Trocharis (Monte) Traversata dallo Xerolimni allo Zaranokefala

sentiero tipo,n°,segnavia: assenza di tracce, tracce, ometti, tacche bianco-verdi
difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Tutte
quota partenza (m): 1800
quota vetta/quota massima (m): 2401
dislivello salita totale (m): 1400

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: i3fili
ultima revisione: 09/06/14

località partenza: Ammoutserà (undefined , Creta )

punti appoggio: Stanze ad Anopoli

cartografia: Crete 11.11/11.12 Lefka Ori - Topo 25 Anavasi - 1:25000

accesso:
Ammoutserà, luogo di partenza della gita, si raggiunge da Anopoli in circa 1 ora e 15-30 minuti, con fuoristrada. Per evitare di dover recuperare l’auto al termine della gita ci si può far accompagnare dai gestori della Taverna "Anopoli" di Anopoli, con il loro pickup (65 euro, giugno 2014). Per contenere la gita in dislivello e sviluppo ragionevoli, la soluzione migliore è quella da noi adottata di lasciare l’auto ad Aghios Ioannis e farsi portare da lì ad Ammoutserà in fuoristrada (1h 30m).

note tecniche:
L’itinerario qui proposto permette di attraversare i Lefka Ori a sud dei Pachnes, da Est a Ovest, toccando le 8 principali vette della zona. Il percorso si svolge interamente in assenza di tracce o indicazioni, salvo il rientro da quota 1700, e su terreni prevalentemente roccioso-detritici. La progressione è tecnicamente facile, su dorsali e pendii mai eccessivamente ripidi, con eccezione del tratto sotto lo Zaranokefala, dove ci si muove su rocce taglienti ed abrasive ed è quindi proibito scivolare, se non si vuole venire affettati, grattugiati e serviti su un letto di cespugli spinosi.
L’ambiente è desertico e privo di punti di riferimento distintivi, necessarie quindi capacità di orientamento e buona conoscenza della zona. Lo sviluppo della gita è di 18 km e il tempo di percorrenza di circa 10-11 ore. Le quote indicate sono tratte dalla cartina Anavasi, sebbene siano in alcuni casi controverse quando non sicuramente errate.

descrizione itinerario:
Arrivati ad Ammoutserà, si lascia l’auto nei pressi della curva a gomito di quota 1800 e si risale sulla sinistra il pendio incassato 50 metri dopo di essa. Si aggira un rilievo alla sua destra e si sbuca su una dorsale di congiunzione alle pendici dello Xerolimni (2274 m), la cui punta fa capolino in distanza. Si compie un lungo traverso ascendente verso sinistra che si innesta su un’altra dorsale e, con semicerchio da sinistra a destra ad evitare una dolina, raggiunge la cima (ometto). Ora si scende in direzione Ovest per reperire una dorsalona che, girando progressivamente verso Nord, tocca una spalla e poi la vetta del Trocharis (2401 m). Sulla vetta è presente un piccolo ricovero per il vento, da queste parti frequente e a volte fortissimo.

Si scende in direzione Sud-Ovest puntando alla base del Thodhorì Korfì (2354 m) che si risale poi da Nord, attraversando degli affioramenti rocciosi. Questa montagna è anche conosciuta come Diplì Thodhorì (Doppio Thodhorì), per via di una cima secondaria a Sud-Est, che può essere raggiunta in pochi minuti. Dai Thodhorì si apre la vista sulla piatta cima dei Kendakia (2244 m). Si punta alla sua sommità meridionale, da raggiungere bordeggiando le numerose doline, e quindi si percorre il lungo crinale fino alla cima settentrionale. La meta successiva è l’Exo Tourlotì (2221 m), posto circa 1 Km a Ovest, da cui si scende in direzione NNO fino alla sella che lo separa dal Mesa Tourlotì. Qui si trova un ometto nei pressi di una spaccatura nel terreno da cui esce una corrente d’aria, forse un pozzo di grotta. Sempre in direzione Nord ci si alza sulla dorsale che conduce alla cima allungata del Mesa Tourlotì (non quotato, circa 2205 m).

Si torna ora sui propri passi per tagliare i pendii occidentali della montagna e dirigersi verso la crestina rocciosa che porta alla base dei Mesokefales (letteralmente “teste di mezzo”). Si scende lungo la cresta e si risale, transitando accanto ad una caratteristica formazione rocciosa e aggirando successivamente a destra una delle teste. Con breve salita si perviene così alla sommità settentrionale (non quotata, circa 2145 m).

Ormai in piena vista dell’ultima vetta in programma, si continua per dorsali, toccando la quota 2132 e poi camminando in direzione Ovest fino al punto più alto dello Zaranokefala. Un centinaio di metri più a Sud si trova il punto trigonometrico con grande ometto (2099).

La discesa avviene camminando verso Sud-Est, sui pendii meridionali della montagna al di qua dei grandi salti sopra la Gola di Elighia, obliquando fino a circa quota 2000, prima di raggiungere un grande canale e proprio sulla verticale della sella su cui transita il sentiero che dal mitato Potamou va ad Aghios Ioannis. Con cautela, ci si abbassa su terreno ripido fra rocce, sassi instabili e cespugli spinosi, tornando finalmente in piano 300 metri più sotto. In direzione Sud-Est si seguono le tracce di sentiero (ometti, occasionali tacche di vernice rossa), all’inizio confuse, che attraversano una valletta e portano a Kroussia (quota 1210).

Si percorre un breve tratto di strada rurale verso Nord e, sulla sinistra dopo una curva, si imbocca il sentiero per Aghios Ioannis (targhette e tacche bianco-verdi). Il percorso si dipana in una gola inizialmente poco definita, compie un ampio semicerchio da sinistra a destra lungo un muretto a secco, si infila in una breve forra ingombra di detriti e poi scende decisa prevalentemente fra pietraie. A circa quota 900, poco prima di un ricovero per pastori, la traccia esce dalla gola sulla sinistra e in pochissimo raggiunge la strada sterrata. Si supera un cancello e si entra in paese.

Per recuperare l’auto, arrivati al terzo tornante (cane!), si può seguire la strada che scende, compie l’intero giro dell’abitato e risale al suo ingresso Sud; oppure prendere la via a sinistra e poi un sentierino poco visibile a destra che scende fra la case ed esce su una via più in basso. Proseguendo a sinistra si passa accanto al cimitero e si raggiunge l’auto.