Rifugio (Croz del) Je L’ Ai Mandè a Caghè

difficoltà: 6c+ / 6b+ obbl
esposizione arrampicata: Ovest
quota base arrampicata (m): 1900
sviluppo arrampicata (m): 120
dislivello avvicinamento (m): 80

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: maigol
ultima revisione: 13/07/15

località partenza: Bardonecchia (Névache , 05 )

punti appoggio: Rifugi della Valle Stretta

bibliografia: www.altox.it - Oisans Nouveau Oisans Sauvage, livre est (Cambon, 2011)

accesso:
Da Bardonecchia salire in Valle Stretta ed andare oltre la Parete dei Militi fin nei pressi della bergeria posta a sin. sulla strada; lasciare l'auto e attraversare il ponticello sul torrente, seguendo il sentiero, costeggiando il torrente in salita fin poco oltre una zona di frana, svoltare a dx (freccia rossa) e sempre su comodo sentiero raggiungere la base della parete; la via parte poco a sinistra delle vie "Via delle Guide" e "B&BxM" che si trovano al centro dell'anfiteatro. Occorre risalire una corda fissa per alcuni metri, su roccia malsana (25 min. dall'auto).

note tecniche:
La via va al sole prima di quelle nell'anfiteatro, indicativamente attorno alle 11 (in estate).
Itinerario spettacolare, molto estetico, forse la più difficile tra le multi-tiro del Croz.
3 lunghi tiri con difficoltà sostenute, continue attorno al 6c. Ben spittata ma con obbligatorio severo (almeno 6b).

descrizione itinerario:
L1 - 6b+ (25m) primi metri su roccia malsana, poi verticale con alcuni spostamenti verso sinistra, su roccia buona ma con appigli di difficile lettura.
L2 - 6b/c (30m) una placca facile porta in un imbuto-camino più impressionante che difficile, che si supera grazie ad un grosso masso incastrato. Segue placca tecnica in traverso verso destra, e breve strapiombo finale dove si incontra passo chiave.
L3 - 6c+ (35m) tiro spettacolare, alla ricerca un po' sadica della difficoltà: si sale un primo scudo verso destra, grazie ad una ottima lama, fin sotto a un tettino, che si supera con difficile ristabilimento su placca. Segue un ampio muro liscissimo, solcato da fessurini, che si sale con passi di piedi molto delicati, traversando un po' verso destra fino ad un diedro finale ben ammanigliato che porta all'uscita (attenzione a ciotoli instabili in cima).

Discesa: con due doppie un po' da brivido lungo la via, su L3 (attenzione a incastro corde, e mettere alcuni rinvii), e L1+L2 (gran parte nel vuoto).
Oppure a piedi: salendo e traversando tutto verso destra (occorre portarsi le scarpe): imboccare una strettoia che immette in una esposta cengia in leggera discesa (spit di protezione) che porta ad un paio di catene ove con una doppia di 30 m. si scende alla base del settore dei monotiri e di lì in 5 min si ritorna all'attacco.