Wendenstocke - Reissend Nollen Tsunami

difficoltà: 7b+ / 7a obbl
esposizione arrampicata: Sud-Est
quota base arrampicata (m): 2400
sviluppo arrampicata (m): 450
dislivello avvicinamento (m): 500

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: Obelix-Falbala
ultima revisione: 22/07/15

località partenza: Wendenalp (Gadmen , Oberhasli )

punti appoggio: Gadmen

bibliografia: 'Extrem west Schweiz', 2010, Edition Filidor; 'Arrampicare in Svizzera', Matteo Della Bordella, 2012, Edizioni Versante Sud

accesso:
Dal parcheggio di Wendenalp imboccare il sentiero che sale gradualmente verso il fondo del circo di montagne. Ad un certo punto un ometto segnala di svoltare a sinistra attraverso una traccia che sale ripida attraverso le rocce fino alla zona di bivacco. Di qui seguire ancora le vaghe tracce verso sinistra che svaniscono quando ci sarà soltanto più roccia da salire a vista per un paio di centinaia di metri fino all'attacco della via, inconfondibile l'ultimo tratto a cannellure, breve anticipazione dell'arrampicata..
Calcolare abbondante 1h30', meglio 1h45'.

note tecniche:
La via è interamente spittata, il che deve mettere in allarme chi non conosce il Wenden, perciò su alcuni tiri esiste la possibilità di integrare con friend, ma restano lunghezze molto impegnative (anche nonostante il grado per alcune) in cui si deve letteralmente navigare a vista tra lunghe sezioni spittate, su un calcare eccellente e totalmente privo di segni di magnesite.
Le doppie si effettuano lungo la via.
Oltre L12 esisterebbe sulla carta un tredicesimo tiro di 4c che porta in punta al Reissend Nollen, ma è uno sfascino e non esiste (non l'abbiamo trovata) una sosta di calata.
Materiale: corde da 60m, sacco da recupero, casco, un set di friend, 12 rinvii

descrizione itinerario:
L1: 6a, brevissimo tiro, protetto con una fettuccia in clessidra, che porta alla sosta in cengia
L2: 6b, cominciano le danze, poche protezioni e pochi appigli, possibilità di integrare
L3: 6c+, durissimo tiro anche a conoscerlo, a vista resta un challenge non indifferente per i placchisti. Uno dei "best pitch" della via.
L4: 6c, meno intenso e più malleabile rispetto al precedente, con bei passaggi su gocce affilate.
L5: 7b+, breve e intensa sezione verticale che porta alla base di un tetto superabile con due metodi: 1 in libera, puntando allo spit più a destra piantato in mezzo al tetto come unica protezione fino alla sosta dell'esagerato passo boulder; 2 azzerando con piccola staffa i due spit più a sinistra messi appositamente per raggiungere la sosta senza numeri da circo.
L6: 7b, placca inesorabile
L7: 7a+ (si riporta il grado condiviso indicato sulla guida di Matteo Della Bordella, il 7a proposto da Extremwest sembra più uno scherzo), microbiche e buchetta e fessurine orizzontali la fanno da padrone su un gran tiro di resistenza.
L8: 6c+, decisamente più scalabile rispetto ad L3.
L9: 6b, con poche protezioni.
L10: 7b, piccola sveglia nei primi metri dopo la sosta, la sezione dura arriva sullo strapiombino provvisto di prese un po' sfuggenti e polverose a causa del deposito dovuto alla colatura di acqua dopo le piogge. Ingaggiosa sezione.
L11: 6c
L12: 6b, su roccia un po' delicata.

altre annotazioni:
Via aperta nel 1996 da Reto Ruhstaller, Mario Fullin e Bernd Rathmayr