Traverse (Alpe) e Cima La Testà da Feilongo

tipo itinerario: bosco rado
difficoltà: BR   [scala difficoltà]
esposizione: Varie
quota partenza (m): 600
quota vetta/quota massima (m): 1665
dislivello totale (m): 1100

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: francoc59
ultima revisione: 12/03/14

località partenza: Feilongo (Sparone , TO )

cartografia: Mu Edizioni - Carta della Valle Soana ultima edizione

accesso:
Giunti a Sparone oltre il distributore si attraversa il ponte sull’Orco a sx poi si gira a dx e si prosegue dritto fino a fine strada dove si trova il Borgo di Fejlongo,pochi metri prima del Borgo a sx si trova il parcheggio.

note tecniche:
Escursione con Ciaspole molto bella dove pero’ la conoscenza del territorio è essenziale soprattutto per il giro ad anello.

descrizione itinerario:
Giunti a Sparone dopo il distributore si attraversa a sx il ponte sull'orco, poi a dx e sempre dritto fino alla fine della strada dove si trova la borgata Fejlongo, posto parcheggio 50m prima del borgo.Ora a piedi si passa davanti alla Chiesa di San Rocco e poi tra le case su sentiero evidente con qualche segno rosso,un 100m fuori dalle case il sentiero si divide ed è meglio prendere a sx dove salendo subito si passa davanti a due baite con Pilone ed in breve si giunge alla borgata Barcarione 809m, anche qui pilone votivo con dipinto della Madonna di Belmonte.Passato il borgo si incrocia la mulattiera che salendo dal bivio prima descritto passa dalla borg. Distiglia.Si prosegue sulla bella mulattiera lasciando a dx le baite di Barcarione di sopra e si trova ai 938m la borg. Berre,si lascia a dx il primo pilone votivo e si gira a dx dietro al secondo portandosi nel prato chiamato Pra Vilat,il sentiero qui è ormai nascosto dalla neve ma basta risalire il prato seguendo i fili elettrici ed in poco tempo si ritrova la sagoma della mulattiera che in breve arriva alle prime case di Barchero di sotto 1049m.questo borgo è diviso in tre gruppi di case ed al gruppo piu' in alto1160m si trova la Chiesa di San Domenico di Guzman,ma andiamo con calma si passa davanti al primo gruppo di baite e si sta sulla sx del rio si sale fino a trovare un pilone votivo, qui attenzione perchè pochi metri prima del pilone a sx parte il sentiero x Palocco.invece proseguendo oltre il pilone si arriva alla bella chiesa di San Domenico di Guzman con a dx le baite di Barchero di sopra, quindi dopo avere dato un'occhiata alla Chiesa bisogna tornare indietro al pilone e seguendo a sx in direzione di salita il sentiero che va ad attraversare il vallone ,risale alla Baita di Campit 1165m e piu' in alto sbuca nel bel prato pascolo di Palocco nuovo 1254m.proseguendo dietro a Palocco nuovo salendo verso sx tra rado bosco,si passa vicino a dei grossi banchi di pietre accatastate e si raggiunge l'alpe Volanza 1358m.Si prosegue dietro all’Alpe direttamente per circa 60m di Dsl.poi ci si sposta verso dx sempre su marcata salita scegliendo i passaggi migliori,sui 1550m si sale piu’ decisamente a dx a raggiungere la facile dorsale N-O e da qui in poco tempo all’Alpe Traverse 1665m,si puo’ salire ancora un poco oltre l’Alpe a raggiungere un panoramico Trucco quota 1700m. Se non si vuole tornare per l’itinerario da salita bisogna scendere in direzione N-O,attraversando varie vallette che con neve alta che nasconde i molti buchi presenti possono tendere qualche trappola, si punta a raggiungere la dorsale che scende dal Monte Cimeron a dividere il comprensorio di Fassabella da quello del Barchero per poi scendere alla Cima La Testà 1362m.Ora si scende a dx a raggiungere il ripido pendio boscoso che scende direttamente alle Baite di Barchero di sopra 1160m dove poco sotto si chiude l’anello.

altre annotazioni:
San Domenico di Guzman,nato nel 1170 a Caleruega,un villaggio montano della vecchia Castiglia(Spagna), si distinse fin da giovane per carità e povertà.Convinto che bisognasse riportare il clero a quella austerità di vita che era alla base dell’eresia degli Albigesi e dei Valdesi,fondò a Tolosa l’Ordine dei Frati Predicatori che, nato sulla Regola agostiniana, divenne nella sostanza qualcosa di totalmente nuovo, basato sulla predicazione itinerante, la mendicità(per la prima volta legata ad un ordine clericale),una serie di osservanze di tipo monastico e lo studio approfondito. San Domenico si distinse per rettitudine, spirito di sacrificio e zelo apostolico.Le Costituzioni dell’Ordine dei Frati Predicatori attestano la chiarezza di pensiero, lo spirito costruttivo ed equilibrato e il senso pratico che si rispecchiano nel suo Ordine, uno dei piu’ importanti della Chiesa.Sfinito dal lavoro apostolico ed estenuato dalle grandi penitenze, il 6 agosto 1221 muore circondato dai suoi Frati, nel suo amatissimo convento di Bologna, in una cella non sua, perché lui, il Fondatore, non l’aveva. Gregorio IX , a lui legato da una profonda amicizia, lo canonizzerà il 3 luglio 1234.
(tratto dal quaderno di storia Sparonese e Ribordonese L’ARCALUS.(l’arcobaleno)