Trono di Osiride Bracciolo sinistro - I misteri della meccanica

difficoltà: 6a
esposizione arrampicata: Ovest
quota base arrampicata (m): 1500
sviluppo arrampicata (m): 130
dislivello avvicinamento (m): 280

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: otaner
ultima revisione: 23/05/09

località partenza: Forno Alpi Graie (Groscavallo , TO )

punti appoggio: Albergo Savoia a Forno Alpi graie

cartografia: I.G.C. 2 Valli di Lanzo e Moncenisio

bibliografia: Vallone di Sea - Un mondo di pietra di Marco Blatto

accesso:
Da Forno Alpi Graie imbboccare il Vallone di Sea. Seguire il sentiero fino ad arrivare nei pressi dell'alpeggio di Balma Massiet; poco prima superare il ponticello in legno e salire alla base della parete su percorso un po da inventare: il sentiero è stato coperto dalla vegetazione; fare riferimento ad alcuni ometti presenti sulla pietraia

descrizione itinerario:
Attacco: reperire il punto in cui lo sperone si abbassa maggiormente (come per la via “Rosina”). Percorrere a sinistra una stretta cengia erbosa e con cautela entrare nel diedro d’attacco afferrando una scaglia rovescia poco stabile. Volendo è possibile sostare alla base del diedro (S0), allestendo una sosta con friend e nut.
Alzarsi nel diedro lungo il suo fondo fessurato, superare una sporgenza faticosa tenendosi di preferenza sulla sua faccia destra: 1 chiodo, (V). All’uscita del diedro scavalcare un grosso blocco instabile e uscire su un terrazzino con blocchi: S1 (cordone di sosta in una clessidra).
Ripartire per alcuni grossi massi e portarsi alla base di un curioso diedrino inciso da un esile fessurino. Superarlo interamente in spaccata con incastro di dita e afferrare una grossa scaglia in alto che permette di attraversare a sinistra: VI+ oppure A1.
Ribaltarsi in un pulpito inclinato e vincere una breve sporgenza che permette di raggiungere una zona a gradini: S2, 2 chiodi.
Ripartire a sinistra e vincere un tratto con lame sporgenti: V, (1 chiodo), e continuare in leggero strapiombo destreggiandosi in spaccata nel diedro: V, V+.
Si giunge a questo punto alla base di un diedro marcato dalla larga fessurazione di fondo. Alzarsi in opposizione: IV+ , e uscire su un terrazzino sporgente interessato da alcuni blocchi poco stabili: S3, sosta da allestire con nut e friend.
Andare alcuni metri a sinistra e innalzarsi in un breve diedrino sfuggente e poco definito: VI-.
Raggiungere il filo dello spigolo strapiombante e con un grosso passo a sinistra ribaltarsi sulla placca utilizzando per le mani un gradino sfuggente: V+. Guadagnare la base di un corto diedro successivo (1 chiodo), e uscire grazie a provvidenziali appigli arrotondati, sulla terrazza superiore: V+, 1 passo di VI o A1 per intero: S4, da attrezzare a clessidra su blocchi.

Discesa: con tre “doppie” attrezzate dalla terrazza alberata (pianta con cordone), scendere lungo la “via del ripiego”.

Materiale: portare una serie completa di friend, alcuni nut piccoli e medi ed eventualmente alcuni chiodi a lama.