Cassandra (Pizzo) Parete NO da Chiareggio

difficoltà: AD   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Ovest
quota partenza (m): 1612
quota vetta (m): 3226
dislivello complessivo (m): 1614

copertura rete mobile
tim : 0% di copertura

contributors: magicliam
ultima revisione: 26/06/13

località partenza: Chiareggio (Chiesa in Valmalenco , SO )

punti appoggio: Rifugio Porro (1960 m), Rifugio Ventina (1980 m)

cartografia: CNS f. 278 M. Disgrazia; IGM f. 18 M. Disgrazia; Kompass f. 93 Bernina-Sondrio

note tecniche:
La parete NO rappresenta un’alternativa di salita al Pizzo Cassandra più impegnativa della via normale, ma tecnicamente meno difficile della parete NE. Probabilmente sono individuabili diverse linee (vedere foto), percorribili o meno a seconda delle condizioni. Di quelle evidenziate, la verde è la più facile, la rossa è di media difficoltà e la gialla è la più difficile (valutabile AD). Sono da affrontare con buon innevamento ma con neve ben assestata. Soprattutto per la più difficile possono essere utili due piccozze e qualche vite da ghiaccio. In tarda stagione, al ridursi della coltre nevosa, potrebbero esserci passaggi di roccia (I / II) e/o di misto.

descrizione itinerario:
L’itinerario ha in comune con la via normale tutta la prima parte. Da Chiareggio, dove si lascia l’auto, in poco meno di un’ora si arriva ai rifugi Porro e Ventina (dove è possibile pernottare se si vuole dividere la gita in due giorni). Dal rifugio Porro o Ventina si percorre infatti il sentiero glaciologico “Vittorio Sella” che porta all’attacco del ghiacciaio del Ventina, prima seguendo il greto del torrente e poi tenendosi sulla morena di sinistra fino ad arrivare alle prime lingue di neve. In alternativa, sempre dal rifugio Porro, si può arrivare all’attacco del ghiacciaio attraversando immediatamente il torrente con un ponte e tenendosi sulla destra seguendo l’altro ramo del sentiero glaciologico.

Sul ghiacciaio, tenendosi preferibilmente al centro, si procede senza difficoltà (ma prestando attenzione ad eventuali crepacci) in direzione Sud-Ovest e con ampio raggio ci si porta quindi in vista del Passo Cassandra. Prima della rampa che conduce al Passo, ci si stacca dalla traccia della via normale procedendo verso sinistra e puntando all’evidente conoide nevoso che costituisce l’imbocco della via. E’ necessario quindi superare la crepacciata terminale nel punto più favorevole, se possibile direttamente al centro, oppure più a destra per poi riportarsi al centro con un traverso.

Per quanto riguarda la salita alla parete, come detto, esistono almeno tre diverse linee di salita. La fattibilità di ciascuna è legata alle condizioni e all’innevamento. Nella foto sono indicate in blu la via normale e rispettivamente in verde, rosso e giallo le tre possibili linee di salita alle parete NO, che vanno tutte a ricongiungersi con la normale sulla cresta SO in tre diversi punti. (nota: di seguito solo una descrizione della linea rossa; invito altri gulliveriani più esperti a completare la relazione con informazioni sulle altre linee e/o correggere quanto riportato perché il discorso andrebbe approfondito).
1) Linea verde: …
2) Linea rossa: valutabile AD inferiore. Pendenze sempre piuttosto costanti (sui 40-45°). Qualche tratto forse un po’ più ripido. In pratica si sale il conoide per poi seguire gli scivoli nevosi tra le rocce in canalini a volte abbastanza stretti. Il percorso migliore è da valutare sul posto. Si prosegue quindi salendo scivoli nevosi fino alla parte superiore della via, dove le pendenze si addolciscono leggermente e si esce in cresta, ricongiungendosi con la via normale. Da qui, in una ventina di minuti, si arriva in cima.
3) Linea gialla: …

La discesa è per la via normale, prima seguendo la cresta, in gran parte nevosa e con qualche facile passaggio su roccia, fino al passo Cassandra e poi ripercorrendo il ghiacciaio del Ventina sullo stesso percorso della salita.

Il dislivello della gita non è elevatissimo (1266 m dal rifugio Porro), ma l’itinerario è piuttosto lungo (mettere in conto almeno 4 ore e mezza per la salita) per lo sviluppo considerevole. La gita è quindi da affrontare con la giusta preparazione.