Baitone (Corno) dalla Val Paghera

difficoltà: AD-   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
quota partenza (m): 1494
quota vetta (m): 3331
dislivello complessivo (m): 1837

copertura rete mobile
wind : 0% di copertura

contributors: grivola
ultima revisione: 26/10/14

località partenza: Impianto Enel in fondo alla strada della Val Paghera (Vezza D'oglio , BS )

punti appoggio: Rifugio Aviolo

cartografia: Kompass n. 107 - Ponte di Legno

accesso:
Risalire la Val Camonica fino a Vezza d'Oglio, da cui si prende la strada della Val Paghera e la si percorre fino al parcheggio in fondo.

note tecniche:
Itinerario sicuramente poco frequentato che non presenta particolari difficoltà. Decisamente ripida la vedretta. In caso di neve o vetrato diventa delicato il traverso sulla fascia di rocce montonate sottostanti la vedretta e l'ultima parte dell'itinerario, soprattutto dopo aver abbandonato il fio di cresta.

descrizione itinerario:
Dalla fine della strada della Val Paghera, in prossimità dell’impianto Enel, seguire il sentiero che porta in circa un’ora al rifugio Aviolo. Addentrarsi nella piana d'Aviolo seguendo inizialmente il sentiero; quando questo comincia a salire sulla destra abbandonarlo e proseguire senza percorso obbligato nella piana spostandosi progressivamente verso sinistra fino a toccare, nel punto più agevole, la fascia di rocce montonate sottostante la vedretta d’Aviolo.
Risalire la fascia rocciosa obliquando verso destra fino a toccare il punto più basso della vedretta. Da qui percorrere tutta la ripida vedretta spostandosi sempre più a sinistra fino a giungere al suo termine, al passo che congiunge il Corno Baitone con la Punta Wanda. Da qui proseguire verso destra sulla cresta est del Corno Baitone stando inizialmente in prossimità del filo di cresta. Quando questa s’impenna bruscamente spostarsi sulla destra (nord) scendendo di qualche metro e con un percorso a semicerchio portarsi sotto la verticale della cima e risalirla direttamente per gli ultimi metri (II-III su gradoni e lastre).
Discesa per la via di salita, se le condizioni del terreno (neve) consentono di farlo in sicurezza. Altrimenti si può scendere dalla via normale: dalla cima portarsi per qualche metro a sud-ovest fino a quando non diventano visibili i segnavia bianco-rossi che permettono di scendere la bastionata sud del Baitone (nei punti più ripidi in disarrampicata, si trova anche un chiodo utile per una doppia nella zona più esposta).
Arrivati nella grande conca colma di sfasciumi ai piedi del Baitone scendere senza percorso obbligato (niente segnavia, niente sentieri) fino al lago sottostante; proseguire poi verso destra, sempre per sfasciumi, fino a giungere in cima ad un ampio canale con enorme ometto in pietra. Da questo punto l’itinerario torna ad essere segnalato portando prima al rifugio Tonolini e poi al lago artificiale Baitone (da aggirare alla sinistra in stagione non estiva con qualche saliscendi) e poi per ampio sentiero a tornanti fino al Ponte del Guat.