Gran Bernardè Parete OSO - Profetiche idiozie

L'itinerario

difficoltà: 6b+ / 6a obbl / A2
esposizione arrampicata: Nord
quota base arrampicata (m): 2300
sviluppo arrampicata (m): 370
dislivello avvicinamento (m): 864

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: block65
ultima revisione: 04/11/13

località partenza: Alboni (Groscavallo , TO )

cartografia: Alte Valli di Lanzo - Escursionista editore

accesso:
Da frazione Alboni di Pialpetta seguire il segnavia n° 323 per i Laghi delle Unghiasse fino al Gia della Minadetta, per poi abbandonare il sentiero risalendo lo zoccolo alla base dei contrafforti ovest che si staccano dal Gran Bernardè, puntando alla parete giallastra della parete, caratterizzata da un diedro ampio con cornici rovesce e tetti spioventi.
L'attacco è circa 50 metri più in alto di "Lontano da Tangentopoli".

note tecniche:
Scalata mista di grande impegno nelle prime 4 lunghezze, interrotta poi, purtroppo, da una fascia erbosa con roccette. Nella seconda parte la via è caratterizzata da una parete articolata, non difficile e senza via obbligata.
Materiale: in posto sono rimasti 3 chiodi, e tre cordoni di sosta. Portare chiodi assortiti, staffe, friend fino al 3 bd(blu), stopper medio piccoli.




descrizione itinerario:
Attaccare un fessurino che muore sotto un tettino squadrato A1, 6a e A1, traversando a sinistra sotto di questo in grande esposizione per 3 metri 6b (chiodi e nut, 1 chiodo lasciato). Afferrare una fessura lichenata a destra molto sottile e chiodarne la partenza strapiombante A1 e A2, per poi incastrare agevolmente man mano che si allarga, fino a un ballatoio di sosta 6a+.
Proseguire nel diedro aperto soprastante A1 o 6b con chiodi in posto, quindi superare un tetto fessurato con passo faticoso 6a, sostando su una cengia erbosa.
Attaccare una fessura a sinistra con traverso esposto (2 chiodi in posto) 5c e raggiungere una strozzatura che difende un diedro che si supera con duro passo singolo 6b+. Proseguire per larghe fessure con scalata atletica 5b e sostare al termine su cengia inclinata con spuntone.
Traversare 20 metri a sinistra su cengia e attaccare una parete articolata con tetti e diedri (ometto) nel punto in cui un diedro corto ma evidente è caratterizzato a sinistra da licheni giallastri.
Salire con spaccata fino al termine quindi traversare sotto un blocco sporgente poco sicuro a destra 5c, fino a prendere una parete verticale su roccia poco buona. Salire con cautela per 10 metri 4c e 5a, poi afferrare una lama che permette di aggirare in alto un tetto sporgente, guadagnando l'ingresso in un diedro. Salire ancora qualche metro e sostare su blocchi. Salire il diedro liscio chiodando la fessurina di fondo A1 e superare il tratto finale in grande esposizione e in leggero strapiombo (4 nut). Proseguire in libera fino ad una placca di roccia scura, solidissima, incisa da una netta fessura, inizialmente da dita.
Vincerla con duro incastro fino al termine (8 metri 6b+ poi 6a e 5b), uscendo in una zona di rocce rotte con erba.
Salire un sistema di cengie erbose con qualche breve passo facile (ometti) e portarsi progressivamente con tre lunghezze di conserva fino alle placche articolate della parete superiore. Si attacca lungo la direttrice centrale.
Uscire in cima alla cresta con quattro lunghezze e senza particolare via obbligata. Difficoltà di 4c e qualche isolato passo di 5a (roccia discreta).

Discesa:
dal primo sperone è possibile scendere in corda doppia con forti probabilità d'incastro della corda. Dalla sommità raggiungere la vetta del Gran Bernardè e, per ripidi pratoni, seguendo la linea di grossi ometti di pietre in direzione sud (cautela, erba molto scivolosa) raggiungere il Sentiero Motti a quota 2000 metri circa. Seguirlo in direzione nord-nordovest fino al raccordo con il 323 a quota 1936 metri.