Mitato Potamou anello per la grotta di Kormokopos e la Gola di Elighia

difficoltà: EE/F   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Tutte
quota partenza (m): 750
quota vetta/quota massima (m): 1920
dislivello salita totale (m): 1800

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: i3fili
ultima revisione: 19/01/14

località partenza: Aghios Ioannis (undefined , Creta )

cartografia: Crete 11.11/11.12 Lefka Ori - Topo 25 Anavasi - 1:25000

accesso:
Il villaggio di Aghios Ioannis si raggiunge da Chora Sfakion, località situata sulla costa Sud della provincia di Chania, prendendo il bivio per Anopoli nei pressi del parcheggio dei bus, poco prima del porto, e percorrendo i 18 km circa che conducono al villaggio e al termine della strada. Lungo il percorso si attraversano l'abitato di Anopoli e il famoso ponte di legno sulla Gola di Aradhena.

note tecniche:
Itinerario da percorrere in assenza di vento forte a causa del rischio di caduta pietre nella gola e con buona visibilità data la scarsità di punti di riferimento nel tratto di sentiero-balcone che attraversa le pendici del Monte Zaranokefala. Primavera e autunno sono i periodi migliori, tenendo presente che salendo da Potamou verso lo Zaranokefala si devono attraversare canaloni con neve dura anche fino ad inizio estate. Nel complesso lo sviluppo della gita è di 25 km e il tempo di percorrenza di circa 12 ore.

Tempistiche di massima: Aghios Ioannis – Kormokopos [1h 15m] – Fliskounias [1h 45m] – Prima corda fissa [1h] – Seconda corda fissa [1h 30m] – Mitato Potamou [1h 15m] – Fonte Zaranou [2h] – Kroussia [1h 45m] – Aghios Ioannis [1h 15m]

descrizione itinerario:
Arrivati nell'abitato di Aghios Ioannis (q. 750), si lascia l’auto poco prima dell’ultima curva della strada asfaltata (che poi prosegue come sterrata fino a Kroussia), nei pressi di un cancello dove è presente l’indicazione per la grotta di Kormokopos. Oltrepassato il cancello si segue prima una stradina, poi un sentiero indicato da tacche bianco/blu e ben tracciato, che attraversa con pendenze moderate un grande bosco di conifere e raggiunge la grotta.

Da qui si scende su terreno scosceso di qualche metro verso SE e si va a reperire sulla destra una vaga traccia confortata da ometti e minuscoli bolli rossi che, con qualche saliscendi e perdendo complessivamente un centinaio di metri di dislivello, attraversa il bosco e conduce alla cresta di separazione tra la valletta di Kormokopos e la gola di Elighia.
Si discende la cresta aggirando alcune asperità rocciose sul versante Kormokopos sino ad un colletto dove sulla dx inizia la discesa nella gola. Il sentiero, a tratti esposto e non sempre evidente, scende molto gradualmente in direzione Nord attraversando alcuni canalini e pietraie. È importante non perderlo di vista perché data la natura del terreno è l'unico modo per raggiungere il fondo della gola.
Si arriva così ad una zona più rocciosa dove la discesa si fa decisa e in alcuni punti è necessario aiutarsi con le mani. Infine si raggiunge il fondo della gola di Elighia, proprio in corrispondenza della diga naturale che chiude a Sud il bacino di Fliskounias.

Si volge a dx e si segue il letto del torrente in secca, agevolati da ometti e radi bolli blu. Il bacino è occupato da un fitto bosco, alcuni alberi sono stati bruciati da un incendio e si cammina su una spessa coltre di cenere. Si giunge ad un tratto più ripido, da oltrepassare sulla sx risalendo una pietraia a grossi blocchi, quindi ci si riporta nel letto del torrente dove la gola si restringe e le pareti sono molto alte. Si prosegue su terreno prevalentemente sassoso, scavalcando talvolta grandi tronchi d’albero caduti e grossi massi in un’alternanza di segmenti più ripidi ed altri più dolci, di radure più ampie e restringimenti, spostandosi generalmente sulla sx quando il letto del torrente non consenta di proseguire agevolmente. Si raggiunge così la prima corda fissa che con una piccola ginnastica permette di superare lo sbarramento di alcuni massi. Si prosegue poi su terreno meno pendente fino alla seconda corda fissa, collocata per agevolare la risalita di una paretina articolata (II grado), nei pressi della quale la gola è chiusa a Nord da un grande salto. Qui il tracciato esce temporaneamente dal fondo della gola per rimontare di una trentina di metri il ripidissimo versante Ovest e aggirare la cascata. Si presti attenzione nell'utilizzare la corda per risalire le roccette perché questa smuove le moltissime pietre mobili dal pendio sovrastante. Tornati nel letto asciutto del torrente, si cammina ancora a lungo su terreno progressivamente più facile per arrivare finalmente al mitato (alpeggio) Potamou a q. 1550 circa.

Dal mitato si volge a dx e in direzione Sud si risale il versante orientale della gola, lungo un sentiero balcone che, passando sotto le pendici del Monte Zaranokafala e toccando la fonte Zaranou a q. 1920, riporta in altre 5 ore circa ad Aghios Ioannis. Le tracce sono inizialmente vaghe ma diventano più consistenti via via che ci si alza di quota. La vegetazione si riduce a pochi arbusti bassi e spinosi e si attraversano grandi distese di pietre dai colori diversi. Ci sono ampie vedute verso la costa meridionale e, a Nord e a Ovest, su molte vette dei Lefkà Ori. Quando il percorso si fa meno evidente sui pendii rocciosi solcati da profonde fenditure in prossimità dello Zaranokefala, ci si muove di ometto in ometto. Con un'ultimo strappo il sentiero si porta sotto le pareti verticali della montagna e la aggira, oltrepassa una caratteristica fonte e inizia a scendere verso Kroussia lungo il versante meridionale dello Zaranokefala. Intorno a q. 1600 il sentiero si perde in molteplici tracce e, in corrispondenza di un largo colle, per ritrovarlo occorre scendere a dx seguendo per un tratto le tubazioni di un impianto di irrigazione. Ritrovato il sentiero si attraversa un bosco di pini e in breve si giunge al recinto dei pozzi di Kroussia dove inizia la strada sterrata. La si percorre per poche centinaia di metri in direzione Sud e poi Ovest fino al bivio sulla sx dove inizia il sentiero che riporta ad Aghios Ioannis, indicato da tacche bianco/verdi. In alternativa si può proseguire sulla lunghissima sterrata fino all’auto.