Grande Ruine - Pic Maître Pilastro O - cresta ONO

difficoltà: TD   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Ovest
quota partenza (m): 2232
quota vetta (m): 3726
dislivello complessivo (m): 600

copertura rete mobile
altri : 0% di copertura

contributors: attila89
ultima revisione: 19/08/14

località partenza: La Berarde (Saint-Christophe-en-Oisans , 38 )

punti appoggio: Refuge du Châtelleret, Refuge Adèle Planchard

cartografia: IGN 3436ET Meije - Pelvoux - Parc national des Écrins

bibliografia: Labande livre 1; Rebuffat le 100 più belle; Cambon, Oisans nouveau, Oisans sauvage - Livre Ouest

accesso:
Dal Chatelleret si sale per un buon sentiero in direzione del Clot di Cavales, dopo circa 45 minuti di marcia si segue una traccia (qualche ometto) che sale in direzione della parete. Ramponi e piccozza utili per il ghiacciaio al mattino presto.
3 ore dal Chatelleret all'attacco.

note tecniche:
Grande course che si può dividere in due parti. La prima si svolge su un pilastro impressionante con numerosi enormi tetti; la nostra via si svolge sulla sinistra della parete. Roccia buona ma compatta, scalata esposta per circa 5-7 tiri. Poi si raggiunge la cresta WNW che alterna tratti orizzontali in roccia marcia marcia ad alcuni risalti impegnativi ed aerei, assolutamente da non sottovalutare.
Pochissimo materiale in posto, a parte nel traverso di 6a.
Materiale: picca e ramponi in acciaio, frends fino al 2 (doppi grigio e verde), nuts, chiodi (due-tre lame, un universale, un V, un U).
Tempi: la Labande da' 8-10 ore di scalata. Rebuffat 10-14. In stagioni "umide e fredde" verglas e neve possono complicare le cose nelle zone di transizione della cresta.

descrizione itinerario:
La parete sulla sinistra presenta un pilastro, alla sua destra un pilastro secondario,
1- Attaccare il diedro tra i due. Qualche chiodo, due chiodi di sosta con cordino. IV
2- Continuare leggermente a destra per raggiungere un terrazzo ampio (no sosta, utili due chiodi a lama). IV
3,4- leggermente a sinistra per raggiungere un grande diedro che si risale dritto per due lunghezze (soste su un chiodo solo).
5-lunga traversata verso sinistra (6a), ben protetto a chiodi
6-7 uscire per fessure (V+) per raggiungere la cresta WNW.
Qui il terreno cambia, molti sfasciumi si alterano a risalti imponenti. Seguire il filo di cresta (roccia leggermente migliore).
Si incontra quindi il secondo pilastro (imponente, a dx si nota una sosta a spit di una via moderna (via di fuga possibile).
Con una doppia a sinistra si scende di 25-30 metri. Da lì traversata orizzontale verso sinitra (V+ esposto), raggiunto lo spigolo, lo si sale. Poi si continua in versante N, terreno schifido, fino a raggiungere di nuovo il filo di cresta.
Terzo risalto: Duro! si segue il filo di cresta (IV), passo a destra 1 chiodo, poi su per un diedro con fessurino di fondo faticoso (V).
Seguire ancora il filo di cresta.
Quarto risalto: sul filo di cresta. Poi filo di cresta fino alla vetta.
Discesa: per cresta E, blocchi di roccia molto instabili, si arriva alla breche Giraud-Lézin; da lì si raggiunge l'"autostrada" della normale alla punta Brevoort, che porta al rifugio Adele Planchard (ottima accoglienza).

altre annotazioni:
Pilastro Ovest: Marcel Brun, André Thévenon, 1964 , in due giorni.
La cresta WNW era già stata percorsa precedentemente dalla cordata di Fourastier