Giornalet (Monte) da Brusà del Plan per il Versante Ovest

sentiero tipo,n°,segnavia: spesso assente
difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Ovest
quota partenza (m): 1816
quota vetta/quota massima (m): 3063
dislivello salita totale (m): 1250

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: rfausone
ultima revisione: 07/07/14

località partenza: Brusà del Plan (Sauze di Cesana , TO )

punti appoggio: Rifugio Alpe Plane

cartografia: Fraternali 1:25000 n.2 Alta Valle di Susa, Alta Val Chisone

bibliografia: CAI-TCI alpi cozie centrali

accesso:
Raggiunta Sauze di Cesana salire verso il Colle del Sestriere. All'altezza di un tornante verso sinistra scendere ad attraversare il Ponte Terribile e raggiungere la strada sterrata della Valle Argentera che si risale fino al pianoro di Brusà del Plan (comodo ed ampio parcheggio).

note tecniche:
Questo percorso è da ritenersi migliore rispetto ad altri versanti di salita poichè gli sfasciumi risultano più solido e con meno dislivello da percorrere.

descrizione itinerario:
Dal parcheggio si attraversa il torrente Ripa fino a raggiungere Brusà del Plan. Dalla frazione si segue l’ampia fascia erbosa in direzione Nord-Nord-Est che passa in mezzo al bosco di conifere senza percorso obbligato (non ci sono sentieri ma solo decine di tracce). Si aggirano le Grange Seuil e sempre seguendo delle fasce erbose si giunge alla sterrata con fondo erboso che si segue in direzione Sud-Est.
Si raggiunge il bivio che sale da Argentera (possibile alternativa di salita) e subito dopo la località Sette Fontane. La sterrata diventa sentiero e continua a lungo in direzione Est fino a giungere sotto le pendici del Monte Giornalet (ad una quota indicativa di 2400-2500 metri) dove si volge a sinistra e seguendo delle ampie dorsali si punta alla base Ovest della nostra montagna.
Qui la pendenza aumenta e si seguono al meglio i tratti erbosi fino a raggiungere una quota di circa 2800 metri dove si procede su sfasciumi (stabili ) senza percorso obbligato sempre in direzione della vetta. Gli sfasciumi iniziano a diventare mobili a circa un centinaio di metri di dislivello dalla vetta che si raggiunge senza ulteriori difficoltà.
Discesa: Lungo l’itinerario di salita oppure seguendo non appena possibile la cresta Sud della montagna fino al colletto che la separa dalla Cima Fauri Nord. Da qui si punta al fondovalle fino a raggiungere il sentiero che scende dal Colle Fauri per poi congiungersi con il percorso di andata. Questa alternativa (peraltro poco consigliabile) segue a lungo sfasciumi instabili a tratti molto ripidi e non consigliabili in salita.