Gay (Becca di) Parete Nord - Couloir Grassi

difficoltà: D+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
quota partenza (m): 1917
quota vetta (m): 3621
dislivello complessivo (m): 1900

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: danivottero
ultima revisione: 24/06/13

località partenza: Diga di Teleccio (Locana , TO )

punti appoggio: rifugio Pontese, bivacco Carpano

cartografia: L'Escursionista Editore

bibliografia: Gran Paradiso e Valli di Lanzo di G.C.Grassi

accesso:
Dalla diga di Teleccio seguire il sentiero, passando dal rifugio Pontese, fino all'alpe Muanda; da questa dirigersi gradualmente verso nord ovest e poi decisamente ad ovest rimanendo nel vallone del rio Piantonetto (qualche ometto).
Superato un tratto più ripido (si è ora al cospetto del versante est dei Becchi della Tribolazione) dirigersi verso nord-ovest mettendo piede sul ghiacciaio di Roccia Viva: risalire il ramo di sinistra fino all'anfiteatro che si apre fra le propaggini meridionali della Roccia Viva e della Becca di Gay. Dei due canaloni che partono dall'anfiteatro divergendo verso l'alto, prendere quello di destra e risalirlo fino al colle Baretti. Dal colle scendere sul versante opposto il canalone di neve o ghiaccio (primo tratto a 45°) per 200 metri. Varcata la crepaccia terminale per il facile ghiacciaio si traversa verso la base dell’evidente canalone nella parte sinistra della parete, che rimane quindi tra il canale del colle Baretti e lo scivolo centrale.

note tecniche:
Altezza couloir: 300m. Prima salita G.C. Grassi agosto 1977. Rispetto alla relazione di Grassi vi sono delle incongruenze, probabilmente il couloir ha cambiato fisionomia oppure la mia salita si è discostata in alcuni punti dalla sua.

descrizione itinerario:
Relazione di Grassi: passata la crepaccia terminale in genere laboriosa, salire la prima parte del pendio (50°) a sinistra della rigola fino alla prima strettoia che forma goulotte (55°). Seguire la contropendenza di destra (55°) pervenendo alla seconda strettoia del canale larga non più di 4 metri. Superarla per un muro alto 7-8 metri (60°) e continuare nel canale con pendenza regolare fino ad una terza strettoia meno marcata e ripida delle precedenti (55°). Il canale si allarga in pendio diviso da una costola nevosa poco accentuata. Salire a sinistra di essa sovrastati dalla crestina terminale generalmente nevosa. Superare l’ultima parte del ripido pendio uscendo al culmine della crestina circa 60 metri oltre il colletto innevato della cresta Nord-Est. Per detta cresta, in circa 80 metri, si perviene all’anticima ed in seguito alla vetta.
Sinteticamente quel che ho trovato io: dopo la crepaccia terminale il pendio si restringe sempre più fino a diventare uno stretto passaggio tra le rocce dove la pendenza aumenta (60°). Il canalino ad un certo punto è sbarrato dalle rocce e bisogna uscire a destra seguendo il ghiaccio per un bel muro breve sugli 80°. Il couloir continua sinuoso, sempre ghiacciato, spesso incassato con pendenze tra i 50° e i 60°. Sulla cresta che porta all'anticima si può rimanere un po’ in basso a sinistra (sud) del filo: con facili tratti di misto si giunge in tal modo, senza quasi dover scendere, al colletto innevato dove termina lo scivolo centrale.