Pose du Campanin da Motta per il Sentiero dell'ingegniere

sentiero tipo,n°,segnavia: I rossa
difficoltà: E   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 100
quota vetta/quota massima (m): 480

copertura rete mobile
wind : 20% di copertura

contributors: stellatelli
ultima revisione: 08/01/15

località partenza: Motta (Arenzano , GE )

accesso:
Casello autostradale Arenzano poi verso zona industriale, proseguire verso agriturismo Argentea, parcheggiare alla casa diroccata di Motta

note tecniche:
non difficile,sviluppato,acqua presente,ombreggiato

descrizione itinerario:
Da Motta edificio diroccato prima di Case Soprane su un tornante della strada ci si inoltra lungo la valle del torrente Lerone lungo una sterrata. Si prosegue attraversando un bosco misto composto da carpino nero, orniello, roverella e talvolta lembi di castagneto sino ad arrivare ad un guado.
Si risale sul versante opposto oltrepassando un rifugetto tra arbusti e lentisco sino ad immettersi sul sentiero dell’acquedotto. Si continua così in piano lungo un tratto estremamente suggestivo sulla gola sottostante, sulla serie di cascate del Gias delle Vacche e più avanti sulla costa di Guadi. Si raggiunge ora il caratteristico Ponte Negrone (180 m) dove il Rio Leone e il Rio Negrone confluiscono nel sottostante Lago du Gattu, nei pressi del quale si possono notare ampie macchie giallastre dovute al deposito dei sali delle sorgenti sulfuree.
Si attraversa il ponte e si imbocca la Via dell’Ingegnere (segnavia I rossa in campo bianco) che prosegue in salita guadando il torrente Negrone sino a portarsi allo sbocco della suggestiva gola del Cu du Mundo (300 m). Si risale ora lungo una ripida mulattiera attraverso una zona dove è stato effettuato un rimboschimento a conifere, si fiancheggia da vicino la poderosa bastionata rocciosa della palestra dei Laghetti e si continua poi tra pini, roverelle ed erica arborea. Poco dopo si arriva ad un bivio che va preso a sinistra: si oltrepassano le Pose du Campanin (480 m), punto panoramico sulle Rocche dell’Agugia dove nidifica il Biancone, e si guada il Rio Cu du Mundu.
Si prosegue in leggera discesa con una vista mozzafiato sulle sottostanti gole e si continua pressoché in piano su una bella mulattiera tra pini neri, frutto di rimboschimento forestale. Si raggiungono i ruderi di una polveriera (casin de Ciassubellu, 300 m) immettendosi poi su una stradina sterrata che con alcuni tornanti riporta a Campo.