Gherardi (Rifugio) da Quindicina

sentiero tipo,n°,segnavia: Segnavia n°120
difficoltà: E   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Tutte
quota partenza (m): 1282
quota vetta/quota massima (m): 1647
dislivello salita totale (m): 365

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: pluto79
ultima revisione: 24/06/13

località partenza: Quindicina di Pizzino (Taleggio , BG )

cartografia: Carta Escursionistica della Provincia di Bergamo Tavola 04

accesso:
Poco prima della località Quindicina (Pizzino) dalla strada carrabile si imbocca il sentiero n°120 che sale sulla sinistra.

note tecniche:
Il rifugio è di proprietà della sezione di Bergamo del CAI, ma la gestione è affidata ad un gruppo di volontari dell'Operazione Mato Grosso ed il ricavato è interamente devoluto per il sostentamento dell'attività dell'ospedale di Chacas in Perù, ha una capienza di circa 70 posti letto e altrettanti posti a sedere in sala da pranzo. È aperto in modo continuativo da metà giugno a metà settembre, mentre per il resto dell'anno rimane aperto solo nei giorni festivi e prefestivi.
Il rifugio è facilmente accessibile dalla frazione Quindicina di Pizzino in Val Taleggio e pertanto è raccomandabile a chi inizia a muovere i primi passi in montagna. L'ambiente è assolutamente dolce e privo di pericoli, ed offre un vastissimo panorama su tutta la valle e la pianura lombarda.

descrizione itinerario:
Imboccato il sentiero n°120, dopo un breve tratto nel bosco si piega a destra, raggiungendo un alpeggio con bella vista sul Resegone e poi, con percorso facile, si guadagna l'altipiano dove è posto il rifugio Gherardi (1651 m - h 1.10). Proseguendo in direzione nord si arriva facilmente all'ex-rifugio C. Battisti e il panorama si amplia su Grignetta, Grignone e monti del lecchese. Oltre, il sentiero sale con più decisione e a mezzacosta, tra boschetti di pini mughi, taglia alcuni scarichi di ghiaioni (prestare sempre attenzione, soprattutto da non percorrere in inverno e con neve a causa delle abbondanti slavine che colpiscono la zona) per arrivare alla bocchetta di Regadur (1853 m).