Marmottere (Punta) da Novalesa per il Canale SO

difficoltà: PD   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Ovest
quota partenza (m): 828
quota vetta (m): 3384
dislivello complessivo (m): 2600

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: pr18
ultima revisione: 20/05/15

località partenza: Novalesa (Novalesa , TO )

punti appoggio: Rif. Stellina 3487932330 - Ristorante della Posta Novalesa

cartografia: Fraternali 1:25000 n.3 Val di Susa Val Cenischia Rocciamelone Val Chisone

accesso:
Si risale la bassa Val di Susa (autostrada To-Bardonecchia uscita Susa Est, oppure statali 24 del Monginevro o 25 del Moncenisio); si attraversa l’abitato di Susa continuando lungo la statale 25 fino al bivio di Novalesa e Venaus. Si prosegue in Valcenischia fino a Novalesa e si entra nel paese percorrendo la Via Maestra (senso unico) fino all’incrocio con Via St. Antonio, posto prima di una piccola bealera si gira a destra (sull’angolo della prima casa a destra, cartello indicatore “Rif. Stellina 4h50”). La partenza del sentiero in Via St. Antonio non ha parcheggi pubblici. Occorre telefonare preventivamente al Ristorante della Posta di Novalesa (tel. 0122-653245) al fine di avere il permesso di lasciare l’auto nel parcheggio dell’hotel “La chiocciola” in Via St. Antonio, oppure seguire indicazioni che saranno fornite. Altrimenti, prima di entrare nel centro di Novalesa, girare a sinistra verso il Colle del Moncenisio (circonvallazione) e lasciare l’auto in un parcheggio posto fuori dal paese e percorrere a ritroso a piedi il tratto fino alla Via St. Antonio.

note tecniche:
La Punta Marmottere, posta sullo spartiacque Cenischia-Ribon, compresa tra il Rocciamelone e la Punta Lamet, offre dalla sua vetta un grandioso panorama che spazia a 360° dal Monte Bianco al Monviso, passando dalle cime dell’alta Val Susa, Val di Lanzo, Maurienne, Vanoise i lontani Ecrins e il versante N del Rocciamelone in primo piano.
E' una cima, defilata, lontana, scomoda da raggiungere e coi suoi faticosi sfasciumi e terreno instabile, non ha niente di che da offrire. Ma se salita in tarda primavera, quando la quota neve sia intorno ai 2500 m, potendo così affrontare il lungo dislivello di avvicinamento su terreno pulito, offre una magnifica salita sui suoi terreni innevati in ambiente selvaggio di prim’ordine, dalle difficoltà non banali. Le condizioni del suo itinerario sono facilmente visibili dalla bassa Val Susa o dalla strada del Moncenisio. L’itinerario descritto si svolge pendii nevosi piuttosto ripidi ed esposti che richiedono abitudine nell’affrontare questi terreni, neve sicura e stabile. La zona non è raggiungibile nel periodo invernale a causa del pericolo di caduta valanghe.
Essendo il percorso molto diretto e poco dispersivo, la punta può essere raggiunta anche in giornata da Novalesa, altrimenti si può spezzare la gita in due giorni, pernottando al Rif. Stellina. Occorre considerare che il dislivello di salita al rifugio è di 1782 metri da affrontare con zaini carichi di acqua e viveri per due giorni. Per le informazioni relative al Rifugio Stellina e all’itinerario di salita, si rimanda all’itinerario di salita da Novalesa, presente su questo sito.
Materiale necessario: piccozza, ramponi e casco.
Il canale SO, a parte il pendio iniziale di accesso a monte del Rifugio Stellina, ha uno sviluppo di circa 400 m, piuttosto largo, con pendenze iniziali sui 35° fino ai 40° nel tratto finale prima dell’uscita. Può essere affrontato anche in discesa (attenzione però che il canale quando prende sole è soggetto a caduta pietre).
Il versante OSO, consigliabile per la discesa, si sviluppa per più di 700 metri di dislivello, con pendenze intorno ai 35° e qualcosa in più nella parte superiore (40°). nell'ultimo tratto di uscita in vetta. In estate, a secco, il percorso è escursionistico (EE), contrassegnato con segni gialli, e rappresenta la via normale di salita dalla Val Cenischia.

descrizione itinerario:
Da Novalesa si raggiunge il Rif. Stellina come da itinerario presente su questo sito.
Al rifugio si può scegliere di pernottare o meno. Se si pernotta ma si scende dal versante OSO, conviene non lasciare niente in Rifugio perché al ritorno è più breve e diretto non passare più da li. A monte del rifugio è evidente il canale SO che si infila sinuoso sotto la verticale della Punta Marmottere. Lo si raggiunge percorrendo per un breve tratto il sentiero per il Colle di Novalesa che a monte del rifugio prosegue lungo la cresta, quindi si volge a sx per immettersi nell’ampia conoide. L’uscita del canale sparisce sulla sinistra (guardandolo) e si sbuca ad una spalla nevosa (3250 m ca). Si prosegue quindi la salita con un traverso ascendente sospeso e un po’ esposto verso sx, sino ad immettersi a destra sullo scivolo finale sotto l’eventuale cornice di vetta che la si supera nel punto più debole, uscendo a pochi metri dall’ometto posto sull’ampia cima.
Discesa: dal canale SO o dal versante OSO. In questo secondo caso dalla vetta percorrere qualche metro della cresta NO quindi volgere a sx e cominciare la discesa del versante. Dopo un primo tratto ripido (40°), le pendenze diminuiscono (35°). Scendendo si piega leggermente a dx per aggirare un salto, quindi verso i 2800 mi si piega decisamente a sx puntando ad un evidente colletto sotto una barra rocciosa che si raggiunge con una leggera risalita. Sul alto opposto del colletto appare un sentiero, scavato nel pendio prativo, che scende a intercettare quello che collega l'Alpe Tour al Rif. Stellina. Se lo si segue verso sx si torna al rifugio. In caso di residuo innevamento conviene invece puntare direttamente a valle del rifugio, scendendo una valletta con la quale si raggiunge una curva del sentiero a quota 2350 m.

altre annotazioni:
Variante di dx: in caso di innevamento scarso del canale è possibile percorrere il ramo di dx, esposto a Ovest che conserva neve più a lungo. A quota 2950 m si incontra la deviazione, è possibile imboccarla direttamente oppure proseguire in un'invitante strettoia poco a sx e traversare quindi poco sopra su un pendio sospeso. Proseguire quindi nel colatoio ora nettamente più marcato fino ad uscire sulla cresta SE a quota 3320 m. Questo ramo è più ripido dell'altro (tratto a 45° e oltre poco sotto l'uscita) e quindi leggermente più impegnativo (PD+).