Rosa dei Banchi da Dondena per il Colle della Rosa e la cresta NO

difficoltà: F+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Ovest
quota partenza (m): 2105
quota vetta (m): 3164
dislivello complessivo (m): 1060

copertura rete mobile
wind : 10% di copertura
vodafone : 56% di copertura
tim : 25% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: roby4061
ultima revisione: 01/08/10

località partenza: Dondena (Champorcher , AO )

punti appoggio: Rifugio Dondena 2186 m

cartografia: Carta dei sentieri 11 - Valle di Champorcher Parco Mont Avic, L'escursionista editore

bibliografia: Guida CAI-TCI

accesso:
Da Champorcher si sale su strada asfaltata alle frazioni Petit e Grand Mont Blanc, oltre la quale poco dopo la strada diventa sterrata, percorribile con auto normali anche se piuttosto sassosa. Si parcheggia nel piazzale erboso prima di Dondena oppure lungo i numerosi spiazzi sulla strada.

descrizione itinerario:
Dal parcheggio si scende brevemente al ponte che precede le baite di Dondena, e si riprende a salire seguendo la stradina per il rifugio Dondena. Si prosegue nel vallone dei Banchi prima per sentiero ben segnato, poi seguendo le indicazioni per "colle della Balma-Rosa dei Banchi", seguendo tracce non sempre visibili (ometti) fino a sbucare sulle morene nei pressi di ciò che resta del ghiacciaio dei Banchi.
Si sale quindi per terreno detritico franoso e faticoso al colle della Rosa 2957 m, è preferibile mantenersi sulla destra magari intercettando la traccia che sale dal Lago Miserin, che attraversa una fascia rocciosa più grossa e stabile.
Il tratto poco sotto il colle della Rosa è delicato: esposto e su terreno poco consistente, detritico, interessato da smottamenti recenti; è possibile trovare ghiaccio sotto il detrito.
Arrivati al colle e superata la Madonnina si segue prima una cengia sul lato canavesano (destra salendo) che si abbandona dopo una decina di metri salendo verso il filo di cresta. Ci sono diversi ometti ed è possibile raggiungere la cresta o per roccette o per marcati gradini terrosi.
Si segue la cresta, con percorso evidente e con qualche passo di facile arrampicata fino ad un marcato gradino roccioso che sembra sbarrare la via.
Si devia quindi sul versante valdostano (a sinista salendo) scendendo brevemente per una cengia esposta e friabile (ometti). Percorsi una trentina di metri circa, un altro sperone roccioso costringerebbe ad abbassarsi ulteriormente.
Benché si intravedano ulteriori ometti a sinistra, conviene invece rimontare gradino fessurato (alto non più di 2 metri) o risalirlo dal lato sinistro (placchetta liscia): il punto di passaggio è indicato da un ometto e un altro ometto si trova poco sopra il gradino. Si torna così in breve sul percorso di cresta, notevolmente più sicuro, anche se molto esposto in diversi punti, del friabile traverso.
Si punta all'evidente torrione con croce e lapide, sempre stando sul filo di cresta o spostandosi leggermente sul versante migliore. Il percorso è comunque evidente.
Giunti alla base del torrione si segue una cengia (lato sinistro salendo) per una decina di metri (ometti)
fino ad una paretina che si trova a destra da superare in arrampicata (placca fessurata, II).
Difficile sbagliare: oltre la paretina c'è un muro verticale.
Al termine della placchetta, sulla destra, è presente una sosta su 2 chiodi collegati con cordini e dotata di maillon di calata, che può essere utilizzata per assicuare la salita della placca.
Si prosegue poi per la cresta di roccia friabile e spesso coperta di fine detrito con qualche passaggio in cui si devono usare le mani, ponendo molta attenzione, fino alla vetta.
In salita conviene tenersi sul lato sinistro, ci sono rocce più sane che si salgono facilmente (I).

Discesa:
per la via di salita fino al colle della Rosa. Il saltino rocciososi supera o scendendo disarrampicando per la placca fessurata di II (assicurati con la corda dall'alto) oppure con una breve corda doppia di una decina di metri proprio sul filo di cresta (più consigliabile, una sosta in loco).
Dal colle della Rosa è possibile scendere di nuovo per il vallone dei Banchi, oppure scendere per pendii detritici e pascoli al lago Miserin e di qui a Dondena.