Avetta (Scoglio dell') Cresta Sud-Est

difficoltà: 5a
esposizione arrampicata: Sud-Est
quota base arrampicata (m): 600
sviluppo arrampicata (m): 650
dislivello avvicinamento (m): 400

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: vicente
ultima revisione: 16/06/14

località partenza: Castagnabanca (Loano , SV )

punti appoggio: Rifugio Pian delle Bosse

accesso:
Da Pietra Ligure (uscita della A10 Genova-Ventimiglia) si svolta a destra lungo la Via Aurelia raggiungendo Loano. Da qui, svoltando ancora a destra (indicazioni per "Monte Carmo"), si sale a Verzi (7 km da Pietra Ligure) e si prosegue poi sulla strada che si inerpica tra i boschi della Val Nimbàlto: diventata sterrata, la rotabile guadagna quota con una serie di tornanti (in alcuni tratti fondo un po' sconnesso) fino all'ampio spiazzo per il parcheggio in località Castagnabanca (600 m circa).

Da Castagnabanca seguire le indicazioni per Rocca dell'Aia. Giunti al bivio con triplice cartello (20 minuti circa dal parcheggio) abbandonare il sentiero principale e prendere quello di sinistra che scende ripido nel bosco. Dopo 50 metri conviene abbandonare anche questa traccia per traversare dritto per dritto tra sterpaglie e fitto bosco, fino a giungere alla base della parete dello Scoglio. Seguendo la parete in discesa, si arriva alla base della cresta sud-est.

note tecniche:
L'avvicinamento di questa via è avventuroso e complesso per via della boscaglia molto fitta. Non consigliabile ai falesisti, ma agli alpinisti che hanno voglia di una via di media difficoltà (con un penultimo tiro un po' impegnativo nella parte finale) in completa solitudine, benché molto vicini alla giustamente famosa Rocca dell'Aia.

descrizione itinerario:
Il sito Gambeinspalla propone una descrizione davvero precisa dei tiri, che riporto:

1 - Si attacca la placca rocciosa, piuttosto verticale ma ottimamente appigliata, e per un sistema di fessure ed una cengetta si esce al sommo del primo risalto (IV°, 4 spit). Ci si porta alla base di un pilastrino delimitato da un breve diedro a sinistra: si sale il pilastrino poco a destra del filo (III°+, nessuno spit, spuntone al sommo del pilastrino) e si esce su una cengetta rocciosa. La si segue espostamente verso sinistra (1 spit), scalando poi direttamente l’ultimo muretto (III°+) che immette su una placca inclinata verso destra. Si raggiunge il sommo della placca (III°), dove si sosta su alcuni solidi spuntoni (30 m);

2 - Si traversa a sinistra, scalando un primo basso gendarme (IV°-, 1 spit). Ci si cala per due metri lungo una placca inclinata (III°, delicato), quindi si traversa un’altra placca, ripida e delicata (che costituisce il versante occidentale del successivo gendarme), salendo leggermente (IV°, 2 spit). Raggiunto lo spigolo che delimita la placca, ci si cala circa un metro lungo detto spigolo, quindi si scende direttamente il saltino fino alla sottostante forcella (IV°, passaggio esposto soprattutto per il secondo di cordata). Attraversato il canalino facente capo alla forcella (possibilità di assicurazione su spuntone), si traversa nuovamente una nuova, breve ma ripida placca (IV°, 1 spit) e, dal successivo spigolo, si scende con cautela per tre metri fino all’ampia sella alberata dove si sosta comodamente su un grosso spuntone (20 m);

3 - Attraversata la breve selletta, si taglia leggermente a destra per bosco e ci si porta alla base di una scarpata rocciosa. Si sale lungo le rocce, con percorso un po’ disturbato dalla vegetazione, per placchette e brevi saltini (qualche passo di III°, nessuna protezione) fino al cocuzzolo roccioso che costituisce la sommità del Contrafforte Sud (spuntoni, 25 m).

Ci si può quindi calare per banali roccette verso sinistra e raggiungere così la sella boscosa alla base del Contrafforte Sud, dove passa il sentiero dell’avvicinamento. Da qui è possibile discendere brevemente il corso del rio fino all’attacco della parete, oppure si può anche risalire il sentiero per ripido bosco e poi tagliare a destra per re-intercettare la via all’inizio del 5° tiro.

4 - Si attacca la placca rocciosa a destra, salendo fino ad uno spit arancione (III°), quindi si prosegue per placchette un po' rotte ma con bei passaggi (III°+ e IV°) fino alla sommità del risalto (25 m, spuntoni);

5 - Si prosegue praticamente sul filo, lungo massi e scaglioni facili ma un po’ esposti (II°, II°+), in assenza di protezioni, uscendo lungo una breve placca ad un comodo ripiano alla base del torrione finale (25 m).


6 - Si attacca direttamente la placca sovrastante, verticale e con piccoli appigli (V°, 4 spit) fino ad una stretta cengetta alla base di un muro giallo leggermente strapiombante. Si attacca l’impegnativo muro, rimanendo piuttosto vicini allo spigolo di sinistra (V°+, 3 spit, passaggio chiave della via) fino ad un minuscolo terrazzino sul filo. Da qui si traversa in orizzontale per quattro metri sfruttando una esile cornice (IV°, 2 spit) quindi, tralasciando un vertiginoso vecchio chiodo ancora più a destra, si sale direttamente l’ultimo brevissimo muretto (IV°+) fino al comodo terrazzo con spuntoni di sosta (25 m);

7 - Si attacca l’ultimo brevissimo risalto (1 chiodo, IV°-) che conduce alle roccette della panoramica cima dello Scoglio dell'Avètta (spuntone, 15 m, h 2,30 circa dall’attacco).

Per tornare al parcheggio conviene, dopo aver fatto una doppia da 20m nel versante Nord, portarsi al colletto Nord e da lì salire brevemente su traccia di sentiero, che si perde nel fitto bosco. Si traversa verso destra nella boscaglia e nel giro di 2-3 minuti ci si ricongiunge al sentiero diretto a Rocca dell'Aia, che si segue in discesa per incontrare il bivio dell'andata. Da lì a ritroso al parcheggio.