Spaventaggi (Bric) Via Emma

difficoltà: 6a+ / 5a obbl / A1
esposizione arrampicata: Ovest
sviluppo arrampicata (m): 110

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: Rello
ultima revisione: 25/05/15

località partenza: Orco Feglino (Finale Ligure , SV )

accesso:
Si percorre la strada privata e il successivo sentiero che conduce al settore “Placca dei maleducati”, fino al punto in cui occorre risalire nel bosco, superando un paio di muretti attrezzati con corde fisse. Giunti così al margine del settore di arrampicata sportiva, si costeggia la falesia verso sx, seguendo una traccia nel bosco per poche decine di metri, fino alla base di una placchetta che consente di accedere a una cengetta alberata (breve passo di III) racchiusa tra due pilastrini che formano altrettanti profondi diedri. La via attacca al termine della cengetta, alla base del diedro formato dal pilastrino di sx.

note tecniche:
Via alpinistica ripulita e riattrezzata esclusivamente con chiodi da fessura e ancoraggi naturali, aperta da A. Grillo, G. Ghiglione, U. Lemucchi, V. Simonetti, nel novembre del 1974 (v. Calcagno-Grillo-Simonetti, “La Pietra del Finale”, pag. 79).
Discesa in corda doppia sulle soste della via, attrezzate con fettucce e maillons.

descrizione itinerario:
L1 (20m.)
Nella sua parte bassa il diedro è maggiormente aperto e leggermente appoggiato; lo si risale con ampie spaccate, mantenendosi a dx di un’evidente fessura svasata (IV+; 4 ch.). Al termine, si punta alla parte più ripida del tiro, dove le due facce del diedro sono maggiormente evidenti e ben staccate da una netta fessura leggermente strapiombante. Con passo atletico e deciso si guadagna quindi un primo scalino sulla faccia sx del diedro, da dove si riprende la fessura, fino al soprastante terrazzo alberato (V; 2 ch.; sosta su albero con fettuccia e maillon di calata).

L2 (15m.)
Si risale una bella placca abbattuta a dx della sosta in direzione di un più ripido muretto, che conduce ad un secondo terrazzino alberato (IV e IV+; 2 ch.; sosta su alberello con fettuccia e maillon di calata).

L3 (15m.)
Dopo aver superato un primo diedrino, si esce verso sx su bella placca ruvida, fino ad afferrare una fessura obliqua, che consente di ristabilirsi su comodo gradino, alla base di un secondo diedro (IV+; 3 ch.). Con minore difficoltà, si raggiunge quindi un boschetto pensile, all’interno del quale si sosta, su solido ceppo (IV; 1 ch.; fettuccia di sosta con maillon).

L4 (15m.)
Superate alcune roccette sopra la sosta (III e J1 della scala “jungle”; prestare attenzione ad alcuni blocchi staccati) si poggia verso dx su aerea cengetta (inizialmente poco marcata) che si percorre fino quasi al termine, superando un primo alberello e sostando sul secondo (sosta con fettuccia e maillon di calata).

L5 (15m.)
La bella placca sopra l’albero di sosta si vince da dx verso sx, per mezzo di una delicata rampetta inclinata (IV+; 1 ch. a metà ben visibile anche dalla sosta, alberelli per cordini al’inizio e alla fine della rampetta). Dal termine della rampetta si sale con percorso più diretto su placca lavorata, fino ad un gradino terroso, a poca distanza da alcuni grossi ma poco rassicuranti scudi di roccia, appoggiati sotto una fascia di strapiombi (IV; 1 clessidra attrezzata con cordino rosa e 1 ch.). Si traversa allora verso dx su placca abbattuta per allontanarsi dagli scudi di roccia e raggiunere un gradino al margine della fascia di strapiombi (sosta su 2 ch. con cordino e maillon di calata).

L6 (20m.)
Risalita la breve placca che separa il gradino di sosta dalla radice di una fessurina che aggira la fascia di strapiombi, si supera il muro inciso dalla stessa con arrampicata molto sostenuta, uscendo verso dx sul fondo di un breve diedro verticale dove si afferrano alcune buone lame (V/A1; 4 ch.). Superato il diedro, si raggiunge una cengia gradinata, che si attraversa verso dx, in direzione di un più comodo terrazzino (IV e J1 della scala “Jungle”; 1 ch.; sosta su solida pianta di leccio).

L7 (10m.)
Il terrazzino è sormontato da un ultimo breve diedro che, con pochi ma eleganti movimenti, conduce al termine della parete (IV; 2 ch.; sosta su albero con cordone e maillon di calata).