Roma (Punta) via Perotti

difficoltà: PD+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Est
quota partenza (m): 2020
quota vetta (m): 3070
dislivello complessivo (m): 1050

copertura rete mobile
vodafone : 40% di copertura

contributors: GIORGIOBI
ultima revisione: 02/09/13

località partenza: Pian del Re (Crissolo , CN )

punti appoggio: Rifugio Vitale Giacoletti 2741 m

accesso:
Da Pian del Re si segue il sentiero per il rifugio Giacoletti che si abbandona in vista dello stesso in corrispondenza di una conca pietrosa dove il sentiero piega a destra lungo le pendici meridionali delle Rocce Alte.
Si punta verso il canale più evidente,quasi sempre nevoso, risalendolo per tutta la sua lunghezza (40°-45°-50° ramponi indispensabili),cercando di mantenersi preferibilmente sulla sinistra(destra orografica),lato meno esposto alle scariche di pietre. Si deve trascurare una corta diramazione a destra, che termina contro una parete rocciosa solcata da un verticale diedro-camino, e proseguire a sinistra per il canale sempre più angusto fino a che questo non si esaurisce alla base di un salto roccioso (circa 150 m dall’attacco). Superata un’eventuale piccola crepaccia (di solito, più facilmente per le roccette di sinistra), si traversa con attenzione (friabile!) tutto a destra: qui parte un marcato canale-camino di erba e rocce che sale fino ad una intuibile superiore conca sospesa. Da questo punto è consigliabile legarsi e procedere a tiri, anche in relazione alla estrema friabilità del terreno.

note tecniche:
La Punta Roma (3070 m) è una bella cima rocciosa sullo spartiacque alpino principale, tra la Valle Po e la Vallée du Guil.
La parete Nord-Est, dove si trova questa via di salita, risulta stretta ed ombrosa, solcata da profondi canali detritici e nevosi, e domina la piccola comba rocciosa di fronte al Rifugio Giacoletti.
Proprio lungo questa parete il 12 agosto 1933 i coniugi Natalia ed Alessandro Caligaris, con la guida Claudio Perotti, salirono attraverso un itinerario interessante e non troppo difficile.
Si tratta comunque di un itinerario poco ripetuto, in ambiente severo e in qualche tratto aereo, di orientamento un po’ complicato all’inizio e su roccia non sempre buona, specie nella prima parte. Inoltre, è consigliabile salire la via nella prima parte della stagione (comunque entro il mese di luglio), in modo da trovare il canale d’attacco ancora ben innevato: in assenza di neve,la risalita del solco risulta molto faticosa e pericolosa per la grande quantità di detriti e pietre mobili.

descrizione itinerario:
Descrizione tratta dal sito www.gambeinspalla.org

1 – Si risale sul lato destro uno stretto canale-camino, all’inizio con un passo delicato su un saltino verticale (III° friabile!), poi più facilmente, per una serie di brevi risalti inframmezzati da tratti di erba e terra (II°, II°+). Più in alto, quando è possibile, è consigliabile uscirne a sinistra e seguire l’appena accennata crestina che delimita il canale-camino sulla sua destra orografica: con percorso sempre assai delicato per la precarietà del terreno (II°), si esce in un piccolo e ripido anfiteatro erboso, delimitato a sinistra da lisce placconate e in alto da grandi strapiombi (50 m, sosta laboriosa su alcune rocce fessurate);
2 – Si attacca a destra la "Placca Perotti", passaggio chiave della via: non c’è infatti un altro punto debole che consenta di uscire dall’anfiteatro erboso. Si supera la placca lungo una cornice che prima taglia verso destra (II°+), poi riporta a sinistra (II°) fino alla base di un muretto articolato ma friabile (rocce miste ad erba), che si supera direttamente con attenzione (III° delicato). Si prosegue poi per le rocce superiori, un po’ più facili (II° e II°+) fino ad una selletta che si affaccia su un ampio canalone detritico (45 m, sosta su un grosso spuntone fessurato sulla selletta);
3 – Si segue la crestina che si origina dalla selletta, trascurando il friabile canalone: per facili rocce si traversa leggermente a destra, quindi si scala un breve diedrino gradinato sulla sinistra (II°+) che riporta sul filo. Continuando per facili risalti gradinati (II°), ora finalmente su roccia più solida, si sosta presso un terrazzino posto all’inizio di un’ampia placconata inclinata (50 m);
4-5-6 – Si risalgono le placche mantenendosi sempre di poco a destra del filo della crestina secondaria, che separa due evidenti canaloni detritici. Le difficoltà si mantengono sempre su limiti contenuti (II° con qualche passo isolato di II°+), mentre l’arrampicata risulta piacevole e panoramica (150 m).
7 – Per un ultimo tratto su placche più lisce, ma tagliate da comode cornici diagonali (II°) ci si porta gradatamente verso sinistra, fino a raggiungere la base del muro finale che sorregge il castello roccioso della vetta. Qui, nel punto in cui le placche si raddrizzano con decisione, si percorrono alcune cengette (II°) che conducono alla base di un marcato diedro verticale in corrispondenza del filo della Cresta Est (50 m, chiodo di sosta con cordone bianco circa 7-8 metri a destra del filo di cresta);
8 – Si traversa a sinistra per un’esile cornice (II°) fino ad entrare nel diedro: con un passaggio atletico (III°+) ma ben ammanigliato, lo si scala e si raggiunge la cresta, costituita da lisce placche quasi verticali, ormai al cospetto dell’imponente parete Nord del Monviso. Si prosegue espostamente lungo la cresta (II°+, delicato) per una serie di cornici fino ad un grosso spuntone, dove si sosta (30 m);
9 – Si continua lungo le placche della cresta, si aggira un breve risalto per una serie di aeree cengette a destra del filo (II°+) e si raggiunge l’ultima selletta rocciosa sotto la cima. Si scala la breve paretina fratturata che incombe direttamente sulla selletta (III°) e si esce sul piccolo ballatoio di vetta della Punta Roma (40 m, statua della Madonna e libro di vetta, h 4,00 – 5,00 dall’attacco).

Discesa per la via normale (bolli rossi).