m, V+]

7° tiro: traversare a dx fino ad un visibile fix e continuare obliquando a dx fino ad una comoda cengia dove si sosta su due enormi clessidre. [30 m, V]

8° tiro: risalire la fessura sovrastante la sosta per una decina di metri e successivamente obliquare a sx (attenzione ai blocchi mobili) fino a portarsi sullo spigolo (chiodo); traversare altri due metri a sx fino alla scomoda sosta su due chiodi dubbi (rinforzabile con friends). Ci troviamo ora alla “cornisa del entreacto”. [20 m, IV]

9° tiro: inizia la “gran travesia”: abbassarsi leggermente verso sx (chiodo) fino a brancare il primo fix e continuare a traversare a sx seguendo i punti deboli della parete con bellissima arrampicata (1 fix + 1 chiodo + 3 fix) fino alla sosta con due fix con anello su un pulpito formato da una lastra staccata “la guitarra”… [30 m, VI]

10° tiro: calarsi una decina di metri fino all’altezza di una vecchia coppia di fix del 6; traversare a sx arrampicando seguendo un bordo (1 chiodo) fino alla sosta su due fix della via direttissima [30 m, IV]

11° tiro: Continuare la “gran travesia” verso sx (un blocco incastrato + 1 sosta a fix) fino alla base del grande diedro che caratterizza la parte alta della via dove si sosta su 2 chiodi lontani. [30 m, IV]

12° tiro: seguire il grande diedro su bellissima roccia fino alla sosta con due chiodi su una comoda cengia. [60 m, IV+] 13° tiro: proseguire sopra la sosta e superare l’evidente camino sulla sx fino alla cima del pilastro dove si trova una sosta su tre fix (2 nuovi ed uno vecchio). [50 m, IV]

14° tiro: Seguire la rampa discendente (“el rocasolano”) sulla sx fino alla sosta su chiodi + clessidra alla base di una pancia fessurata. [45 m, II]

15° tiro: vincere il muro fessurato sovrastante la sosta (2 ch.) e seguire l’evidente fessura successiva superando una pancia (chiodo + clessidra) e rimontando sulla sx una cengia con una sosta su due chiodi. Proseguire sulla seguente rampa (clessidra) fino ad un ballatoio sullo spigolo dove si sosta su 3 chiodi [60 m, V+]

16° tiro: dritti sopra la sosta (clessidra) e successivamente verso sx su terreno facile in direzione di una fessura fino alla sosta su 2 fix. [30 m, IV] 17° tiro: seguire la fessura a sx della sosta (2 ch.) fino ad un gradino sulla dx dove si trova la sosta su 2 fix [30 m, IV]

18° tiro: su placca a dx della sosta (3 ch.) e successivamente su terreno fessurato più semplice (sosta eventuale su chiodi) fino al termine delle difficoltà. Sosta su un fix. Su terreno facile si raggiunge facilmente la vetta. [65 m, V]

Discesa:
Dalla vetta seguire la cresta Est una cinquantina di metri circa fino ad individuare una rampa facile (I/II) che scende sulla parete sud (dx faccia a valle). Seguire tale rampa per una cinquantina di metri fino ad una vaga cengia sopra delle placche appoggiate a rigole; seguirla verso sx (faccia a valle) fino a identificare una calata su due fix con anelli (altra calata con catena poco più avanti).
Calarsi con 4 doppie (35m + 40m + 20m + 50m) fino alla base della parete Sud e da qui scendere il facile zoccolo (I) verso sx fino a guadagnare il sentiero sottostante. Da qui bisogna aggirare il Pico Uriello da Nord passando dapprima sotto la parete Est ed addentrandosi nel vallone sottostante; il vallone è interrotto da una zona di placche verticali che si possono superare o tramite un canale in prossimità della parete (soluzione non verificata) oppure tramite un largo giro verso dx (faccia a valle) seguendo le tracce e gli ometti.
Una volta a Nord del pico Uriello si risale a sx il sentiero che in breve ed in leggera salita riporta al rifugio. (1h30/2h00). Non banale in caso di scarsa visibilità.