Fasce (Monte) da Genova Quinto, anello per i Monti Bastia, Croce, Cordona

sentiero tipo,n°,segnavia: (T) rovesciata, colore rosso
difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
quota partenza (m): 10
quota vetta/quota massima (m): 848
dislivello salita totale (m): 1250

copertura rete mobile
vodafone : 0% di copertura

contributors: Danilo
ultima revisione: 02/05/15

località partenza: Genova Quinto al Mare (Genova , GE )

cartografia: F.5-F.3 Studio Cartografico Italiano (Le vie del sale)

accesso:
Arrivo alla stazione ferroviaria di Genova Quinto

note tecniche:
Percorso da effettuarsi nei mesi primaverili e autunnali.
Non sono presenti appovvigionamenti idrici durante il percorso

descrizione itinerario:
Il monte Fasce o monte Fascie nelle carte dell'Istituto Geografico Militare, è, con i suoi 832 metri di altitudine, una tra le maggiori alture della città di Genova.
È una montagna dell'Appennino Ligure e fa parte del parco urbano di Monte Fasce e Monte Moro. Sorge alle spalle dei quartieri del levante cittadino di Quarto dei Mille, Quinto al Mare e Nervi, proteggendoli dalla tramontana invernale.
La sua cima si trova a circa 3 km in linea d'aria dal mar Ligure. Il percorso passa per il versante orientale, passando per il monte Moro (408 m), sopra il quartiere di Quinto.
Dalla stazione FS di Genova Quinto si entra in Corso Europa e pochi metri prima di un distributore di benzina, in corrispondenza di un grosso parcheggio per camper, si imbocca una stradina e, superata subito una sbarra, si segue Via al Cimitero di Quinto su asfalto, seguendo il segnavia a “ T “ Rovesciata. (Vedi fotografia di inizio sentiero)
Appena terminato il cimitero, di fronte, inizia il sentiero, che dopo un paio di tornanti, giunge ad un bivio che si tralascia continuando a salire a destra su gradini di pietra. Dopo il sentiero, in prossimità di un paio di ruderi, compie un tornante sulla destra che, salendo al di sopra dei ruderi, sbuca su di uno spiazzo panoramico.
In breve si risale su gradini in cemento che conducono ad una serie di bunker e postazioni di cemento armato e proseguendo il sentiero sbuca su asfalto.
Si svolta a sinistra in salita e subito dopo una decina di metri a destra riprende il sentiero. Dopo aver superato degli altri bunker si giunge ad una mulattiera erbosa, che andrebbe lasciata per il sentiero che prosegue a destra in piano. Noi decidiamo di proseguire per la mulattiera fino al fortino della vetta del Monte Moro (406 m) dove venne aperta negli anni sessanta una trattoria molto frequentata per le scampagnate domenicali ed attualmente dismessa.
La vetta del Monte Moro nel secondo dopoguerra fu oggetto di rimboschimenti con pini marittimi, più volte danneggiati da incendi dolosi. Si percorre il piazzale fin dove finisce, si trascura l’asfalto a sinistra e si inizia il sentiero che, sempre con il contrassegno “T” Rovesciata, procede su crinale fra erba e roccette con a sinistra gli ultimi alberi.
Passando a costeggiare dei ruderi, in ambiente ora brullo, si segue pressoché il filo di crinale in salita costante, a tratti piuttosto ripida fino a raggiungere un ripiano detritico, superato il quale si perde leggermente quota fino ad una particolare formazione rocciosa, dove si ritorna a salire ripidamente con frequenti zig-zag fino ad una casetta.
Continuando a salire il ripido pendio erboso in direzione della prima grossa antenna il sentiero costeggia mantenendosi poi a destra fino a raggiungere l’asfalto. Nel nostro caso si è proseguito in costa, a sud dei numerosi ripetitori televisivi, radiofonici, di servizi privati e di Stato, fino a raggiungere la cime del monte dove si trova una croce in ferro alta 14 metri, posizionata intorno all'anno 1900.
Da questa altura si gode di un panorama pressoché totale della città e nelle giornate più limpide è possibile ammirare la Corsica, l'isola d'Elba, l'isola Palmaria, le Alpi Apuane, le Alpi Marittime, il Monviso, le Alpi Pennine, in particolare il Cervino e il Monte Rosa e le Alpi Lepontine.
Proseguendo per la strada di servizio in direzione Nord, dopo qualche tornante si raggiungono i “Prati di Fascia”.
A questo punto dopo un ampio parcheggio asfaltato e delimitato da una vistosa ringhiera, si prende una mulattiera sulla Sx e si supera un cancello apribile con maniglia (richiuderlo appena passati per possibili cavalli al pascolo), seguendo la mulattiera in pochi minuti si giunge alla cima del Monte Bastia 848 m. Da questa altura si può ammirare il Monte Fasce e tutto il percorso in cresta fino al destino finale: Genova Nervi.
Dal Monte Bastia si scende sul crinale seguendo la direzione della strada SP 67 fino a raggiungerla sul fondo.
Appena si è sulla Stada ed attraversata, dopo pochi metri si imbocca il sentiero sulla Dx che già ripercorre il crinale in salita verso il Monte Croce 785 m. In questo versante sono ben visibili le faglie e le pieghe provocate dal sollevamento della catena alpina. Dopo qualche chilometro di crinale si raggiungono le pendici del Monte Cordona dove un sentierino inizia al fondo di un’area di parcheggio.(680 m)
Con una corta ma ripida salita si raggiunge la vetta del Monte Cordona. (803 m) Panorama parzialmente limitato dalla foschia alle sole vicine vette Appenniniche e monopolizzato ad Ovest dal Monte Fasce , a Nord-Ovest Bastia, Alpesisa, Bano e Candelozzo , a Nord-Est Monte Becco e Bado, ad Est Monte di S. Croce e Monte di Portofino.
Per la “diretta” si scende il monte dal lato Sud fino al crinale panoramico dove si incrocia il sentiero proveniente dalla Sella Cordona contrassegnato da Due Triangoli Rossi. (660 m) Scendendo per le pendici Ovest del Bric Gianesi, il sentiero passa per il crinale panoramico chiamato “via della Gaigiana” che si percorre sempre sulla mulattiera e che permette ampi scorci sulle sottostanti valli. Raggiunto il passo La Crocetta, il sentiero scende costeggiando le pendici ovest del Monte Giugo immerse in un castagneto fino ad arrivare accanto ad una cisterna dell’ acquedotto al Passo Serra di Cantalupo.(324 m)
Proseguendo tra coltivi per Via Costa di Cantalupo, si arriva alla chiesetta di San Rocco (206 m) edificata nel 1826 è posta su di un piccolo pianoro con bel panorama sul golfo ligure. Si continua a scendere per Via San Rocco passando a lato di alcune case abitate con un percorso fatto di scalini e mulattiera lastricata fino alla Salita Domenico Morelli in località Molinetti. Ancora una scalinata in discesa e si arriva in via Domenico Somma o sulla SS1.
Non resta a questo punto che attraversare la strada e mantenersi sulla Sx fino ai giardini (piazza Duca degli Abruzzi), oltrepassarli e seguire sulla sx (via Guglielmo Oberdan) fino all'imbocco di Viale delle Palme che conduce alla DX dritto alla Stazione FS di Genova Nervi