Maladecia (Punta) Via Normale canalone SO

difficoltà: F+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Ovest
quota partenza (m): 2047
quota vetta (m): 2745
dislivello complessivo (m): 700

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: marcos76
ultima revisione: 19/08/13

località partenza: Vallone di S. Anna (Vinadio , CN )

cartografia: IGC Valle Stura, Vinadio, Argentera

bibliografia: Vette delle Alpi dalla Liguria al Monviso di A. Parodi

accesso:
Imboccata la Valle Stura di Demonte(CN) si prosegue x Vinadio attraversandolo fino al bivio per Sant' Anna di Vinadio. Si segue la strada fino all'ulteriore bivio poco sotto il santuario visibile in salita sul lato dx per il clle della Lombarda. Indicazione FRANCIA. Si sale fino a quando superati i primi 2 tornanti la valle si apre e la strada corre diritta. Parcheggio sulla sx su ampio spiazzo erboso. Quota 2047m.

note tecniche:
A stagione inoltrata importante avere con se bastoncini da trekking.
Presenza di ometti dall'inizio del canalone alla selletta.
Sentiero pressochè inesistente.
Itinerario molto divertente e allenante oltre che appagante la cima.
Tempo impiegato in salita: circa 3 ore.
Tempo impiegato in discesa: 2ore e mezza.
Esposizione: la pareste sud-ovest è in pieno sole ben oltre le ore 11,00.
Lunghezza itinerario (dati gps): 3,5 Km alla cima.

descrizione itinerario:
Si procede guardando la meta ben visibile dalla partenza attraversando una macchia di larici che cela un laghetto. Il sentiero, dove è visibile, è poco più di una traccia. Da subito, per raggiungere la base del monte, si è costretti a passare su grossi ammassi di sfasciumi spesso instabili. Si procede indirizzando il percorso verso il primo canalone che conduce al dosso oltre il quale si scende nuovamente per pietraie instabili e si attacca in linea retta il canalone detritico che conduce alla selletta dalla quale si procede direttamente x la cima.
Avanzando in linea retta lungo il canale si acquista velocemente quota. Il pendio è particolarmente ripido (oltre il 60%)e a causa dell'instabilità del terreno dovuta ai ciotoli che lo rivestono completamente ed in maniera abbondante si procede con fatica e tanta cautela per evitare rovinosi smottamenti.
Circa a quota 2550 si evita sulla dx uno sperone roccioso e si evita anche uno stretto canalino ostruito da grossi massi che si trova in salita alla ns sinistra. Poco dopo il canalino si raggiunge la selletta e da lì per facili rocce si prende la cima e la croce che ospita una bella e preziosa Madonnina dagli occhi celesti. Ci accorgiamo che il canalino evitato poco sotto la selletta avrebbe accorciato in maniera risibile il percorso togliendo, con grande fatica (scavalcato il masso che ostruisce il passaggio il sentiero è molto ripido oltre che franoso), spettacolarità alla vista. Dalla selletta si apre una meravigliosa vista sul vallonne dell'Aver. La cima seppur dalla non ragguardevole altezza è un tuffo fra le nubi ed offre una meravigliosa visuale.

altre annotazioni:
La cima fa parte, insieme a Rocca della Paur, Vallone di Riofreddo, Testa Malinvern e Vallone dell'Aver, della locale legenda del "Cours di mort" (processione dei morti) che narra di una lunga teoria di anime trapassate che la notte del 2 novembre sbucano dalla Rocca della Paur per raggiungere in un interminabile e spaventoso corteo il vallone dell'Aver per poi scomparire di colpo all'alba al primo canto del gallo.