Mombran (Uja di) Via Cotta-Marone alla perete Est-Sud Est

difficoltà: TD   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Est
quota partenza (m): 1219
quota vetta (m): 2933
dislivello complessivo (m): 1714

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: block65
ultima revisione: 12/06/14

località partenza: Forno Alpi Graie (Groscavallo , TO )

punti appoggio: Bivacco Fassero Soardi - albergo Savoia

cartografia: Alte Valli di Lanzo - Escursionista editore

bibliografia: Sogno di Sea - Gian Carlo Grassi (esaurito)

accesso:
Da Forno salire la strada di servizio per l'acquedotto fino alla costruzione di cemento (5 min) poi proseguire fino a quando, su un masso a destra, si nota una tacca di vernice rossa. salire allora ripidamente nella pietraia superiore e portarsi sull'unico dosso prativo della grande conoide di discesa del canale dei cacciatori.
Salire fino in cima tra rade betulle, e poi tra blocchi e arbusti (ometti) portarsi sotto un gigantesco masso squadrato che si aggira a destra. Entrare nel canale valanghivo in primavera e torrentizio d'estate, mantenendosi sul fondo ed evitando quello più ampio di destra, che condurrebbe sotto la Parete dei Numi. Salire al meglio e senza via obbligata, uscendo sulla spianata detta il Castelletto.
Proseguire ora nel "Canale dei Cacciatori" lasciando a sinistra il selvaggio Gias Mombran e con ripidi risvolti su ripido prato portarsi verso la costiera che costituisce il contrafforte sud del complesso del Cerel. continuare la salita ripidissima e faticosa lambendo tracce di neve valanghiva e uscire al Colletto dei Cacciatori che dà accesso al vallone sospeso di Marmorand (ore 2,30).
Risalire il valloncello che ne costituisce la parte alta passando al cospetto del severo e roccioso Monte Malatret (dove pure è stata tracciata una via) e, senza raggiungere il Colle Malatret traversare il grande macereto che si estende sotto la ormai visibile parete est - sudest dell'Uja di Mombran (ore 1, Ore 3,30 in totale).

note tecniche:
Salita impegnativa con scalata verticale prevalentemente su diedri e fessure, con roccia non sempre solida

descrizione itinerario:
L1: Salire al centro, lo zoccolo basale costituito per lo più di placche, seguendo un vago diedro-canale, spesso umido o bagnato in caso di presenza di neve sulla cengia II +.
Continuare nel canale e superare un diedro obliquo con passo atletico 4c,
L2: individuare un diedro aperto e leggermente obliquo, che si segue interamente fino a un ballatoio, sovrastato da uno strapiombino III+
Superare lo strapiombo con passo di forza 5b e poi con delicato traverso, guadagnando la cengia.
Traversare senza difficoltà a sinistra guadagnando la base della parete verticale e strapiombante che in alto è caratterizzata dal caratteristico tetto giallastro che interrompe la continuità della cresta sudest.
L3: salire un diedro con roccia lavorata facile e poi impegnarsi su lame poco solide con arrampicata atletica 5c (cautela), guadagnando un terrazzino di sosta.
L4: proseguire lungo un diedro grigiastro uscendo su di un pulpito 5a, quindi uscire a destra su di una paretina verticale ma con molti appigli 4c
L5. proseguire nel bellissimo diedro verticale che si delinea a destra dell’aerea cresta sudest per quasi 30 metri 5b (1 chiodo in posto), portandosi sotto il tetto giallastro già ben visibile del basso.
L6: a sinistra impegnarsi in una stretta fessura con duro incastro di dita e di mano 6a+ o A1 per intero, attraversando la base del tetto verso sinistra 4c. Entrare in un diedro-camino dall’aspetto poco invitante 4c e uscire a sinistra su un terrazzino dove si sosta praticamente in cresta.
L7: Seguire senza difficoltà fedelmente la cresta fino alla spinata rocciosa di vetta (ometto)


Materiale: in posto 3 chiodi, portare una scelta di chiodi, nut medio piccoli e friend fino al 3 bd, cordini e fettucce.

Discesa: salire la crestina di rocce rotte fino a reperire un grosso blocco con cordoni in clessidra da cui ci si cala fino ad una rampa detritica. Si Scende con cautela fino ad una rampa inferiore che permette di abbassarsi lungo un sistema di cenge dove, con qualche passo disarrampicando (sicura su blocchi) si guadagna lo zoccolo. Portarsi sulla direttrice del diedro - canale che costituisce l'attacco delle vie "Pensiero verde" e "Pellegrini", reperendo una nuova clessidra. Di qui con 60 metri alla base.

altre annotazioni:
Fu la prima via ad essere aperta sulla parete nel settembre del 1981 (Cotta - Marone)

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