Valandro (Monte) da Seo

difficoltà: E   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
quota partenza (m): 1116
quota vetta/quota massima (m): 1116
dislivello salita totale (m): 1116

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: apt_terme_comano
ultima revisione: 13/02/15

località partenza: Seo (Sclemo , TN )

accesso:
Percorso: Seo - Malga Valandro - Seo

descrizione itinerario:
Si lascia la macchina nei pressi della chiesetta di Seo (832 metri), posto sulle pendici del Monte Valandro, dove parte il sentiero SAT 348 che sale seguendo a tratti la vecchia mulattiera con incisi sul selciato profondi solchi scavati dalle slitte che trasportavano a valle il fieno falciato sui prati del Valandro e del Brugnol. La strada sale ripida fra i boschi assolati che ammantano le propaggini meridionali del gruppo di Brenta, al termine della strada forestale si prosegue lungo una mulattiera che, superato il “Caputel de Vessa”, supera alcune balze rocciose raggiungendo la località “I Salti”. Dopo i “Salti”, la mulattiera entra negli estesi prati del Valandro, lasciato sulla sinistra il sentiero 346 proveniente da Stenico e dal Capitèl de la Spina, si
continua a salire per il sentiero 348 attraverso le
ripide coste verso Malga Valandro, lasciando sul cocuzzolo di destra la baita Benigni. Superato un piccolo valico, il sentiero segue la naturale ondulazione del terreno fino a raggiungere Malga Valandro, di recente restaurata, posta in un’ampia conca verde. Dalla malga il sentiero continuerebbe
verso Malga Asblez, in Val di Jon e da qui ai rifugi Agostini e Al Cacciatore. Il rientro avviene per la stessa via. Il Monte Valandro, comunemente chiamato dai valligiani “El Mont de Sténech” (monte di Stenico), sovrasta i paesi di Stenico, Seo e Sclemo. Una poderosa e possente montagna, brulla ed esposta al sole per tutta giornata, nella quale e dietro la quale si prolunga il Parco Naturale Adamello-Brenta e il Gruppo del Brenta. Vista dal fondovalle, dopo le
prime rocciose balze, presenta un’estesa e ripida pendice di verdi prati, anticamente sfalciati ed ora lasciati liberi per il pascolo delle pecore. Questa zona veniva utilizzata fino al 1970 per esercitazioni militari d’artiglieria che avevano il loro campo base a Fiavè e in Val Lomasone.