Champono (Punta) Per Anna

difficoltà: 6c / 5c obbl / A0
esposizione arrampicata: Nord
quota base arrampicata (m): 2950
sviluppo arrampicata (m): 420
dislivello avvicinamento (m): 650

copertura rete mobile
vodafone : 40% di copertura

contributors: Davide Frachey
ultima revisione: 01/09/14

località partenza: Staffal-Gabiet (Gressoney-la-Trinitè , AO )

punti appoggio: Bivacco Gastaldi

cartografia: escursionista.it

accesso:
Avvicinamento molto lungo da ogni versante.
1- da Staffal In giornata, prendere la “prima” telecabina Staffal-Gabiet, dalla stazione d'arrivo percorrere il sentiero che conduce alla diga del Gabiet una volta raggiunto lo sbarramento attraversare per sentiero al di sotto della diga e portarsi sulla sinistra orografica del vallone di “Netcho”. Imboccare il sentiero che porta al Bivacco Gastaldi percorrendo i sali-scendi del versante mantenendo all’incirca la quota (si scende di poco) fino a raggiungere l’ingresso del vallone che conduce al passo dell’Uomo Storto (poco visibile). Questo vallone non è segnalato ma si trova sulla sinistra all’incirca all’altezza di un torrentello più grande con cascatelle, appena oltre, il sentiero principale vira verso sud/ovest per pendii erbosi e supera una grande cengia sospesa sul vallone. Da qui 2 possibilità: la prima consiste nel risalire a vista per un ripido pendio erboso appena oltre la cascatella fin quasi contro delle rocce poi ancora a sx per sfasciumi fino ad incontrare i simboli a tre bande dell’Alta Via Tullio Vidoni. Seguirne la traccia fino a oltrepassare la cresta al di sopra del Gastaldi. La seconda; seguire il sentiero principale che porta all’alpeggio di Netchfluee e da qui risalire al Bivacco (+30’). Mantenere all’incirca il filo di cresta direzione Est verso la Bocchetta di Nectho e seguendo tracce ed omini raggiungere il bacino superiore del piccolo ghiacciaio di Netcho. Dapprima attraversare il ghiacciaio scendendo leggermente fin sotto la verticale della Punta Champono poi risalire la ripida terminale (si consigliano ramponcini o picozza!).Solo per cordate estremamente veloci sia a piedi che su roccia si può pensare di tornare in tempo x l’ultima discesa con telecabina altrimenti prevedere rientro a piedi direttamente su Gressoney La Trinité (lampada frontale) o pernotto al Gastaldi.

2- direttamente da Gressoney La Trinité, sentiero principale per il Bivacco Gastaldi e poi come da indicazioni sopra descritte.

3- da Staffal o Gressoney in 2 giorni, pernottando al bivacco Gastaldi.

note tecniche:
Portarsi al centro della bastionata sotto la verticale della cima, tra due grandi camini/fessure, ben visibili da valle si staglia una parete compatta quasi verticale, al centro di essa si trova un invitante diedro con belle fessure, nome alla base. L’alzarsi o l’abbassarsi del manto nevoso sulla terminale, a seconda degli anni e delle stagioni, fa i modo che non sia definibile con esattezza il punto di partenza. Circa 8/10 mt a destra dell’attacco si dovvrebbe scorgere la placchetta inox della falsa partenza. Attaccare dritti nel diedro per poi spostarsi per traverso delicato verso destra in placca seguendo placchetta inox.
Nella prima metà arrampicata su placche lisce e diedri con alcuni ristabilimenti verticali, seconda parte su pendenze decisamente abbattute, placche lichenate e speroncini divertenti ben proteggibili, terza parte su pendenze più accentuate, facili diedri e muretti fino in vetta. In via spit inox da 8mm, soste da 8+10mm già collegate con anello di calata inox, in caso di necessità possibile calarsi in doppia da ogni sosta. Materiale: sufficiente corda singola da 60mt (+ kevlar d’emergenza per eventuali calate), oppure 2 mezze da 60mt, 8 rinvii, serie friends fino al n° 2 BD, qualche micro o threecam, normale dotazione per vie a più lunghezze in montagna, ramponcini o picozza, ...lampada frontale

descrizione itinerario:
L1- 6a+, 50mt. diedro verticale da proteggere poi traversare nettamente a destra (spit) per riprendere a salire un primo diedro delicato su piccole protezioni oppure ancora più a destra altro diedro anch’esso delicato proteggibile ma con muschi nella micro fessura. Ancora a destra su comoda cengia, poi dritti superare muretto verticale (spit) fino in sosta.
L2- 6b+/c oppure 6a+/A0-A1, 50mt. subito a destra poi diagonale a sinistra fino agli spit, difficile placca verticale tecnica a tacchette con diedrino atletico (sezione chiave), uscire a sx poi a destra sul facile diedro fino alla sosta.
L3- 6a+ oppure 5a/A0-A1, 45mt. continuare il diedro per superare un corto passaggio verticale di nn facile impostazione, buone possibilità di protezioni (meglio abbondare x possibile pendolo nel vuoto del secondo di cordata). continuare oltre lo spigolo su delicate placche lichenate (spit).
L4- 4c, 50mt. dritti per placche abbattute (spit) e speroncino ben proteggibile
L5- 4b, 60mt. placche abbattute (spit) poi superare a sx di uno speroncino. sassi instabili.
L6- 6a, 60mt. bella placca tecnica (spit) poi facile per cenge detritiche.
L7- 5b, 50mt. salire la bella placca (spit) fin contro muro verticale liscio poi seguire diedro verso dx.
L8- 5c/6a, 30mt. facile ma bella lama estetica nel diedro, ribaltamento verticale (spit), salire in diagonale a sx per raggiungere la sosta in una nicchia un po nascosta.
L9- 5c, 25mt. salire dritti sui risalti verticali ben protetti (spit), si sbuca davanti la campana di vetta.
Discesa: consigliata dalla cresta Nord/Est della “Champono” verso la bocchetta di Netcho (40’), da qui effettuare una doppia di 30/40mt su vecchi cordoni per raggiungere il ghiacciao di Netcho.

altre annotazioni:
Via a più lunghezze aperta in stile moderno in ambiente alpino grandioso e selvaggio non privo di pericoli e variabili oggettive. La bastionata Nord della Punta Champono si concede al sole per pochissime ore verso il tramonto illuminandosi e mostrandosi in tutta la sua magnificienza dalla frazione di “Orsio” tra Gressoney La Trinité e Staffal. La via “PerAnna” sale verticale dalla base, al centro di 2 due grandi camini direttamente fino alla campana di vetta. Il lento ritiro del ghiacciaio di Netcho sta scoprendo la parete dalla base regalando placche fessurate verticali con roccia di ottima fattura e compattezza. Dai racconti delle Guide, alla fine anni ’80, alla “bocchetta” si arrivava in piano dal ghiacciaio.
Il 9 ed il 16 agosto 2013, Davide Frachey e Paolo Moro, da tempo attratti dalla mirabile parete, salgono dal Gabiet per tentare di aprir una linea diretta ed estetica cercando il più possibile di rimanere riparati dalle scariche a cui è soggetto il versante. Sulla parete si registrano alcune ascensioni antecedenti gli anni ’80, le relazioni a riguardo sono decisamente sommarie. Nessuna traccia di precedenti salite si riscontra sulle lunghezze attrezzate, nei passaggi obbligati sono stati disgaggiate lame e blocchi pericolanti che un’eventuale precedente passaggio non avrebbe potuto superare senza liberarsene. Sicuramente i primi salitori hanno attaccato da molto più in alto poichè è ben visibile da lontano il segno lasciato dal ritiro del ghiacciaio negli ultimi trent’anni. Dal secondo terzo di parete, seguendo i numerosi sistemi di cenge, è più facilmente raggiungibile la vetta. Per motivi estetici e di sicurezza “PerAnna” segue muretti e speroncini abbastanza protetti.
possibilità per nuove grandi linee “moderne”.