Curone (Val) Anello da Fabbrica Curone per le creste

difficoltà: BC / BC   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
quota partenza (m): 481
quota vetta/quota massima (m): 1701
dislivello salita totale (m): 1658
lunghezza (km): 38

copertura rete mobile
vodafone : 60% di copertura

contributors: tittamassi
ultima revisione: 07/06/14

località partenza: Fabbrica Curone (Fabbrica Curone , AL )

vedi anche: http://www.itinerari-mtb.it/anello-dei-monti-della-val-curone/

accesso:
arrivando da N conviene uscire al casello di Tortona, Da Genova si può uscire al casello di Vignole, percorrere al val Borbera fino al bivio per Garbagna, poi Dernice, San Sebastiano Curone e Fabbrica. tortuoso ma panoramico

note tecniche:
salita regolare sia nella parte iniziale asfaltata che in seguito nella bellissima faggeta; ci sono ogni tanto dei brevi strappetti ma fino sul crinale a 1500 m è perfettamente pedalabile.
In seguito parti a spinta e qualche solco prodotti dai motociclisti; possibile sosta per rifocillarsi al rif. montechiappo ( telefonare per verificare apertura )
possibile scappatoia in fondo al tratto di discesa che segue il rifugio, subito dopo un cancello per il bestiame.
A proposito se ne incontrano diversi, ricordarsi di chiuderli sempre.
Panorami splendidi una volta arrivati sul crinale, in giugno magnifica fioritura

descrizione itinerario:
Da Fabbrica di Curone su strada asfalta in direzione Remeneglia/Selvapiana/Forotondo, ignorando possibili scorciatoie su sterrato, ed in seguito su ben tenuta strada bianca si risale le pendici del Monte Boglelio per incrociare il percorso della antica “Via del sale” che congiunge l’Oltrepò pavese (Varzi) con Genova.
Inizia a questo punto un percorso per buona parte in cresta con molteplici saliscendi su fondo sterrato/prativo/single track che toccherà i principali rilievi della Val Curone per concludersi con ripida discesa finale a valle.
Seguendo il percorso della Via del sale, superato il Piano della Bonazza, su strada bianca si risale il verde pendio del monte Bagnolo (mt. 1.547) e con breve passaggio nel bosco ci si porta in prossimità del Colle della Seppa.
Si continua su sterrato prativo in direzione prima del Monte Garave’ (mt. 1.549, breve passaggio a spinta) ed in seguito del Monte Rotondo con aggiramento di quest’ultimo a destra e ci si porta in prossimità del Monte Chiappo (mt. 1696): quest’ultimo richiede inevitabilmente un passaggio con bici a spinta lungo uno delle diverse irte piste che ne risalgono la vetta. Dopo una doverosa sosta presso questo particolare punto geografico, congiunzione di tre Regioni (Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna) con importante vista sulla Val Curone ed i rilievi liguri (si narra anche vista del mare…), si riscende lungo strada sterrata in direzione del vicino Monte Ebro, il raggiungimento della cui “panoramicissima” vetta (mt. 1.701) richiede un ulteriore passaggio di bici a spinta causa fondo pietroso e dall’accentuata pendenza.
Con alternanza di saliscendi su fondo sterrato/prativo si toccano i Monti Cosfrone (mt. 1.661) e Panà (mt. 1.559) con successiva discesa lungo accidentata mulattiera pietrosa (consigliato scendere a sinistra lungo il pendio erboso costellato di profondi solchi di scolo acque).
Seguendo un single track nel bosco ci si immette su comoda carrareccia che conduce al passo di Brusamonica ove è situato impianto di risalita in seggiovia da Caldirola utilizzato anche da bikers per discesa in freeride lungo i molteplici percorsi che da qui dipartono.
Ultimi sforzi in salita conducono senza particolare impegno dapprima al Monte Gropà (mt. 1.446) ed infine all’ultima ascesa della giornata, la vetta del Monte Giarolo (mt. 1.473), che ha accompagnato – in lontananza – lo sguardo per buona parte del tratto in cresta in virtù delle molteplici antenne ivi installate visibili sin dai primi scollinamenti. Dal Giarolo si scende lungo una ripida strada pietrosa che attraversando i boschi sottostanti – direzione località Costa della Gabbia – conduce alla ripresa della strada asfaltata in corrispondenza dell’abitato di Morigliassi. Un ultimo tratto completamente in discesa su asfalto porta al luogo di partenza