Tignaga (Pizzo) da Bannio

sentiero tipo,n°,segnavia: bolli bianco-rossi, ometti
difficoltà: EE/F   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Est
quota partenza (m): 1022
quota vetta/quota massima (m): 2653
dislivello salita totale (m): 1800

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: emanuele_80
ultima revisione: 13/08/13

località partenza: Alpe Bocchetto (Bannio Anzino , VB )

punti appoggio: bivacco al Colle d'Egua (2239 m)

accesso:
Da Gravellona Toce percorrere la A26 sino all’uscita di Piedimulera, da dove si imbocca la SS549 della Valle Anzasca fino a Pontegrande. Seguire le indicazioni per Bannio Anzino fino alla località Bocchetto, punto di partenza della nostra escursione.

note tecniche:
Il Pizzo Tignaga è una panoramica cima posta sulla cresta che divide la Valle Anzasca dalla Valsesia (versante di Carcoforo), bella vista verso le montagne delle due valli ed in particolare, come su tutte le cime della zona, verso il Monte Rosa che domina incontrastato.

descrizione itinerario:
Dalla località Bocchetto la strada continua, inizialmente asfaltata e dopo poche centinaia di metri sterrata, nei pressi di alcune caratteristiche baite. Si sale dolcemente e, dopo alcuni tornanti, si giunge al pianoro dell’Alpe Piè di Baranca (1250 m).
Si attraversa il ponte ignorando le varie deviazioni, tenendo la destra e salendo a zig zag sino all’Alpe la Rusa (1391 m) da dove il sentiero prosegue nel bosco.
Si sale ancora sino ad un punto panoramico ove è sito un bivio con indicazioni per l’Alpe Oreto che si ignorano, continuando, invece, verso monte, in direzione dell’evidente solco vallivo del colle, tra il gruppo del Pizzo del Moro e, poco più lontano, la vetta rocciosa del Pizzo Tignaga.
Un ultimo risalto e si giunge al Colle Baranca, con una cappella votiva. Il valico mette in comunicazione la Valle Anzasca e la Val d’Egua, laterale della Val Sesia.
Dal colle si seguono le indicazioni a destra e, passando nei pressi dei ruderi di Villa Lancia, si segue il marcato sentiero fino a raggiungere il Colle d’Egua (2239 m), ove è posta una piccola croce e, poco più in alto, un nuovissimo bivacco.
Da qui si sale al Pizzo Tignaga per la cresta est, iniziando a rimontare in assenza di tracce il ripido costone erboso posto a destra del Colle d’Egua; il percorso diviene più agevole quando si incontrano i primi blocchi rocciosi e sono presenti alcuni ometti che indicano il percorso più semplice. Si sale comunque senza un percorso obbligato per una cresta facile e via via più panoramica con bella vista sulla parete est del Rosa ma anche sulla Val d’Egua, la Val Mastellone e la Valle Anzasca.
E suggestiva è la vista dell’affilata cresta nord del Pizzo Tignaga. Superato il Cimonetto (2480 m), occorre scendere di qualche decina di metri a sinistra sul ripido versante erboso per poi raggiungere, sempre in corrispondenza della cresta, una selletta con un minuscolo laghetto di acqua torbida. Da qui risulta ben visibile un lungo traverso (tracce di bestiame) sul fianco valsesiano che permette di evitare un tratto affilato della cresta e che si percorre fino ad un evidente intaglio a destra. Si risale verso di esso e, un paio di metri prima della sua sommità, si piega a sinistra e si prosegue in arrampicata semplice fino a ritornare in cresta. Si scende quindi leggermente a sinistra percorrendo un’esile traccia fino ad arrivare ai grossi blocchi di ottima roccia appena sotto la cima, che si rimontano in breve raggiungendo la croce di vetta (sono presenti, in quest’ultimo tratto, ometti e bolli di vernice).
Ridiscendere dai blocchi rocciosi saliti in precedenza e, prima del tratto impegnativo percorso in arrampicata, individuare a sinistra l’esile traccia di sentiero che scende alla Balma del Pastore (è ben visibile un lago 500 m più sotto e c’è una corda di ferro arrugginita ancorata alla roccia). Le tracce presenti sono molto discontinue, se non completamente assenti, bisogna cercare di scendere mantenendosi sempre in direzione del lago e sfruttando il più possibile le zone erbose e gli eventuali nevai, visto che i tratti rocciosi presentano numerosi blocchi davvero giganteschi che possono complicare la discesa.
Giunti al lago, non ci sono più difficoltà ed è sufficiente seguire i numerosi bolli di vernice e la segnaletica presente per passare in successione gli alpeggi di Ancium, Curtet e Cangelli, tornare così a Piè di Baranca e successivamente alla località Bocchetto.