Zebrù (Monte) via Normale dal Rifugio V Alpini

difficoltà: PD   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1600
quota vetta (m): 3740
dislivello complessivo (m): 2140

copertura rete mobile
tim : 40% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: ste_6962
ultima revisione: 18/06/10

località partenza: Niblogo (Valfurva , SO )

punti appoggio: Rifugio V Alpini m. 2878, Bivacco Città di Cantù

cartografia: Tabacco foglio 08 - Ortles-Cevedale - scala 1:25000

bibliografia: Ortles-Cevedale - Guida dei Monti d'Italia CAI-TCI

accesso:
da Bormio si prosegue verso S. Caterina Valfurva per circa 3 km. dove si devia seguendo le indicazioni per la Valfurva, toccando prima Valfurva, poi le frazioni Plazzola e Niblogo, dove termina la strada aperta al traffico pubblico.

note tecniche:
Salita non banale e di un certo impegno nella parte finale (una ripida rampa-paretina nevosa) oltre a dover superare un ghiacciaio (Vedretta dello Zebrù) che a tratti è molto crepacciato e richiede attenzione.
L’accesso al Rifugio V Alpini per la Val Zebrù è decisamente lungo, in quanto la stradina è chiusa al traffico dalla frazione Niblogo, ma è possibile usufruire di un servizio di trasporto privato con mezzi fuoristrada e accorciare l’avvicinamento.
Il periodo migliore per le salite al Monte Zebrù va da metà giugno ai mesi di luglio e agosto, però a stagione inoltrata potrebbe affiorare del ghiaccio nella parte alta rendendo nettamente più impegnativo e insidioso il tratto finale.

descrizione itinerario:
Da Niblogo è possibile utilizzare un servizio di trasporto privato che risale tutta la Val Zebrù, toccando le Baite Campo di Mezzo (dove si trova un piccolo rifugio privato) e proseguendo fino alla Baita del Pastore 2168 m dove la sterrata termina (8 km da Niblogo, se viene percorso a piedi calcolate 2 ore).
Dalla Baita del Pastore si prosegue lungo una ripida stradina che risale un vallone detritico ed erboso (Vallone del Rio Marè), fino a quota 2525 m nei pressi della teleferica per il trasporto materiali del Rifugio V Alpini, dove termina. Il sentiero (ottimamente segnalato e con cartelli indicatori) risale tutta la morena sul versante sinistro prendendo rapidamente quota. Sotto il dosso roccioso che sostiene il Rifugio, il sentiero volge a destra con una serie di diagonali e poi girando nuovamente verso sinistra si raggiunge lo spiazzo roccioso dove è situato il Rifugio V Alpini 2878 m (ore 2,00 dalla Baita del Pastore).
Dal rifugio si prende un sentiero che sale ripidamente a sinistra, raggiungendo una selletta che consente di mettere piede sul ghiacciaio (Vedretta dello Zebrù) attraversandolo quasi in piano verso sinistra in direzione della imponente piramide rocciosa della Punta Thurwieser raggiungendo una conca glaciale (attenzione ai crepacci) poi si piega a destra, seguendo la pista (se è presente) destreggiandosi tra numerosi crepacci e una zona abbastanza ripida, raggiungendo la parte superiore del ghiacciaio, dove ci si tiene a sinistra, salendo in direzione del ben visibile colle del Giogo Alto 3527 m, dove si trova il Bivacco Città di Cantù. Si trascura a destra la diramazione che porta al vicino Passo dell’Ortles, e proseguendo a sinistra per facili pendii glaciali si raggiunge quindi il Giogo Alto (sopra il Passo è ben visibile il Bivacco). Ci sono ora due possibilità per raggiungere la cima, una è quella di salire direttamente verso sinistra, superando il crepaccio terminale si sale direttamente il ripido pendio di sinistra che con un tratto molto ripido conduce direttamente in vetta al Monte Zebrù, dove si trova solo un ometto di pietre (ore 4,00 circa dal Rifugio V Alpini, indicativo). Questa variante è da considerare PD+/AD- a seconda delle condizioni. La via normale tradizionale invece, una volta superato il crepaccio terminale volge decisamente a destra, salendo in diagonale fino a raggiungere la cresta Ovest. Raggiunta la cresta non rimane che seguirla integralmente su neve e qualche breve tratto di misto (con passaggi di I e II), superando qualche risalto roccioso, fino a raggiungere la vetta (stessi tempi di percorrenza della variante descritta prima). La via normale è valutata PD. In discesa è possibile seguire entrambe i percorsi, facendo la dovuta attenzione nel caso si scenda per la paretina nevosa. Una volta raggiunta l’ampia sella del Giogo Alto si segue a ritroso la pista che riporta al Rifugio e quindi a fondovalle.

altre annotazioni:
Imponente montagna situata nel Gruppo dell’Ortles-Cevedale, posta tra il Gran Zebrù a destra e l’Ortles a sinistra. Una montagna composta da due cime, la Cima SE e la Cima NO (punto culminante). Offre una varietà di itinerari di salita su ghiaccio e misto di varia difficoltà, nonostante i suoi due vicini più celebrati gode comunque di una buona frequentazione lungo la via normale con partenza dal Rifugio V Alpini. Questa cima prende il suo nome dalla Val Zebrù che domina con la sua imponente mole. In questa valle viene spesso chiamato il Piccolo Zebrù proprio per distinguerlo dal fratello maggiore (Gran Zebrù). La prima ascensione nota è stata compiuta dal “solito” e infaticabile Julius Payer con Johann Pinggera il 29-9-1866 per la Vedretta dello Zebrù ed il versante Nord (la attuale via normale).