Arbola (Punta d') da Canza

tipo itinerario: attraversa pendii ripidi
difficoltà: BRA   [scala difficoltà]
esposizione: Nord-Est
quota partenza (m): 1412
quota vetta/quota massima (m): 3235
dislivello totale (m): 1900

copertura rete mobile
vodafone : 80% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: titty79
ultima revisione: 20/04/15

località partenza: Canza (Formazza , VB )

punti appoggio: rif Margaroli

cartografia: kompass 89

accesso:
Autostrada Gravellona Toce, Domodossola, uscita per le valli Antigorio e Formazza, proseguire per Crodo e Formazza fino a Canza.

note tecniche:
Difficoltà variabile fra BRA a OR a seconda che si usino i ramponi o meno per la salita e la discesa dei 250 m sotto la vetta.

descrizione itinerario:
Da Canza 1412m, si passa il ponte sulla sx del paese, dove c'è un comodo parcheggio.
si trovano immediatamente le indicazioni per il lago Vannino G99 sulla dx, si superano le case e poco dopo si trovano altre indicazioni per il Vannino.Qui si può proseguire a sx per il sentiero walser e la via alpina oppure andare dritto percorrendo la poderale (entrambi, abbastanza paralleli tra loro, portano all'arrivo della seggiovia che proviene da Vado).
Dalla stazione d'arrivo della seggiovia si segue la lunga sterrata che percorre il vallone del Vannino fino ad arrivare al rif Margaroli 2193 m.
salire ora con un lungo diagonale verso Nord-Ovest, attraversare i ripidi pendii che scendono a nord del lago Vannino sino a raggiungere la conca del lago Sruer 2351 m. Continuando in direzione Nord-Ovest prima sul fondo del vallone, poi sul suo lato sinistro si arriva al Passo del Vannino (2754m), ora si ha proprio davanti la Punta d'Arbola. Risalire la prima parte di ghiacciaio, con poca pendenza, e poi per ripidi pendii, fino ad arrivare sotto la punta, dove l'inclinazione e' minore.
se le condizioni lo consentono e' possibile salire fino in vetta racchette ai piedi, altrimenti picca e ramponi indispensabili.
La discesa può avvenire sul versante laterale e quindi sul ghiacciaio del Sabbione, passando per la comoda sella posta poco sotto la punta, per evitare appunto i ripidi pendii di salita, dopo di che, appena possibile, per traversi, senza perdere troppa quota onde evitare di risalire, tornare al passo del Vannino e da questo ripercorrere a ritroso il lungo percorso dell'andata.