Faudery (Becca di ) da Ruz per il ghiacciaio dell'Aroletta e la Cresta Nord

difficoltà: PD+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
quota partenza (m): 1696
quota vetta (m): 3301
dislivello complessivo (m): 1605

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: Enzo51
ultima revisione: 08/06/15

località partenza: Ruz (Bionaz , AO )

punti appoggio: Rifugio Crete Seche

cartografia: IGC 1:30:000 La Valpelline escursioni e itinerari di scialpinismo

bibliografia: Guida dei Monti d'Italia Alpi Pennine vol.I

accesso:
Da Aosta risalire la valle del Gran San Bernardo. A un bivio poco oltre l'uscita della galleria, prendere a dx per la Valpelline. Proseguire fino all'abitato di Dzovenno. All'inizio del paese sulla sx si diparte una stradina che si segue fino alla frazione di Ruz dove in spazi assegnati per auto si lascia la macchina.

note tecniche:
E' la prima punta che si alza elegante a sud del Colle del M.Gelè da dove a cominciare da nord a inizio la lunga catena del Morion. La roccia di tipo gneissico sul finale per un non lungo tratto, è molto rotta e di aspetto repulsivo. E' tuttavia una bella cima rocciosa che costituisce un buon punto panoramico. La via di salita da nord alla vetta e da ritenere ancora quella preferibile.

descrizione itinerario:
Da Ruz come da itinerario al rifugio Crete Seche proseguire in direzione nord all'interno della Comba di Crete Seche su bel sentiero segnavia n.2 Giunti all'ampio pianoro oltre il bivacco Spataro che si lascia alla sx, al fondo del pianoro stesso, svoltare a sx. (ovest), e prendere a risailre i pendii che permettono di accedere al Ghiacciaio d'Aroletta. Una volta raggiunto quest'ultimo, la meta appare distinta al fondo. A dx si procederà per la normale al Mont Gelè. Dritto su pendii sempre più ripidi in direzione del Colle del Mont Gelè si arriva con un ultima deviazione a sx alla base della cresta nord della nostra montagna. Ultimi 50 m prima dell'attacco a 45°. Si attacca la cresta un cinquantina di metri a sx del filo con un traverso ascendente da sx a dx su terreno mediamente facile misto roccia a neve. Mantenersi sul filo per il resto della salita (100 m di dislivello dalla base) badando di fare molta attenzione nel tratto finale poco sotto la vetta a causa della roccia malsicura.
Discesa per stessa via.

altre annotazioni:
Prima salita di questa cresta ad opera di Aldo Bonacossa e il sergente Giuliano Rey il 7 aprile 1917 in salita e discesa