Pagarì di Salèse (Cima est di) Vecchi Guerrieri

difficoltà: TD+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
quota partenza (m): 1735
quota vetta (m): 2686
dislivello complessivo (m): 950

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: andreaparodi
ultima revisione: 06/10/14

località partenza: Pian della Casa (Vinadio , CN )

punti appoggio: Rifugio Regina Elena

accesso:
In auto si risale la Valle Gesso superando le Terme di Valdieri e proseguendo fino al Pian della Casa.

note tecniche:
La Cima Est di Pagarì di Salèse si trova alla testata del Vallone della Valletta, esattamente a sud del Pian della Casa. La sua parete nord presenta, nella porzione occidentale, due evidenti pilastri. La via "Vecchi Guerrieri" percorre quello di sinistra (per chi guarda la parete), caratterizzato in alto da due evidentissime macchie gialle. Tutta in arrampicata libera, presenta passaggi di VI e uno di VI+, su roccia per lo più buona. Utili chiodi vari, alcuni nut e una serie di friend fino al 3 BD.

descrizione itinerario:
AVVICINAMENTO: lasciata l’auto all’inizio del pianoro (1735 m) si attraversa il torrente su un ponte e si segue per un tratto la mulattiera per il Colle di Ciriegia, fino ad un bivio, dove si stacca a destra la diramazione per il Colle di Fremamorta. Seguendo quest’ultima, si prende quota con una serie di tornanti, fino a quota 2100 circa, quindi si abbandona il sentiero per salire in diagonale verso sud lungo una rampa erbosa, poi per detriti e lastroni inclinati, in direzione della parete della Cima Est di Pagarì, caratterizzata sulla destra da due evidenti pilastri. Si punta alla base del diedro-canale di scolo che separa i due pilastri. Pochi metri a sinistra di questo, partono due fessure che si divaricano a “V” verso l’alto (1.45-2 ore dal Pian della Casa).

SCALATA: 1) Si attacca il ramo di sinistra della doppia fessura a “V” (fettuccia incastrata) seguendolo fin quasi al suo termine ove strapiomba. Si scavalca uno spuntone a sinistra, si sale qualche metro ancora a sinistra e si sosta su comodo gradino (IV+, V-, V, IV, 35 m)
2) Si supera un muretto di roccia lavorata uscendone a sinistra, poi si prosegue dritti per placche levigate e muretti con zolle erbose (IV, IV+, passi di V, 45 m).
3) Si sale in lieve diagonale a sinistra fino alla base di un diedro abbattuto, leggermente inclinato a destra. Si rimonta il diedro, che si presenta piuttosto liscio e con la fessura di fondo cieca (difficoltà di chiodatura) e al suo termine si esce a destra, quindi con un passo a sinistra si guadagna un gradino sotto il grande muro chiazzato di giallo (IV, V+, VI, 45 m, lasciato un chiodo di sosta).
4) Si traversa orizzontalmente a sinistra per una cornice di blocchi e lame, fino ad un ottimo spuntone di sosta (IV, III, 10 m, lasciato cordone).
5) Si sale a sinistra superando altri due spuntoni, poi si prosegue verticalmente in grande esposizione, con piccoli spostamenti a sinistra, per un muro verticale seguendo fessure e lame sfuggenti e non sempre sicure, fino a sbucare su rocce più facili presso una coppia di alberi (V+, VI+, VI, IV, 50 m, sosta su spuntone).
6) Piegando a destra si va a prendere l’aereo filo dello sperone, che si rimonta incontrando tre piccoli pini (IV, 45 m).
7) Si continua sullo sperone che si trasforma in aerea cresta, poi si esaurisce in un pendio di blocchi (IV, III, 40 m).
Salendo per blocchi e rocce rotte si raggiunge dopo un centinaio di metri la cresta sommitale.

DISCESA: si scende facilmente verso ovest lungo lo spartiacque per gradini rocciosi ed erba, fino allo stretto intaglio del Colle di Pagarì di Salèse (2539 m). A nord il valico si affaccia su un precipizio, tuttavia c’è una cengia che taglia orizzontalmente a sinistra, attrezzata nei punti più esposti con vecchi cavi d’acciaio: seguendola si raggiungono abbastanza agevolmente le sottostanti pietraie. Scendendo a destra per la pietraia si ritorna alla base della parete.

altre annotazioni:
Prima salita: Andrea Parodi, Fulvio Scotto, 9 settembre 2013