Giardonera (Cima, anticima Sud) Kendokan

difficoltà: 6b / 6a+ obbl
esposizione arrampicata: Ovest
quota base arrampicata (m): 2350
sviluppo arrampicata (m): 200
dislivello avvicinamento (m): 500

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: teo
ultima revisione: 29/06/15

località partenza: Vonzo (Chialamberto , TO )

punti appoggio: Osteria degli Amici

accesso:
Da Torino a Chialamberto, all’inizio del paese svoltare a dx sulla strada che conduce a Vonzo. L’avvicinamento più agevole consiste nell’andare in auto sin quasi alla bella chiesetta della Madonna del Ciavanis (strada sterrata per circa 4,5 Km ma percorribile, con attenzione, anche con auto normali se non eccessivamente basse), la strada però da Vonzo è vietata e c’è anche una sbarra (seppur quasi sempre aperta). Noi abbiamo ovviato al problema chiedendo chiave e permesso al gentilissimo e sempre molto disponibile Alberto Ala della pizzeria degli Amici a Cantoira, dove consigliamo di fermarsi a mangiare. Se si ha il permesso giunti a Vonzo seguire la “circonvallazione” che porta a monte del paese e imboccare la strada (sbarra) che sale ai Chiapili e al Ciavanis. Con un primo tratto asfaltato giungere al bivio per Chiapili, tralasciare la diramazione e proseguire per la strada ora sterrata. Usciti dalla vegetazione si incontra un alpeggio abitato e la strada comincia ora a tagliare a mezzacosta. Giunti ormai in vista del Ciavanis (circa 500m prima) si incontra sulla sx una strada che sale all’Alpe Combette (strada con divieto di transito), se si riesce si può parcheggiare qui (attenzione a non dar fastidio) altrimenti proseguire ancora (si incontra un altro bivio) e posteggiare poco prima della chiesetta in un ottimo spiazzo erboso. Passare in mezzo al bel gruppo di grange dell’Alpe Combette e reperire una traccia di sentiero (qualche ometto) che fa tornare più o meno a mezzacosta verso valle, superato il costone a un certo punto si incontrano dei segni blu (itinerario di corsa) che affiancano poi quelli bianchi e rossi. Se si è giusti si deve passare sopra un’antenna, dopodichè il sentiero gira a dx tagliando a mezzacosta il versante del Vallone di Vassola. Si tocca l’Alpe Trai e quindi si perviene al magnifico pianoro dove sorge l’Alpe di Lee. Continuare a seguire i bolli blu e in breve si perviene all’Alpe Balma, salire al colletto che si ha di fronte e che dà accesso all’alto Vallone di Vassola. Da questo colletto passa anche il sentiero AVC che arriva dal Colle di Nora. Non scendere nel Vassola ma, perdendo poco dislivello, deviare nel vallone a dx seguendo una vaga traccia e una pietraia. Una volta scesi nel fondo di questo vallone secondario si ha di fonte la bella parete della Giardonera. Brevemente si arriva all’attacco. Fin da subito si nota il bel sistema di fessure giallastre seguito dalla nostra via. L’attacco è nell’evidente diedro, comunque, intemperie permettendo, alla base troverete due fori di trapano con piantati dentro due legnetti che sorreggono, a mò di mensola, un mini ometto!
Dislivello: 500m , 2h-2h 30’ a dispetto del dislivello non eccessivo lo spostamento è lungo.
Quota base 2350 circa, partenza 1850 circa
P.S.: se non si ha il permesso per la strada conviene percorrere il classico itinerario del Vallone di Vassola dai Chiapili, in alto invece di piegare a sx verso il Colle della Terra girare a dx verso il colletto sopra menzionato.

note tecniche:
ATTREZZATURA: 2 serie di friend BD fino al 3, alcuni microfriend, nut, 1 cordone lungo per sostituire eventualmente quello di calata della prima doppia. Non necessari chiodi e martello. Corde da 60m per l’ultima doppia.

NOTE: la via non è su una montagna famosa né è molto lunga ma è bella e divertente, merita inoltre per l’ambiente meraviglioso, solitario e selvaggio che la circonda. La sola passeggiata in questo angolo dimenticato di montagna piemontese vale l’intera giornata. Molto suggestivo potrebbe anche essere un pernottamento all’Alpe di Lee, ben tenuta e abbastanza pulita. L’acqua si trova fino all’Alpe Balma.
Aperta da Luca BRUNATI, Luca e Matteo ENRICO il 28/06/2015.

DISLIVELLO AVVICINAMENTO E ORARI: Dislivello: 500m , 2h-2h 30’ a dispetto del dislivello non eccessivo lo spostamento è lungo.
Quota base 2350 circa, partenza 1850 circa

descrizione itinerario:
DESCRIZIONE VIA:
L1-attaccare l’evidente diedro fessurato che permette di superare il primo risalto dando accesso alla serie di fessure/lame gialle ben visibili dalla base. Salire i primi gradoni e proseguire sfruttando la fessura di fondo fino a superare un tratto più aggettante. Un altro più difficile tratto in fessura porta a ribaltarsi sulla comoda cengia erbosa. Traversare 5-6m verso sx fin sotto la verticale del sistema di fessure/lame giallastre. (sosta1: 1fix da integrare con un friend) (6A , lasciato nulla)
L2-dalla sosta salire direttamente fino all’inizio della fessura ostruita dall’erba, aggirarla sulla sx salendo sulla grande lastra e ritornare quindi verso dx. Superare ora l’atletico strapiombino utilizzando, per uscire, le buone ma lontane tacche sul muro soprastante e, a dx, il bordo arrotondato della grande fessura (ci si protegge bene con uno 0.75 posizionato nel bordo/fessura orizzontale). Proseguire per la larga fessura (1 fix) superandola in dulfer con un difficile passo, quindi più facilmente sin dove la fessura diventa nuovamente verticale, un ultimo atletico tratto permette di ribaltarsi all’interno di una nicchia. (sosta 2: 1 fix da integrare con un nut, è possibile anche utilizzare un friend ma conviene tenerlo per il tiro successivo) (6A+ , 1 fix)
L3-dalla sosta uscire dal soffitto della nicchia e afferrare la bella fessura soprastante, più impressionante che difficile. Seguirla sino al suo termine con bella arrampicata giungendo a un comodo terrazzino erboso con alcuni blocchi. (sosta 3: da attrezzare con un cordino su uno dei blocchi) (6A , lasciato nulla)
L4-la via prosegue per l’evidente diedro apparentemente molto disturbato dall’erba, in realtà la si evita molto bene. Salire i primi delicati e difficili metri (improteggibili), aiutandosi quindi con la buona presa sul fondo del diedro afferrare una lama sulla dx. (dietro a questa è possibile posizionare un micro friend). Con un altro difficile passo alzarsi fino ad afferrare la fessura di fondo (buona protezione con un friend 1) e proseguire quindi sul compatto muro grigio di sx (1 fix), sfruttando una serie di magnifiche tacche. Con difficile arrampicata portarsi sotto al tettino fessurato (dal fix i passaggi diventano obbligatori e improteggibili), superarlo sfruttando l’atletica fessura e portarsi quindi sul muro di dx (1 fix), tornare quindi verso sx e afferrando la fessura e il successivo blocco incastrato ribaltarsi su un terrazzino. (sosta 4: 1 fix da collegare con uno spuntone) (6B , 2 fix. Tiro chiave con passaggi obbligatori)
L5-salire nel diedro/camino strapiombante fino a una grande lama a sbalzo, superarla (la lama tiene ma comunque prestare attenzione) e ribaltandosi sopra afferrare la successiva atletica fessura. Uscire dal diedro in una zona facile ed erbosa andando a sostare sotto al grigio triangolo sommitale. (sosta 5: sosta di calata con 2 fix e maillon) (6A+ , lasciato nulla)
L6-dalla sosta salire verso dx fin sul filo di spigolo dietro al quale si trova una fessura, superarla con difficile arrampicata. Proseguire quindi sul filo del grande spigolo superando alcuni difficili ribaltamenti, il più ostico caratterizzato da una breve seppur strapiombante fessura. Giungere al termine del triangolo in una zona di grandi blocchi. (sosta 6: cordone su masso, utilizzato anche per la calata.) (6B , lasciato nulla. Prestare attenzione alla roccia un po’ lichenata)

DISCESA:
c.d.1: dal cordone fino alla base del triangolo terminale.
c.d.2: verticalmente fino a una sosta fuori via, posizionata qualche metro sotto alla S3.
c.d.3: quasi 60m fino alla base