Rio Arno (Cascate del) e grotta dell'Oro da Prati di Tivo alla Val Maone

sentiero tipo,n°,segnavia: Sentiero Italia - segni bianco-rossi
difficoltà: E   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
quota partenza (m): 1450
quota vetta/quota massima (m): 1550

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: oldrado
ultima revisione: 11/07/13

località partenza: Prati di Tivo (Pietracamela , TE )

cartografia: CAI L'Aquila 1:25000 - oppure ed. Il Lupo 1:25000

bibliografia: S. Ardito, A Piedi sul Gran Sasso, Ed. Iter

accesso:
Dall'autostrada A24, uscita S. Gabriele-Colledara, fino a Pietracamela e da qui ai Prati di Tivo. Si parcheggia nel piazzale della cabinovia.

note tecniche:
Facilissima passeggiata prima su sterrata, poi su comodo sentiero, di interesse panoramico, naturalistico e storico. E' prolungabile fino al Rifugio Garibaldi e anche fino a compiere la traversata completa del gruppo del Gran Sasso, con conclusione sul versante aquilano.

N.B. il sentiero che percorre tutta la valle del Rio Arno a partire dal paese di Pietracamela, che rappresenterebbe una bella alternativa per rendere più vario il percorso, è ancora chiuso a causa di una frana.

descrizione itinerario:
Dal piazzale dei Prati di Tivo si prosegue sulla strada asfaltata per un centinaio di metri fino a incontrare sulla sinistra l'imbocco di una evidente strada sterrata, contrassegnata da un pannello in legno dedicato al Camoscio d'Abruzzo.
Si prende la sterrata, che costeggia un deturpante residence ed entra subito in una bella faggeta. Si esce dalla faggeta sempre seguendo la strada e si arriva in leggera salita a un piccolo valico, con bella vista sul Pizzo di Intermesoli.
Dopo il valico la sterrata scende mantenendosi sul fianco dx (orografico) della valle, poi riprende a salire e in breve porta alle cascate di Rio Arno, dove un piccolo belvedere facilita la visione del salto d'acqua.
Poco prima del belvedere, sulla dx (per chi sale) si stacca il bivio del sentiero che scende sul fondo della valle verso Pietracamela, che può costituire una diversione per chi non vuole proseguire la gita verso le quote più alte.
Dopo le cascate e superato un casotto dell'acquedotto la strada si restringe a sentiero e procede sul fondo della Val Maone, bellissima valle di origine glaciale. Ci si muove su tra erba, pietraie e rade macchie. Sulla destra (direzione di marcia) gli imponenti "Pilastri" di Intermesoli, dove si svolgono alcuni dei più difficili itinerari di arrampicata dell'intero Appennino.
Sempre sulla destra, ai piedi delle pareti, dietro un piccolo bosco di faggi, si vede la Grotta dell'Oro, che può essere la mèta della gita, volendo contenere l'itinerario. Un altro buon punto dove terminare la gita sono le "Capanne", una zona di pascolo con primitivi ricoveri utilizzati nei secoli dai pastori della zona. Altrimenti, come detto, si può proseguire a lungo fino a Campo Pericoli e anche oltre.
Il ritorno è per la stessa strada.

altre annotazioni:
La Val Maone è la storica via di comunicazione tra i due versanti del Gran Sasso, quello Teramano e quello Aquilano. I commercianti di panni di lana provenienti da nord attraversavano la Val Maone, Campo Pericoli e poi il PAsso della Portella per scendere a L'Aquila. La Grotta dell'Oro è stata per secoli un riparo di pastori e viandanti.
Lungo l'itinerario sono ricchissime le possibilità di avvistamento naturalistico, sia botanico (in particolare durante la stagione delle fioriture (giugno-luglio), sia faunistico: la zona è largamente frequentata dai camosci d'Abruzzo reintrodotti sul Gran Sasso a partire dagli anni '90.
Infine, lungo il sentiero che dalla cascate di Rio Arno scende a Pietracamela ci sono i monumenti in memoria di Cicchetti e Cambi, due giovani e valenti alpinisti romani morti a causa di una violentissima bufera nel 1929.