Oubliée du Vallonet (Aiguille) Via Boeuf - Lombard - Ricciardi

difficoltà: TD   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Ovest
quota vetta (m): 2931

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: albertber
ultima revisione: 26/06/15

località partenza: Saint Ours (Meyronnes , 04 )

accesso:
Da Saint Ours proseguire sulla sterrata carrozzabile che si addentra nel vallone; parcheggiare dopo 2 km circa sul versante opposto, in corrispondenza di un grande spiazzo.
Con un mezzo adeguato è possibile proseguire ad oltranza sulla mulattiera.
Addentrarsi in ogni caso nel vallone, fino a raggiungere il pianoro del Vallonet, da cui spicca con eleganza l'Aiguille Oubliée: per prati pianeggianti, quindi per una breve falda detritica, portarsi sotto l'evidente parete. 2h, 600 m (dal parcheggio sopra citato).

note tecniche:
Prima via tracciata sulla Aiguille Oubliée. In stile classico si snoda con un notevole sviluppo tra le splendide placche della parete Ovest, individuandone con raffinatezza i punti deboli, per fortuna o purtroppo decisamente meno compatti.
Si tratta di calcari dolomitici e dolomie, la cui stratificazione è stata "tiltata" in stile Rocca la Meja, si alternano quindi tratti molto solidi e poco proteggibili a sezioni piuttosto friabili.
Per quanto possa essere precisa la relazione, non è mai troppo intuitivo l'andamento della via.

Materiale. La via è scarsamente chiodata, necessari quindi: una serie di friends (micro-4 BD, doppi 0.75-2) e 7 o 8 chiodi vari e cordame assortito.

I gradi apparentemente "facili" nascondono tratti veramente marci a sezioni ultracompatte e improteggibili, non sottovalutare.
Il TD è abbastanza stretto, ma giustificato dalla cengia mediana che permette una rapida fuga.

descrizione itinerario:
470 m, TD.

Attacco. Nel punto più basso della parete, in corrispondenza di un breve diedro fessurato posto a metà tra altri due diedri-camini molto più marcati.

L1 - 45 m. Salire il diedrino (IV+), quindi per rocce più facili (III +) andare a sostare in un canale detritico a sx di un pilastrino giallo.
L2 - 45 m. Da una piccola spalla pochi metri a sx, salire un diedrino per prendere una rampa ascendente a dx (IV-) raggiungendo una placca inclinata da salire diagonalmente a dx (IV+). Alla sommità si supera uno strapiombetto (IV+) e per rocce frantumate (IV+) si perviene ad una nicchia. Traversare a sx (V) verso la sommità di un diedro chiuso da un blocco grigio. Uscirne a sx con ampia spaccata (IV) e sostare.
L3 - 40 m. Diagonalmente a sx si sale una rampa con diedrini poco marcati (III+).
L4 - 20 m. Si supera sulla sx un diedro di rocce rotte (V) sostando su una cengia erbosa.
Trasferirsi per 15 m fino al punto più alto della cengia; possibile via di fuga a piedi.
L5 - 30 m. Verticalmente si supera un diedrino compatto poco marcato (V) e la stupenda placca seguente poco proteggibile (VI). Traversare quindi a sx verso un diedro camino (V-), al cui termine si sosta sulla sx.
L6 - 20 m. Prima verticalmente (IV +), poi per una rampa detritica verso dx (III), sostando alla base di un diedro di roccette gradinate.
L7 - 30 m. (Tiro chiave, molto impegnativo anche per i secondi!) Salire il diedrino (VI-) trascurando gli spit di "Squadrone Avvoltoi" sulla dx. Al suo termine ci si alza con un passo di A1 o VI+ in libera proseguendo sulla placca verticale poco protetta (VI+) fin sotto l'evidente tetto, sotto cui si traversa verso sx (VI). Alla fine del del tetto si raggiunge in discesa il punto di sosta in un diedro (VI+/VII-, passo molto delicato).
L8 - 30 m. Salire il diedro (IV-) e proseguire in diagonale a sx per una fessura di rocce instabili (III+) sostando su una cengia detritica.
L9 - 25 m. Traversare a dx sulla cengia fino ad un camino, risalirlo (IV) sostando su un gradino a sx della sommità della grande quinta staccata chiamata "pouce".
L10 - 40 m. Superare lo strapiombo soprastante (V) e proseguire in un diedro (IV). Per una rampa verso dx (IV-) giungere alla base di un corto muro friabile.
L11 - 40 m. Salire il muro (V) e proseguire per rocce più facili (III+) fiancheggiando una grande lama per raggiungere un'ampia cengia detritica (bivacco dei primi salitori).
L12 - 40 m. Scendere pochi metri sulla dx (III) per entrare nel camino. Risalirlo (IV+) e proseguire facilmente verso le rocce di vetta.
Con cric a 30 facili metri in cresta grado si raggiunge il cucuzzolo più alto dell'Aiguille Oubliée.

Discesa. Dal punto più alto scendere verso Ovest per 5-6 metri e reperire una sosta a spit. Di qui con una breve calata di 15-20 metri si raggiunge un ripiano detritico, sul cui fianco orogr. sx c'è la prima vera sosta di calata con cordone rosso (già visibile dalla cima). Proseguire quindi sulle calate di "Squadrone Avvoltoi". Giunti alla cengia mediana è possibile scendere a piedi, o proseguire calandosi con altre 3 doppie.
Alternativamente è possibile scendere a piedi sul versante Nord: inizialmente per rocce e detriti, quindi attraversare un canale e guadagnare un sistema di cenge verso Nord-Est che conducono al pendio detritico basale (dove porterebbe la cengia mediana).


altre annotazioni:
Itinerario aperto da P. Boeuf, P. Lombard e M. Ricciardi tra il 15 e il 16 Settembre 1974.
Gli apritori nominarono la guglia con "Oubliée", stupendosi come questo elegantissimo monolite fosse rimasto vergine fino al '74.