Minaret Eperon SE - via Mazars-Rébuffat

L'itinerario

difficoltà: TD :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Est
quota partenza (m): 3150
quota vetta (m): 3450
dislivello complessivo (m): 300

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: Liviell
ultima revisione: 20/07/15

località partenza: Argentiere (Chamonix-Mont-Blanc , 74 )

punti appoggio: Rif. Argentiere

accesso:
Da Argentiere si prende la funivia dei Grans Montets che deposita sulla spalla dalla quale si scende verso sx fino al ghiacciaio di Argentiere (zona crepacciata). La si attraversa e si risale fino al Rif. Argentiere.
Dal rifugio si attraversa la pietraia in direzione est (tracce) fino a reperire una evidente traccia che risale la morena del ghiacciaio fino a che la parete non rimane alla vostra sx. Da li a seconda delle condizioni si risale la pietraia e il pendio di neve dura fino alla base della parete. Risalire verso sx per facili risalti uno zoccolo che porta a delle cenge dalle quali parte la parete vera e propria.
Attacco quasi sotto la verticale di una grande scaglia staccata posta a 30m dalla base, molto evidente (la scaglia). Comunque vedere tracciato sulla foto. 1 ora dal rifugio.

note tecniche:
Via superba e molto logica. Si divide in tre parti, ovvero le tre torri che compongono il Minaret. Qui verrà relazionata soltanto la prima e più lunga, solitamente percorsa. Per le altre due si può trovare la relazione su "camptocamp". Via alpinistica e piuttosto atletica, da non sottovalutare.

descrizione itinerario:
L1: Salire per risalti e lame fino ad un diedro incassato con fessurino di fondo (chiodo e friend incastrato). Risalirlo e superare un primo strapiombo sulla sx, poi un secondo sulla dx e pervenire ad un intaglio con comoda sosta su spuntoni. IV+ (??) 45m
L2: Una breve rampa verso sx porta all'ingresso del lungo camino. Risalirlo per belle fessure, diedri e lame fino in sosta (uno spit + chiodi) V 45m
L3: Continuare per lame aggettanti. Tiro inizialmente fisico poi più facile. Superare una grossa lama verso dx e dopo una nicchia si trova la sosta a chiodi. Possibile fare sosta nella nicchia, forse più comoda. V+ 25m
L4: Proseguire nel bel camino fino in sosta su chiodi. V+ 20 m
L5: Sempre nel camino, tiro lungo e molto vario. Si sfruttano lame, fessure di fondo, ci si oppone incastrandosi, fino a uscire sulla dx su una piattaforma comoda e assolata dove si sosta (cordini su spuntoni). V+ 45m
L6: Risalire per fessure e risalti lo spigolo, tenendosi sulla dx, fin quasi alla base di un grande ed estetico diedro. Sosta su cordoni. III+ 30m
L7: Scalare il bellissimo diedro (dopo circa 15m, sulla dx si trova la sosta a spit di Rasta Metal) e proseguire per cannelures e fessure fino ad uscire su una piattaforma in prossimità dello spigolo dove si sosta su chiodi e cordoni. V+ 45m
L8: Traversare qualche metro a dx e risalire per fessure, lame e risalti (ultima sosta a spit di Rasta Metal) fino a guadagnare la cima della torre. Sosta su cordoni e maillon. IV+ 35m

Discesa: in doppia sulle soste a spit di Rasta Metal, una via che corre a dx della Rebuffat (faccia a monte). Alcune un pò da cercare, occhio agli incastri. Le calate riportano una trentina di metri a dx dell'attacco, che si raggiunge per cenge pietrose.

altre annotazioni:
R. Mazars con G. Rébuffat e P. de Cléry con H. Cretton, 29 Luglio 1966, in 8h dall'attacco alla cima piantanto soltanto 15 chiodi!