Via (Cima della) o Punta a'd Palòc da Feilongo

difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
quota partenza (m): 610
quota vetta/quota massima (m): 2057
dislivello salita totale (m): 1550

copertura rete mobile
tim : 80% di copertura

contributors: francoc59
ultima revisione: 30/05/14

località partenza: Feilongo (Sparone , TO )

cartografia: Mu Edizioni 05- Carta della Valle Soana ultima edizione

accesso:
Giunti a Sparone oltre il distributore si attraversa il ponte sull’Orco a sx poi si gira a dx e si prosegue dritto fino a fine strada dove si trova il Borgo di Fejlongo, pochi metri prima del Borgo a sx si trova il parcheggio.

note tecniche:
Posta tra il Monte Soglio e l’Uja di Corio, sulla Carta IGM nominata erroneamente Uja mentre sulla Carta Mu è chiamata Cima della Via forse per il fatto che da li passa l’Alta Via Canavesana (A.V.C..), ma localmente è per tutti la Punta a’d Palòc.
Si raggiunge facilmente dal versante Sud mentre la salita da Feilongo dal versante Nord è per amatori dei percorsi fuori sentiero. Salendo per la dorsale che sbuca direttamente sulla Cima si gode di un panorama non indifferente che ripaga la fatica della salita.

descrizione itinerario:
Dal parcheggio si passa davanti alla Chiesa di San Rocco e poi tra le case su sentiero evidente con qualche segno rosso, un 100m fuori dalle case il sentiero si divide ed è meglio prendere a sx dove salendo subito si passa davanti a due Baite con Pilone ed in breve alla borgata Barcarione 809m anche qui pilone votivo.
Passato il borgo si incrocia la mulattiera che salendo dal bivio prima descritto passa dalla borgata Distiglia. Si prosegue lasciando due Baite a dx e si trova ai 938m la Borg. Berre. Si lascia a dx il primo Pilone Votivo e si gira a dx dietro al secondo portandosi nel prato, il sentiero qui con l'erba alta è poco evidente ma basta risalire il prato seguendo i fili elettrici ed in poco tempo si ritrova la mulattiera che in breve arriva alle prime case di Barchero 1049m.
Questo borgo è diviso in tre gruppi di case ed al gruppo piu' in alto 1160m si trova la Chiesa di San Domenico. Si passa davanti al primo gruppo di baite e si sta sulla sx del rio si sale fino a trovare un Pilone Votivo, qui attenzione perchè pochi metri prima del pilone a sx parte il sentiero x Palocco. Proseguendo oltre il Pilone si arriva alla bella Chiesa di San Domenico con a dx le Baite. Quindi dopo avere dato un'occhiata alla Chiesa bisogna tornare indietro al Pilone e seguendo a sx in direzione di salita il sentiero che attraversa il vallone si passa nel mezzo delle due Baite di Campit 1165m fino a sbucare più avanti nel bel prato pascolo di Palocco nuovo 1254m.Giunti nei pressi del Borgo si prosegue a sx rintracciando una mulattiera che con un traverso pressoché in piano porta alle Baite di Praciola 1214m.
Si prosegue dietro al Borgo dove un sentiero ben marcato sale direttamente alle Baite di Palocco Vecchio1318m.
Al di sopra del Borgo si segue un sentiero traversa a sx, si guada il piccolo Rio dei Nusun e si arriva nei pressi delle Baite di Pianasso 1296. Invece di scendere alle Baite si svolta a dx risalendo verso la dorsale dove seguendo una scarsa traccia si arriva all’Alpe Branconai 1387m.
Da qui si sale dietro alla Baita direttamente la dorsale abbastanza pulita ma ripida e faticosa giungendo al traliccio n 42 della linea elettrica, si attraversa a sx per portarsi in un ripido prato che si risale molto faticosamente per riguadagnare la dorsale che ora si sale sempre ripida fino agli ultimi metri prima di toccare la Vetta della Punta a’d Paloc o Cima della Via 2057m.

altre annotazioni:
Lo spunto per questa gita di altri tempi mi è venuto leggendo il libro degli Alpinisti Cuorgnatesi e esattamente il diario di Giuseppe Vassallo per tutti Pinotto classe 1884.
Tra le sue frasi famose si ricorda quella detta dopo aver salito la Levanna Orientale da Ceresole Reale naturalmente raggiunta in bicicletta 15/16/agosto 1921, dopo problemi fisici in salita e maltempo in discesa disse "Non comprendo che vi siano al mondo degli imbecilli che si arrampicano pei monti per far nulla, ma quel che piu’ mi meraviglia è che fra quegli imbecilli ci sia anch’io".
Questo era Pinotto Vassallo che dopo lo sconforto inforcava nuovamente la bicicletta per portarsi a Campiglia e salire la Torre di Lavina il suo diario riporta che fu 12 volte sulla Torre una delle Vette piu’ amate. La salita alla Punta a’d Palòc allora ritenuta Uja di Corio perché sulle carte militari cosi’ riportata porta la data12/settembre 1920 accompagnando un amico che doveva andare a fare un impianto di parafulmine all’Alpe Palocco, Pinotto colse l’occasione per salire all’Uja 2057m oggi Cima della Via ma per tutti Punta a’d Palòc.