Valgrande da Patqueso a Trontano, traversata per Mottac e Scala di Ragozzale

sentiero tipo,n°,segnavia: sentiero interamente segnalato con alcuni tratti esposti
difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1000
quota vetta/quota massima (m): 1960
dislivello salita totale (m): 1600

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: Larix66
ultima revisione: 02/07/13

località partenza: Patqueso (Malesco , VB )

punti appoggio: Bivacco del Parco Valgrande Alpe Mottac

cartografia: Cartine Zanetti N°54 Parco Naz. Valgrande

accesso:
Da Malesco si prende la strada della Val Loana che si percorre fino alla località Patqueso dove a destra si stacca il sentiero per la Val Basso. Il ritorno da Trontano può avvenire con la Ferrovia Vigezzina fino a Malesco.

note tecniche:
Interessante traversata, da compiere in due giorni, che mette in risalto due diversi aspetti paesaggistici della Valgrande: la prima tappa si svolge in buona parte nelle fitte faggete della bassa valle, mentre il secondo giorno si compie un percorso molto panoramico in cresta.
L’itinerario segue interamente sentieri ben segnati e richiede buon allenamento per via del notevole sviluppo e del dislivello, prevalentemente in salita il primo giorno e in discesa il secondo. Il bivacco all’Alpe Mottac, pulito e confortevole, si raggiunge senza incontrare difficoltà tecniche particolari, in seguito si incontrano tratti di sentiero piuttosto esposti fino alla Scala di Ragozzale.
Dal bivacco un sentiero in discesa conduce in pochi minuti ad una cisterna che nella tarda estate potrebbe essere asciutta; è inoltre consigliabile bollire l’acqua prima di utilizzarla.

descrizione itinerario:
Da Patqueso si raggiunge in discesa il ponte sul Torrente Loana e successivamente quello sul Rio del Basso. Se ne risale la valle sulla sinistra idrografica seguendo la strada di recente costruzione o, dove è possibile, il vecchio sentiero più a monte.
Raggiunta l’Alpe all’Erta si devia a Sud, attraversando nuovamente il Rio del Basso su un ponticello. Si entra nella valle del Rio del Bondolo, che si risale fino all’Alpe omonima dove sorge un bivacco del Parco Valgrande, il primo dei quattro che si incontrano lungo il percorso. Dall’Alpe si sale per un ripido pendio alla Bocchetta di Vald, situata a Nord-Ovest del Pizzo dei Diosi. Dalla bocchetta (1823 m) si scende all’Alpe Vald di sopra (1383 m, bivacco del Parco e caserma della Forestale). Si continua a scendere seguendo le indicazioni per In la Piana; prima di arrivarci si raggiunge un bivio segnalato da cartelli,a circa 1060 m, dove si sale a destra verso l’alpe Mottac.
Il sentiero tocca dapprima i ruderi dell’Alpe Monticello (1302 m) poi risale il ripido versante avvicinandosi alla dorsale da cui, uscendo finalmente dal bosco si raggiungono l’Alpe e il bivacco, affiancato da un’altra casermetta della Forestale. Il secondo giorno dal bivacco si risale la dorsale in direzione del Pizzo Mottac; dopo un tratto ripido su prato il sentiero aggira verso destra la cima e prosegue in una fitta boscaglia verso la dorsale che segue poi più o meno fedelmente in direzione della Testa di Menta.
Alla quota di circa 1930 m si prende una deviazione a sinistra che tagliando a mezzacosta il pendio, a tratti molto ripido, conduce all’Alpe Ragozzale (1906 m, bivacco del Parco Valgrande). Sopra le baite, leggermente a sinistra, si incontra un sentiero che in breve sale alla Scala di Ragozzale, gran bella vista su entrambi i versanti. Dalla Scala si scende sul versante opposto e al bivio si tiene la destra, seguendo il sentiero che conduce prima all’Alpe Menta (1760 m) poi all’ Alpe Rina (1720 m), dove appena dopo le baite si trova una sorgente.
Da Rina si prosegue in falsopiano verso l’Alpe Nava, poi si inizia a scendere decisamente verso Trontano, passando per gli alpeggi di Pieso (1440 m), Parpinasca (1220 m, rifugio a gestione privata) e Faievo (1000 m, circa), da cui un sentiero natura e una strada sterrata conducono in paese.

altre annotazioni:
La Scala di Ragozzale, il punto più alto del tragitto, è un intaglio nella cresta tra il Pizzo Desen e la Testa di Menta, che nel XVIII secolo è stato attrezzato per consentire il transito dei bovini da Trontano ai pascoli della Valgrande. La roccia è stata in parte scavata per realizzare dei gradini mentre sul versante ossolano la mulattiera si appoggia su di un’ardita struttura in pietra a secco.