Stella (Corno) Alitalia 80

difficoltà: 6b / 6a+ obbl
esposizione arrampicata: Sud-Ovest
quota base arrampicata (m): 2750
sviluppo arrampicata (m): 3050
dislivello avvicinamento (m): 250

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: icio
ultima revisione: 04/07/14

località partenza: Gias delle Mosche (Valdieri , CN )

punti appoggio: Rifugio Bozano (2458 m)

bibliografia: Alpidoc n.42;

note tecniche:
Fantastico alternarsi di delicate placche psicologiche e movimenti più atletici, in un'unica via riassunti tutti i movimenti della scalata.
Le placche sono nel complesso poco proteggibili, ma sporadicamente compaiono dei provvidenziali chiodi, tutti mediamente buoni. Si incontrano inoltre due vecchi spit della adiacente "Deciso e Preciso": uno su L3 e uno su L4. Volendo verso la fine di L3, deviando dall'itinerario classico si incrocia uno spit di "Esprit Libre".
Tutte le soste, alcune in comune con "Esprit Libre", hanno 2 spit da collegare.

Materiale.
Indispensabili una serie di firends (9-10) da micro fino al 3 BD, un valido gioco di nuts con il classico corredo di fettucciame. A discrezione dei ripetitori aggiunte di ferri all'arsenale; chiodi e martello non sono fondamentali, anzi, su una via del genere più si è leggeri, meglio è: prevedere lunghi run-out su protezioni tradizionali.

250m (7L) - 6b/R3/II (TD+)

descrizione itinerario:
Poco a dx di "Barone Rampante", presso la calata attrezzata per raggiungere la cengia mediana (2 spit con catena e anello), in corrispondenza di una breve placca sovrastata da rocce articolate.

L1 40m, V. Risalire la placca abbattuta e proseguire ascendendo a sx per roccette fino ad una nicchia, dove si sosta su una comoda cengia erbosa.

L2 35m, 6a+. Attraversare decisamente a sx per 3 metri (chiodo), quindi con alcuni movimenti aleatori raggiungere alcuni ciuffi d'erba (chiodo; leggermente nascosto, necessario cordino per rinviare). Procedere ascendendo a dx seguendo la fessurina: all'inizio cieca, per poi allargarsi offrendo un agognato punto di assicurazione. Continuare lungo la stessa direzione su terreno più facile pervenendo ad una placca non proteggibile. Puntare quindi ad una cengia ascendente a dx, al cui culmine si sosta presso grossi blocchi, in comune con la via "Esprit Libre".

L3 45m, 6a. Superare lo spigolo a dx della sosta (chiodo) e risalire il diedrino che segue, al cui termine (chiodo) proseguire, ora nuovamente sulla verticale della sosta, lungo il filo di un vago sperone ("Esprit Libre" passa 2-3 m a dx). Sostare comodamente in una zona di placche abbattute e cengette erbose.

L4 30m, 6a+. Avanzare verticalmente superando piccoli strapiombi su buone prese (nut incastrato), puntando ad un visibile chiodo dall'aria molto insicura, "protezione" del passo chiave del tiro (protezioni ottime 2 m sotto i piedi). Ribaltarsi aleatoriamente sopra l'ultimo dei piccoli strapiombi di cui sopra. Raggiungere quindi la vena di quarzo su terreno più facile ma non proteggibile, seguirla ascendendo diagonalmente a sx per 5 m, puntando alla sosta posta sotto alcun i strapiombi scuri.

L5 40m, 6b. Traversare 3 m a sx in piena placca, mirando ad un'ottima banchetta (chiodo). Continuare quindi il delicato traverso per altri 3-4 m fino ad un vago diedrino. Salire ora verticalmente puntando alla grossa scaglia staccata (INSTABILE), oltre la quale con un traverso a sx ci si porta sotto lo strapiombo. Dopo averlo superato (2 chiodi) la via procede diagonalmente a dx, risalendo un piccolo sperone e poi una placca fino alla comoda sosta, sovrastata da un grande strapiombo.

L6 40m, 6a. Ribaltarsi sopra lo spiogolo a dx (trascurare i chiodi sopra la sosta), per continuare nella stessa direzione con un esposto traverso di circa 15 m (3 chiodi). Al termine della fascia di strapiombi proseguire direttamente su terreno più facile in comune con la via "Grassi-Kosterliz". 1 chiodo in sosta.

L7 30m, III. Ancora in comune con la "Grassi-Kosterliz". Facile arrampicata fino al plateau sommitale. Sosta da allestire.

Discesa.
Reperire le calate di "Esprit Libre" o della via Campia.

altre annotazioni:
Si tratta di una delle vie più belle e significative del Corno Stella, nato il 25 Giugno 1980 dall'intuizione dei grandi Fabrizio Barbero e Sergio Savio.
L'itinerario è stato dedicato alla memoria del fuoriclasse Gianni Comino, caduto sulla Brenva nel Febbraio dello stesso anno.
Tuttavia il nome "Alitalia" è da riferirsi al lungo volo di F. Barbero durante l'apertura, fortunatamente conclusosi solo con uno spavento.