Morteratsch (Piz) Crasta da la Spraunza

difficoltà: AD   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Est
quota partenza (m): 1896
quota vetta (m): 3751
dislivello complessivo (m): 1855

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: grivola
ultima revisione: 29/09/14

località partenza: Pontresina, stazione del treno (Pontresina , Maloggia )

punti appoggio: Chamanna Boval

accesso:
Maloja, St. Moritz, a Pontresina deviare sulla destra fino a giungere al parcheggio a pagamento nei pressi della stazione del trenino del Bernina.

note tecniche:
Bell'itinerario in ambiente grandioso. Cresta molto lunga (mettere in conto 7-8 ore dal rifugio alla cima) su roccia inizialmente molto instabile ma che migliora progressivamente man mano che si sale. Da affrontare quando la cresta è ben asciutta perchè il lato nord, su cui ci si appoggia varie volte nella parte alta, presenta facilmente neve residua sulla roccia. La cima è una balconata incredibile su tutte le montagne del gruppo del Bernina.
Il primo risalto roccioso è aggirabile per i ripidi pendii nevosi posti alla sua destra.

descrizione itinerario:
Dal parcheggio della stazione di Morteratsch imboccare la strada che si inoltra verso il ghiacciaio del Morteratsch. Deviare a destra dopo pochi minuti per prendere il sentiero (palina con indicazione Chamanna Boval) che porta in meno di due ore, senza possibilità di sbagliare strada, al rifugio Boval.
Dal rifugio tornare indietro per un breve tratto fino ad incrociare un sentiero che, in direzione sud, si addentra nella valletta a destra della morena del ghiacciaio di Morteratsch. Seguirlo salendo sulla morena fino a giungere ad una grossa dorsale che si diparte dalla cima del Piz Morteratsch.
Abbandonare a questo punto la morena e risalire la dorsale, ripida e senza sentiero, spostandosi progressivamente a sinistra fino ad incrociare alcuni ometti di pietra. Seguire gli ometti che, con salita obliqua verso sinistra, portano alla base di una prima bastionata rocciosa. Risalire la bastionata per un evidente canale (II, ma difficile individuare il percorso migliore, per cui il grado può facilmente salire).
Alla fine del risalto, dopo un breve tratto abbattuto, se ne risale un secondo per un facile canale roccioso, ricco di sfasciumi e detriti, sulla sinistra del filo di cresta. Si giunge quindi ad un breve tratto nevoso quasi pianeggiante dal quale inizia, l’ultimo risalto roccioso, il più lungo e impegnativo. Salire il risalto (III) tenendosi il più possibile sul filo di cresta oppure spostandosi sulla destra, dove la roccia è in molti punti coperta di neve.
L’unica eccezione è dovuta ad un evidente gendarme dalla cui cima si diparte un canalino sulla sinistra che si può scendere disarrampicando o con una doppia per poi riportarsi subito in cresta da un intaglio. Giunti alla fine del terzo, lungo, risalto roccioso si mette piede sul facile ghiacciaio sommitale dal quale si giunge velocemente in vetta salendo lievemente verso destra.
La discesa avviene inizialmente su ghiacciaio per la via normale, che percorre la cresta nord. Giunti ad un’alta fascia rocciosa che emerge dalla cresta glaciale la si costeggia sulla sinistra fino a circa quota 3300; si prosegue sul ghiacciaio sempre a ridosso della cresta in lievissima salita fino a giungere ad un intaglio. Lo si scavalca portandosi sul versante est della cresta e disarrampicando (II) su un’alta fascia rocciosa segnata con numerosi ed evidenti bolli rossi. Proseguire poi in discesa, dopo essersi spostati decisamente a sinistra grazie ad alcune cengette, su terreno scivoloso e sdrucciolevole fino ad arrivare ad una serie di nevai da percorrere in direzione della capanna Boval. Sui nevai si incontrano i primi ometti che portano infine al sentiero per il rifugio.