Marbrees (Aiguille) Cresta dello Jetoula - via Panei-Chiornio

difficoltà: TD   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota vetta (m): 3535
dislivello complessivo (m): 1350

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: TommyF
ultima revisione: 15/07/15

località partenza: Rifugio Pavillon (Courmayeur , AO )

punti appoggio: rifugio Pavillon, rifugio Torino

cartografia: Monte Bianco

accesso:
Dal rif. Pavillon (raggiungibile con la funivia di Punta Helbronner oppure con sentiero da La Palud) seguire il sentiero per il rif. Torino fino al primo tornante verso sinistra. Da qui si abbandona il sentiero e si comincia a risalire il pendio in obliquo a destra puntando l’attacco della via. Si risalgono pietraie e zone di massi, si traversa sempre di più verso destra superando qualche ruscello, sino a scorgere il canale di attacco.

note tecniche:
Via classica a torto dimenticata, che sale elegantemente la cresta sud-sud-est della Tour dello Jetoula, continuando poi per la cresta sud delle Marbrees. Via di notevole ingaggio e bellezza, che ha come parte più emozionante la scalata delle 4 torri rosse centrali, le quali sono caratterizzate da un eccellente granito rossastro. Questa cresta si può suddividere in più parti: zoccolo iniziale; canale del forcellino tra Prima e Seconda torre; torri rosse; Dente; Torre; Marbrees.
Ottima esperienza prima delle più ardite creste classiche del versante sud del Monte Bianco.
-Materiale: N.D.A. + 1 serie di friend fino al 3, nuts, chiodi, martello e cordini.

descrizione itinerario:
Risalire il canale di rocce mediocri e detriti sino a sbucare su una crestina d’erba. Continuare a salire e traversare poi verso sinistra puntando l’evidente canalone di roccia biancastra.
Arrampicare su tutto il canale di roccia buona, arrivando al forcellino tra la prima torre e la seconda torre.
Da qui attaccare la seconda torre sulla destra per un lungo camino con passaggi di forza (III, IV) fin sopra le difficoltà. Proseguire per un facile canale sostando sotto una piccola pancia. Risalire la pancia andando successivamente verso sinistra arrivando sotto una fessura più verticale (III). Sfruttare la fessura per alzarsi e portarsi sulla sommità della seconda torre (IV). Traversare lungamente a destra arrivando sotto la terza torre caratterizzata da una bella parete verticale (II). Risalire faticosamente tutta la fessura abbondante di chiodi (V+), passando poi sul lato ovest e infine in cima alla torre. Scendere in corda doppia da uno spuntone (15m) e proseguire senza difficoltà fino all’attacco di un sistema di fessure sul lato ovest della quarta torre. Risalire le fessure sempre più verticali (V-), arrivando sotto una fessura a pancia con 2 vecchi cunei. Risalire faticosamente la fessura (VI) e continuare per placche fessurrate fino ad un comodo terrazzino.
Portarsi leggermente a destra e scalare un sistema di fessure (IV, V-) sino in cima alla quinta torre.
Scendere in corda doppia da 1 chiodo, per meno di 10m e spostarsi a destra sotto una fessura obliqua. Salirla facilmente arrivando sullo spigolo e proseguendo fino ad una selletta (IV-).
Continuare ancora nei pressi dello spigolo giungendo nella zona di rocce rotte che precede il Dente dello Jetoula, dove bisogna tenersi sempre leggermente a sinistra (II e tracce di sentiero).
Si arriva così alla base della placconata fessurrata del Dente (che si può risalire con un’arrampicata delicata di VI). Da qui conviene aggirarlo a sinistra (ovest) tenendosi sempre vicino alla parete.
Arrivati sul culmine delle roccette, bisogna passare sull’altro lato (nord) disarrampicando delicatamente sino a scorgere un passaggio (5m in giu) verso est che lascia traversare senza particolari difficoltà, la placca nord del Dente. Si prosegue poi scendendo una quindicina di metri su una prima selletta dove si trova uno spezzone con moschettone per l’ultima discesa in doppia.
Effettuare la discesa (10m) al successivo e più incassato forcellino (spit con cordino giallo da non usare) passando subito sul lato est. Proseguire lungamente su questa parete di rocce rotte e infine una rampa/camino obliqua verso destra porta nei pressi della Torre dello Jetoula, da dove si può scorgere l’ultimo e più facile tratto mancante.
Scendere sull’altro lato, facendo attenzione alle numerose rocce instabili, traversare poi a sinistra andando a prendere la quasi pianeggiante cresta che, diventando poi pendio di detriti e massi, porta sulla cima sud dell’Aiguilles Marbrees.

Discesa:
Scendere per la cresta ovest fino al ghiacciaio nei pressi del Colle del Gigante e da qui facilmente al rif. Torino.

altre annotazioni:
La via venne aperta il 2-10-1947 da G. Panei e la signorina L. Chiornio.