Lemie (Frazioni di) anello del Traciolin

sentiero tipo,n°,segnavia: Segnavia bianco/rossi
difficoltà: E   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
quota partenza (m): 952
quota vetta/quota massima (m): 1300
dislivello salita totale (m): 500

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: mario-mont
ultima revisione: 25/07/15

località partenza: Lemie (Lemie , TO )

cartografia: Fraternali 1:25000 n.8 Valli di Lanzo

accesso:
Percorrere la val di Viù fino a Lemie. Appena prima del paese lasciare l’auto nell’ampio parcheggio sulla sinistra.

note tecniche:
Itinerario ideale a primavera e in autunno. Come tutti gli altri itinerari in zona, in estate i panorami sono pochi, ostacolati dai fitti alberi.
Si percorre il lato all’inverso di Lemie, incontrando numerose frazioni. Nella parte alta si passa sul Traciolin, il tracciato della vecchia decauville che è servita a portare il materiale per gli imponenti lavori eseguiti per posare le tubazioni al servizio delle centrali elettriche della valle.
Il dislivello indicato è comprensivo di numerose piccole risalite.

descrizione itinerario:
Salire al paese e percorrere dalla piazza l’antica Via Maestra. Dopo poco svoltare a sinistra in via Inverso. Scendere fino al fiume Stura, superarlo su un guado e continuare sulla sterrata. Si perviene a un bivio e si prende a sinistra verso la frazione Gaiera in mezzo a bei prati. Appena prima della frazione si passa sopra l’enorme condotta Enel che porta l’acqua proveniente dalle dighe tramite tubazioni quasi tutte in galleria. Dopo la Gaiera si prende un sentiero sulla destra (segnale) che porta fino alla frazione Villa. La si attraversa, sempre seguendo i segnali e si sbuca su una strada asfaltata che sale verso la valle Orsera.
La si segue inoltrandoci in un fitto bosco di faggi. Se ne esce in una zona di vecchi prati. La strada qui piega a ovest con lieve salita. Al termine di questo tratto si incontra un tornante e davanti si vede una sterrata chiusa da barra. La si percorre in lieve salita in mezzo la bosco, pervenendo all’Alpe Foiere 1186 m. La strada prosegue a sinistra e raggiunge l’inizio della condotta, 1233 m, che scende alla Gaiera. Si vede qui anche l’inizio della galleria in cui passa la tubazione che va verso i laghi.

Per arrivare qui si può anche effettuare una via alternativa, costeggiando la tubazione dalla Gaiera, passando sul terrapieno adiacente.
La pendenza è elevata e il tratto è da classificare come EER (escursionismo estremamente ripido). Non percorerre la corsia in cemento alla destra della tubazione in quanto scivolosissima e con la presenza di chiusini di servizio in parte sfondati dalla neve.

Dall’inizio della condotta salire su un sentiero a sinistra (cartello) che si porta poco più in alto e piega poi decisamente verso ovest. Siamo sul vecchio tracciato della Decauville. Lo si percorre in piano fino a un tratto molto aperto e panoramico sul vallone d’Ovarda, dove è stato ricostruito un tratto della ferrovia con relativo carrello. Proseguendo si perviene a uno sbarramento che impedisce di continuare sulla Decauville, causa frana. Occorre salire a sinistra nel bosco (frecce rosse) fino a superare lo sperone da cui si è originata la frana. Poi si recupera con altrettanta ripida discesa il tracciato, si supera un torrentello e si perviene poco dopo alla sterrata proveniente da Chiampetto. La si percorre a destra in discesa fino a sbucare nei prati sopra Chiampetto. Qui si trova un cartello che indica a destra una sterrata inerbita. In alternativa si può scendere a Chiampetto , 1051 m, , poi dopo breve tratto si trova un’altra strada che piega a destra e sale alla frazione Chiot dove scende anche la sterrata.
Si continua su questa strada fino ad incontrare a sinistra un lungo fabbricato non completato. Qui scende una sterrata che attraversa bei prati e dopo ripida discesa perviene al bivio in cui alla partenza abbiamo girato a sinistra. Non ci resta che ripercorrere il tratto già percorso, arrivando a Lemie e chiudendo l’anello.

altre annotazioni:
Libro "La montagna elettrica" edito dalla Società storica delle valli di Lanzo .

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